Legge 180 e manicomi, un convegno ad Arezzo

Domani e dopodomani

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AREZZO – La Legge 180, conosciuta anche come Legge Basaglia, rappresenta uno spartiacque importantissimo per quanto riguarda i vecchi manicomi. Franco Basaglia fu prischiatra e promotore della riforma psichiatrica in Italia e la legge a lui associata, uscì nel 1978 e impose la chiusura dei manicomi, regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio e creò nuovi luoghi di accoglienza per i pazienti con problemi psichiatrici.

Alla legge 180 e alle diverse esperienze prima e dopo la sua introduzione, è dedicato un convegno ad Arezzo che si svolgerà domani, giovedì 26, e venerdì 27 dal titolo “Gli asili della follia“, organizzato dall’Università di Siena. La scelta di Arezzo si lega al fatto che l’archivio storico dell’Ospedale neuropsichiatrico aretino può contare su una grande quantità di registri, fotografie, quaderni e di circa 12mila cartelle cliniche del manicomio e 19mila del Padiglione neurologico.

“Questo convegno vuole rilanciare una riflessione pluridisciplinare sulla salute mentale, ritenuta urgente anche per affrontare le sfide del presente e del futuro”, spiegano gli organizzatori. Il convegno parità alle ore 14.30 nel campus universitario del Pionta un tempo ospedale psichiatrico (in viale Cittadini, ex palazzina “Donne” del manicomio, aula 3) e vi parteciperanno docenti dell’Università di Siena e di altri atenei italiani, insieme a rappresentanti del Ministero della Salute e di alcune aziende sanitarie.

Sarà l’occasione anche per presentare l’Archivio sonoro della storica piemontese Anna Maria Bruzzone, che negli anni Settanta aveva intervistato decine di ricoverati nel manicomio di Arezzo, le cui testimonianze erano poi state pubblicate da Einaudi nel volume “Ci chiamavano matti”. Inoltre verrà esposta l’opera “Incantamento” di Milena Moriani, che ha come soggetto Adalgisa Conti, internata per oltre 60 anni nel manicomio aretino e la cui autobiografia è stata pubblicata nel 1978 nel volume “Manicomio 1914: Gentilissimo sig. dottore, questa è la mia vita”.

A cura della redazione

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