L’arte del tatuaggio di Pablo DE in mostra tra “occhi”, “mani” e cromatismo sorprendente

La mostra fa parte del progetto "Arte giovane a confronto 2021"

Una delle immagini in mostra
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Pubblicato ore 07:00

  • foto alle opere esposte e articolo di Gianluca Donati

LIVORNO – Il 27 agosto è stata inaugurata la mostra di “Pablo DE”, che resterà aperta fino al 1 settembre, una mostra che è possibile ammirare alla Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci in Via Rossini 2 (angolo Via Cairoli). La mostra riguarda l’arte del tatuaggio e fa parte del progetto “Arte giovane a confronto 2021“, curato da Michele Pierleoni.

Pablo DE

Per me è stato come entrare in un mondo ignoto, confesso di non intendermi di tatuaggi, non ne ho mai fatto uno e mai lo farei, mi vengono i brividi al solo pensiero. Chiunque sa che, per realizzare un tatuaggio, occorrono più sedute, e la sua realizzazione è dolorosa perché ovviamente l’epidermide viene ripetutamente incisa da degli aghi. Chi decide di farsi un tatuaggio, desidera trasformare il proprio corpo in una tela che presenterà per il resto della sua vita, un’opera d’arte.

Quello che colpisce della mostra è l’uso del colore; solitamente si è abituati a vedere tatuaggi monocromatici, con diverse sfumature di nero, dal più intenso al più chiaro. Pablo De, invece, lavora molto sul cromatismo, ne sono esempi due foto esposte che mostrano le schiene di due persone che sono state decorate con dei tatuaggi, opere che attraversano tutto lo spettro cromatico, con una particolare predilezione per il rosso e l’azzurro. Anche i disegni, le figure rappresentate sono originalissime, eccentriche, ma sempre armoniose, con evidenti richiami all’oriente e al manga giapponese.

Le altre opere in mostra, non sono foto di persone tatuate, ma foto di disegni che Pablo De ha inventato, sono degli studi, che l’artista propone di volta in volta a chi si rivolge a lui per farsi un tatuaggio. Può essere che il cliente abbia in mente una sua idea, oppure chieda consiglio a Pablo, e lui offre una serie di progetti. Spesso le idee di Pablo e le predilezioni dei tatuati, s’incontrano, cosicché Pablo partendo da un proprio progetto, lo modifica, lo adatta alle richieste della persona che si rivolge a lui.

La mostra si suddivide principalmente in due parti, quella degli “occhi” e quella delle “mani”; è possibile infatti ammirare dei piccoli ritratti di strani occhi, coloratissimi, spesso irraggianti fasci di luce, oppure delle misteriose mani, che in alcuni casi, ritraggono a sua volta sul palmo delle specie di occhi. Una mostra interessantissima, per chiunque, che sia avvezzo al tatuaggio, o come me, del tutto estraneo.

L’artista

Si tratta di un artista labronico, infatti Pablo DE nasce proprio a Livorno nel 1982 e fin da bambino, decide che da grande vuol fare il tatuatore. Del resto nella sua famiglia, il Tattoo è di casa: il suo bisnonno, detto “Pepe”, aveva il corpo ricoperto di Pin-up (eseguite tra gli anni 50-70), in tutte le pose sexy.

All’età di 11 anni (1993), Pablo, si fa il suo primo tatuaggio, esattamente un piccolo drago sulla spalla che porta tutt’ora con orgoglio. Da quel momento Pablo, decide di girare per gli studi di tatuaggi e convention, e nel 2002, prende finalmente in mano lo strumento di lavoro.

Pablo DE è completamente autodidatta, come fonte continua d’ispirazione c’è la sua passione per il traditional, che negli anni però comincia ad ibridare con forme particolari e colori super. Attualmente, oltre che nel suo studio livornese, lo potete trovare ospite fisso al Milanocityink e alle migliori convention di tatuaggi nazionali ed internazionali, come ad esempio la London Tattoo Convention e il Mondial du Tatouage di Parigi, dove nel 2016 porta a casa un prestigioso riconoscimento.

Informazioni sulla mostra

La mostra sarà visibile fino all’1 settembre.
Orario: 10.30 – 12 30 / ore 16.00 – 18.00.
Chiuso il sabato mattina e la domenica.
Ingresso libero, non è richiesto il Green Pass.
Informazioni e prenotazioni per la visita della mostra: marketing@bcccastagneto.it – 0586210180.

Le foto scattate alle opere sono di Gianluca Donati

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