“Le forme visibili e invisibili dell’omobitransfobia”, convegno al Cisternino di Città

Dal bullismo all'omogenitorialità fino al linguaggio lgbtqi+

“Le forme visibili e invisibili dell’omobitransfobia convegno
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Nonostante tra poco più di un mese entreremo nel 2020, ci sono ancora persone che vengono discriminate, additate e che subiscono violenze e ritorsioni per via del proprio orientamento sessuale. C’è un solo modo per combattere l’omobitransfobia, figlia dell’ignoranza, attraverso la conoscenza e l’informazione, e proprio per questo sabato 23 novembre il Cisternino di Città accoglierà il convegno dal titolo “Le forme visibili e invisibili dell’omobitransfobia”.

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Richiesta la prenotazione sia per la limitatezza dei posti, sia per prenotare il pranzo a La Bodeguita (contatti per la prenotazione: livornoagedo@gmail.com o 3937766866).

Il convegno è solo una delle tante iniziative legate alle tematiche LGBTQI+ che si tengono in città, ricordiamo gli eventi del progetto “Liberamente“.

liberamente inziative lgbtqi+
Rita Rabuzzi di Agedo

“In un momento storico come questo – ha detto Rita Rabuzzi, presidente di Agedo durante la conferenza stampa – in cui si potrebbe pensare che non ci siano più forme di discriminazione, vediamo invece ogni giorno storie di violenza e lo scopriamo sempre più spesso attraverso i Social perché i media nazionali ne parlano davvero poco. Bisogna sensibilizzare la cittadinanza perché gesti e parole possono fare molto male”.

Una giornata di formazione, confronto e riflessione dedicata alle tematiche delle discriminazioni e delle varie forme di violenza legate agli orientamenti omoaffettivi e alle identità di genere.

Il convegno si svolgerà dalle ore 10 alle 17.15 ed è organizzato da Agedo Livorno-Toscana, con il patrocinio del Comune di Livorno, della Provincia di Livorno e del Cesvot, con la collaborazione di Arcigay Livorno, Associazione Consultorio Transgenere, Di’Gay Project DGP, Essere Tutt*, Rete Lenford – Avvocatura per i diritti Lgbti.

“Le forme visibili e invisibili dell’omobitransfobia convegno “Il primo passo è sensibilizzare attraverso la formazione – ha sottolineato l’avvocato Cristina Cerrai, consigliera di Parità della provincia di Livorno – perché alla base di tutto c’è la necessità di sradicare uno stereotipo di cui tutti noi siamo intrisi. C’è un vuoto legislativo che ancora non è stato colmato sia nel settore civile che penale: il mancato riconoscimento del matrimonio e i diritti negati sul tema della famiglia, fino alla mancanza di una legge e del reato specifico di omofobia, tuttavia un piccolo traguardo è stato raggiunto perché la Cassazione non parla più di orientamento sessuale ma di orientamento sentimentale“. Cerrai sottolinea poi il perché della scelta dell’arancione nel manifesto: “Questo colore rappresenta la lotta contro lo stereotipo del rosa e del blu”.

Molti gli argomenti che verranno affrontati sabato: il tema del lavoro e le buone pratiche di inclusione, la famiglia e l’omogenitorialità, il bullismo e cyberbullismo dalla scuola allo sport, l’abc lgbtqi+ fino alle esperienze dirette. “Come Arcigay – ha detto Luca Dieci – porteremo il nostro lavoro sul linguaggio, ci sono alcune parole offensive che rischiano di essere sdoganate e di tornare in uso, come “frocio”, parola orribile che condanniamo apertamente”.

“Le forme visibili e invisibili dell’omobitransfobia convegno
Raspanti

“Tengo a sottolineare l’importanza della continuità rispetto all’Amministrazione precedente – ha concluso Andrea Raspanti, assessore ai diritti – troppo spesso ci sono bisogni come la fame, il diritto alla casa che prendono il sopravvento su altri bisogni, ma che sono altrettanto importanti come la sofferenza gratuita causata da comportamenti discriminatori di genere. Ogni persona, nella propria sfera privata, ha il diritto di fare ciò che vuole del proprio corpo e dei propri sentimenti”.

Il programma

Ore 10-10.15 presentazione/saluti delle autorità e intervento di Rita Rabuzzi, presidente Agedo Livorno;
Ore 10.30-10.50 “Abc Lgbtqi+” con Martina Cardamone, presidente Arcigay Livorno;
Ore 10.50-11.20 “Omo-bi-transfobia: tra visibilità e invisibilità” con Giacomo Pagani, psicologo, psicoterapeuta;
Ore 11.20-11.30 Pausa caffè;
Ore 11.30-12 “Lavorare tutt*”: le buone pratiche di inclusione nei contesti di lavoro” con Elisa Brigiolini, psicologa, psicoterapeuta;
Ore 12-12.30 “Diritti civili e omofobia interiorizzata” con Maria Laura Annibali, attivista, documentarista, presidente Di Gay Project DGP;
Ore 12.45-13 Dibattito;
Ore 13-14.20 Pausa pranzo presso la Bodeguita (Scali Finocchietti, 28). Pranzo: 8 euro;
Ore 14.30-15 “Omo-bi-transfobia istituzionale e riflessioni sull’omogenitorialità” con Antonio Rotelli, co-fondatore di Avvocatura per i diritti LGBT-Rete Lenford, avvocato;
Ore 15-15.30 “L’esperienza del Consultorio Transgenere” con Erika Volpi, attivista associazione consultorio transgenere;
Ore 15.30-16 “Bullismo e cyberbullismo omo-bi-transfobico: dalla scuola allo sport” con Annalisa Bertoli, psicologa, psicoterapeuta;
Ore 16-16.15 Pausa caffè;
Ore 16.15-16.45 “Agedo, Arcigay: esperienze a confronto” con Santina Vetere, mamma Agedo;
Ore 17 Conclusioni/Chiusura dei lavori.

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