“Livorno è unica”: Crestacci e i Licaoni da tutto esaurito in piazza XX Settembre

Un appuntamento che ha avuto finalità di promozione turistica

livorno è unica
Un'immagine del video realizzato dai Licaoni
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Pubblicato ore 16:00

  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Non potevamo ripartire meglio di così dopo il lungo lockdown che aveva paralizzato la città e fermato tutte le attività artistiche e culturali. I cittadini si sono ripresi i loro spazi, ieri, giovedì 2 luglio, affollando piazza XX Settembre per assistere a un doppio appuntamento all’aperto: la proiezione di un breve ma incisivo video realizzato dai LicaoniLivorno è unica” e lo spettacolo tutto da ridere “Non ci lasceremo mai” di Michele Crestacci.

Si respirava un senso di sollievo, di liberazione, con i cittadini che finalmente hanno potuto tornare a vivere la vita normale di tutti i giorni. Ad aprire le danze, come abbiamo accennato sopra, il video dei Licaoni “Livorno è unica”: un minuto e 40 che in modo eccellente riassume lo spirito di Livorno, stretta tra le sue adorabili contraddizioni, dove inquadrature studiate, movimenti di macchina sorprendenti e un montaggio incalzante, mostrano squarci della città, accompagnata dalle note della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e da una voce narrante che evoca tutto l’amore labronico. Il video dei Licaoni, emana un impatto tecnico, estetico e creativo, degno di nota, infatti, terminata la proiezione, il pubblico è esploso in uno scrosciante applauso liberatorio. Ma “Livorno è unica”, nasce anche con finalità sponsorizzazione turistica in un’annualità delicata come l’attuale, con l’obiettivo quindi di attrarre turismo, perciò il video promosso dalla Fondazione LEM, sarà fruibile attraverso i canali istituzionali, sociali e pubblicitari TV, con il sostegno del Rotary Mascagni che ha sottoscritto il progetto.

Dopo è salito sul palco Michele Crestacci che si è esibito nello spettacolo “Non ci lasceremo mai”, per la regia di Alessandro Brucioni. Crestacci è un fiume in piena: parte dai ricordi del lockdown riuscendo a trarne spunti comici capaci di far ridere il pubblico, sdrammatizzando il tema, per poi “volare” tra le memorie di personaggi storici livornesi e mettendo a nudo le nostre peculiarità, ridendo sui nostri tic, che ci rendono così adorabilmente simpatici anche nei nostri difetti. Risate e applausi a scena aperta. Al termine dello spettacolo di Crestacci, è stato proiettato di nuovo il video dei Licaoni.

Presenti all’evento, il sindaco Luca Salvetti e l’assessore al commercio e al turismo, Rocco Garufo. “Rivedere una piazza così affollata di tanta gente, ci serviva assolutamente dopo questi mesi un po’ particolari – ha detto i sindaco – È una ripartenza, perché dopo 9 mesi bellissimi, con la mostra di Modigliani come ciliegina sulla torta, è poi arrivato qualcosa d’inaspettato, tre mesi difficilissimi, ma Livorno ha reagito nella maniera migliore possibile. Adesso ripartiamo da dove c’eravamo fermati, per vivere un’estate con tante iniziative che avremo modo di presentare, ma soprattutto regalando un’immagine della città che va a cogliere il bello che abbiamo”.

Poi ha preso la parola Alessandro Izzo, regista della società video produzioni Licaoni: “Abbiamo festeggiato il dicembre scorso il ventennale della nostra nascita, qui a Livorno, e quando ci è stata proposta l’idea di partecipare con un video che facesse parte di un’operazione di rilancio della città dopo l’emergenza Covid, siamo stati presi da un misto di due sensazioni, tra terrore e orgoglio. Dovevamo contribuire al bene della città in un momento difficile, e da qui siamo partiti. Grazie al lavoro della sceneggiatrice Francesca Detti, ci siamo chiesti come avremmo raccontato Livorno a un amico che viene da fuori. Sicuramente lo porterei a vedere alcuni posti più iconici, ma probabilmente ci metterei anche del mio, mostrandoli quegli scorci che piacciono a me. Perciò abbiamo avuto l’idea di far accompagnare lo spettatore da una protagonista che raccontasse, incarnasse in qualche modo la città, e dopo tanti provini che abbiamo dovuto fare da distanza a causa dell’emergenza Covid, ci siamo imbattuti in questa ragazza fantastica”.

Ecco il video dei Licaoni

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2 Comments

  1. Un venerdì sera d’estate, premetto che il Covid non c’entra niente.

    Porto la famiglia a cena, fine settimana, ci rilassiamo dal lavoro, abbiamo 2 giorni di riposo davanti a noi. Sono nato e cresciuto a Livorno, per la prima volta, in 49 anni, ho avuto paura di camminare in Piazza Grande alle 20 di sera, in estate, pieno giorno. Questo è inaccettabile.

    Ceniamo affacciati in una piazza desolata. Il centro della mia città in rovine. Il biglietto da visita che subito ti turba sono il le vetrine del maestoso bar sotto il palazzo Grande, con 2 senza tetto, un uomo e una donna, appoggiati a quello che una volta era l’ingresso per un aperitivo e un bello sguardo sulla città. In mezzo, il cinema, che recita “chiuso”, è tanto che è li ma fa ancora male a chi ricorda le domeniche passate al riparo dal freddo, o il film il giorno di Natale che completava la festa. Ancora un passo e l’ex Mc Donald tutto scalcinato. Sulle panchine solo qualche extracomunitario e volti poco rassicuranti.
    Arriviamo al posto scelto per una cena veloce, usciamo poco dopo, stesso percorso e passando di fronte alla farmacia in un auto ferma un uomo che si stava facendo con un ago in vena, finestrino aperto a mezzo metro dal passeggio.Apre un piccolo flacone e sputa il tappo di fuori. Ancora avanti, inghiottendo amaro, prendiamo un gelato. La gelateria fortunatamente è aperta, una conquista. Ci sediamo e nella piazza da poco ristrutturata, ancora senzatetto e persone poco rassicuranti, proprio in faccia al Comune, come uno schiaffo del quale ti rimane il segno.

    Andiamo da un’altra parte, che è meglio. Ma la cosa che mi ha spinto a scrivere queste righe, è stato il fatto di aver assistito a tutto questo con mia figlia di 4 anni per la mano.

    Ricordate voi quando avevate 4 anni e camminavate per mano ai vostri genitori ? Io lo facevo in questa stessa città che mi dava sicurezza, in questa Via Grande che riparava dalla pioggia con i suoi maestosi e protettivi portici, la piazza Grande e la bellezza nel salire al primo piano per ammirarla meglio. Era una festa. Era la mia città. Nella quale sono cresciuto, vissuto e respirato insieme ai miei compagni di scuola un tempo, nei giorni di lavoro poi.

    Intorno respiravo sicurezza, come la mano forte di mio padre. E cosa pensate che possa provare un bambino adesso assistendo a questo scempio ? Io sono “scappato” per portarla da un’altra parte, ma ci rendiamo conto ?

    Non ci si sente sicuri in un luogo dove da una parte c’è la Questura, dall’altra c’è il Comune. Non faccio che leggere cronache dove la notte i pochi e martoriati negozi rimasti aperti vengono regolarmente depredati e spregiati.

    Mi rivolgo con un appello accorato e disperato a chi amministra questa città e a chi la deve proteggere, fate qualcosa.

    Non mi interessa il colore politico, verde rosso viola, ma da cittadino io esigo di poter passeggiare nel tardo pomeriggio nella mia città in completa sicurezza, portare mia figlia per mano ed essere fiero di vivere qua e farle vedere la bellezza che ci circonda.

    Andrea

    • Gent. le Andrea, comprendo benissimo il suo stato d’animo, speriamo davvero che qualcosa possa presto cambiare e che le vetrine in piazza Grande possano tornare a essere di nuovo illuminate come un tempo.
      Il direttore, Valeria Cappelletti

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