“Le stanze dei libri” viaggio tra gli scrittori livornesi a Effetto Venezia

A fare da Virgilio Emanuele Barresi

le stanze dei libri a effetto venezia
Emanuele Barresi in "Le stanze dei libri". Foto: Simone Fulciniti
  • di Simone Fulciniti

LIVORNO – Le ‘Stanze Livornesi’ festeggiano il decennale, e raccolgono l’invito mosso da Effetto Venezia di ambientare le vicende nella cornice in ‘chiaro-scuro’ della biblioteca ai Bottini dell’Olio. Quindi, per una volta, si cambiano d’abito trasformandosi nelle ‘Stanze dei Libri’. Un titolo che si annuncia interessante.

A far da Virgilio, conducendo gli spettatori attraverso il cammino, il deus ex machina dell’evento, Emanuele Barresi. Mirabilmente invecchiato dal trucco della fuoriclasse, due volte candidata al David di Donatello, Paola Gattabrusi, l’attore veste i panni di un vecchio bibliotecario, che accoglie gli ospiti con estrema lentezza.

Uno scritto mai rappresentato

Cespuglio e Santomauro. Foto: Simone Fulciniti

Il primo personaggio che incontra sulla sua strada è Sabatino Lopez, che definisce come: ‘uno di più grandi commediografi italiani del novecento’. Le sue commedie fecero parte del repertorio degli interpreti più grandi (Vittorio De Sica, Ruggero Ruggeri, Memo Benassi, Emma Gramatica, solo per cintarne qualcuno). Ma come spesso accade, questo nome rinomato in tutto il mondo, a Livorno è pressoché sconosciuto, se non associato ad una via ubicata nei pressi di viale Boccaccio.

E qui assistiamo alla prima sorpresa: Stefano Santomauro ed Alessia Cespuglio (oltremodo spassosa in questo ruolo), interpretano un divertente atto unico del maestro; ma non uno ‘qualsiasi’, bensì il primissimo scritto e, udite udite, finora mai rappresentato. Una perla dunque, che illustra perfettamente l’affascinante atmosfera del tempo che fu. L’azione si svolge nel camerino di un elegante teatro, ove un’attrice, diva fin dentro il midollo, comunica al suo ‘spasimante’ l’intenzione di lasciarlo. Un affresco preciso di quella società aristocratica, contemporanea all’autore labronico.

Il fratello di Modigliani sfidò il duce

Il viaggio continua, è stavolta è la nostra guida in prima persona a narrare le vicissitudini personali di un’altra super penna locale: lo scrittore e giornalista Aldo Santini. E per farlo, focalizza l’attenzione su uno dei suoi libri più importanti, quello dedicato alla figura di Giuseppe Emanuele Modigliani, fratello del più celebre (adesso), ma molto meno celebre (allora) Amedeo. Famoso per una folta barba (nelle foto d’epoca sembra il gemello del pittore impressionista Claude Monet), visse una vita sempre in prima linea: politico affermato, si costituì parte civile nel processo Matteotti, e sfidò a duello di spada il duce Benito Mussolini (che con una scusa piuttosto banale rifiutò, dopo aver scoperto che, Giuseppe, aveva frequentato il prestigioso circolo di scherma ‘Pini’ in via Ernesto Rossi).

Il tagliagole

Monteleone. Foto: Simone Fulciniti

Superato il momento di Santini, la parola passa alle pagine di un altro grande narratore livornese, Riccardo Marchi. Per la sua abilità i critici lo accostano a Vasco Pratolini, Federico Tozzi, insomma l’olimpo della narrazione toscana. La sua opera principale si chiama ‘Via Eugenia 1900’, ma sono infinite le storie da lui raccontante, con stile ineguagliabile. Ed ecco da dietro uno scaffale si materializza la sagoma di ‘Tagliagole’ (di ranocchi, non di cristiani, specifica subito), un perdigiorno livornese, tisico, che nell’estate del 1911, cerca di sfuggire all’epidemia di colera, assieme all’amico ‘pelle’. I due decidono di imbarcarsi in un gozzo di ‘arrisicatori’, con l’obiettivo di ricavare almeno un pezzetto di pane. In questo caso, una parola va spesa per l’interprete, Claudio Monteleone, che tratteggia con rara sensibilità, leggerezza irresistibile e decisa vena poetica un personaggio che lascia il segno.

Per la chiusura del percorso, Barresi si affida alla verve di Claudio Marmugi, e al suo esilarante cabaret ‘di protesta’. Stavolta nel mirino finisce la raccolta differenziata, con tutte le ‘aliene’ entità che le girano d’intorno. Il pubblico risponde, è interessato, si diverte. Qui, ci sono tutti gli ingredienti che garantiscono il ‘piatto completo’. Imperdibile, anche per i bellissimi costumi curati da Adelia Apostolico.

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