Lamberto Giannini presenta il suo libro “Smania”: “La scrittura? Un atto liberatorio”

L'autore presenterà il volume domani, giovedì 6, al Thisintegra

attimi di champions è il titolo del libro e dello spettacolo che Lamberto Giannini presenterà al Nuovo Teatro delle Commedie
Lamberto Giannini. Foto: Laura Sgherri
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Pubblicato ore 12:00

  • di Diletta Fallani

LIVORNO – È da poco uscito il nuovo libro di Lamberto Giannini intitolato “Smania” edizione il Boccale che l’autore presenterà al pubblico domani, giovedì 6, al Thisintegra (via Gannucci, 3 – Venezia) alle ore 21. Un locale a cui l’autore è legato perché vi lavorano alcuni ragazzi che fanno teatro con lui. Noto e apprezzato professore, pedagogista, regista teatrale e soprattutto livornese doc, questa volta ha deciso di pubblicare un libro che, a differenza dei saggi storici, filosofici e pedagogici scritti in precedenza, ha il semplice fine di essere.

“Tutto ciò che faccio – dice Lamberto – lo faccio seriamente ma la scrittura beh, è evasione, il cazzeggio più liberatorio che esiste per me. È la forma che preferisco utilizzare per capire, per capirmi e per farmi capire. È un atto liberatorio. Scrivere è un’esigenza. I miei libri, tutti – conclude il professore – sono parte di ciò che penso, di ciò che sono, delle mie esperienze, delle mie provocazioni, di ciò che sento il bisogno di dire, proprio come i testi degli spettacoli con i Mayor e ciò che muove tutto questo dentro di me è la mia smania di non perdere tempo ma di creare sempre qualcosa di nuovo che provi a lasciare un segno”.

La smania dunque, dipinta in questo modo, non è più qualcosa di negativo, bensì un motore vitale, una sensazione di “pungolo” che fa in modo che lo scrittore dia forza alle sue idee e che trovi i modi e i mezzi per metterle in atto subito. Ma addentriamoci meglio nella composizione del libro. Sfogliandolo si trovano al suo interno, poesie, testi della Compagnia Mayor Von Frinzius, nuovi testi, racconti sulla nostra amata Livorno e persino aneddoti sportivi che l’autore ha mantenuto vivi nel cuore.

Ma che cosa è esattamente la smania per l’autore? E che cosa pensa di Livorno? Per spiegarlo bene, mi permetto di citare due piccoli estratti del libro che mi hanno colpito molto, il primo per la forza che fa emergere dal testo e il secondo per il quadro dipinto che riesce a raffigurare: “La smania non ti consente mai di adeguarti, di fare ciò che, per quieto vivere, dovresti fare, o magari anche per vivere meglio, perché la smania non ti vuole far vivere meglio, ti vuol far vivere, e vivere significa passare dall’essere all’esserci, vivere vuol dire situarti, vivere vuol dire stare dentro le cose andando a scoprire il significato più profondo di quello che ti capita. La smania ci spinge a cercare qualcosa dentro di noi per andare oltre, per passare dal così fu al così volli che fosse, come diceva Nietzsche, e trasformare l’esistenza sapendo che si è sconfitti in partenza, ma anche che questo meraviglioso tentativo è il senso della smania”.

Ecco invece cosa l’autore pensa di Livorno: “Una città difficile da vivere ma impossibile da lasciare. La ami disprezzandola, te la godi lamentandoti di lei, quando manca è un pugno nello stomaco che lascia senza fiato ma per vivere qui devi trattenere il fiato. Devi godere del dipinto di giovani sessualmente voraci e casti, di ginocchia che escono dal motorino per lasciar posto al cane da trasportare, di infradito che strisciano e strusciano, di camminate lente senza una meta alla ricerca di qualcuno da prendere per il culo. Tutta la città trattiene il fiato fino a che non arriva la stagione dei tuffi. E tutti a sfidare e colpire il mare a suon di siuski per dimostrare tutto l’amore maledetto per questa città di merda che entra nel sangue…. Come gli amori folli sai che lei può fare a meno di te ma te senza lei non vivi e allora ti tuffi sperando che ti abbracci, invece ti lascia sprofondare sott’acqua aspettando una nuova siuski. Schizzi via la rabbia e la malinconia, mostrando il sorriso prima di suicidarti, e le lacrime non sono altro che schizzi”.

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