L’affare Modigliani, tutta la verità sul grande artista

Il libro inchiesta è stato presentato ai Bottini dell'Olio

compelanno modì
Amedeo Modigliani
  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Truffe, esposizioni con quadri falsi, prolifici falsari, fondazioni nate dal nulla, guerre intestine che ruotano attorno ad alcuni critici d’arte (o presunti tali), e malfattori vari che hanno fatto fortuna legando il loro nome a quello del grande Amedeo Modigliani; tutto questo e molto altro è contenuto nell’avvincente libro dal titolo “L’affare Modigliani. Trame, crimini, misteri all’ombra del pittore italiano più amato e pagato di sempre“.

l'affare modigliani intrighi e verità sull'artista livornese
Da sn: Lenzi, Mondini, Guarducci, Loiodice

A cento anni dalla morte del più grande artista livornese e tra i più grandi del mondo, viene pubblicato questo libro-inchiesta che contiene solo verità, riportando le fonti e mostrando prove, ma che ha il ritmo di un romanzo giallo suddiviso in otto scene. Le prime copie sono state consegnate alle procure perché sia avviata un’inchiesta giudiziaria sulle vicende contenute. Gli autori Dania Mondini (giornalista, attualmente tra i conduttori delle edizioni mattutine del TG1) e Claudio Loiodice (criminologo), hanno presentato il loro libro ai Bottini dell’Olio, insieme all’assessore alla cultura Simome Lenzi, e al giornalista Alessandro Guarducci che ha fatto da moderatore.

“L’affare Modigliani” parla d’intrighi attorno all’artista e alla sua morte, il suicidio della moglie e la sospetta morte della figlia Jeanne Modigliani, deceduta a Parigi nel 1984 – ufficialmente per emorragia cerebrale – tre
giorni dopo il ritrovamento a Livorno delle tre false teste erroneamente attribuite a Modì, quella che passò alla storia come “la burla delle teste di Modigliani”. È da annotare che Jeanne Modigliani aveva espresso il progetto di tornare a Livorno per occuparsi dell’ipotesi del trasferimento degli archivi personali del celebre padre, anche se la donazione di tutto il materiale era subordinata alla creazione di una Fondazione Modigliani.

“Mai come nel caso di Modì – apre il dibattito Guarducci – ci sono stati così tanti falsi; un vero malaffare. Di Modigliani ci sono in giro 1200 opere di cui solo 1 su 4 sono vere, le altre sono dei falsi. Modigliani è sottovalutato in patria, mentre è un artista che può rivaleggiare con Picasso; nel mondo è molto più quotato e mi appello al Comune di Livorno e all’assessore alla cultura affinché compino uno sforzo per valorizzare al meglio questo nostro grande artista. Il libro ha il merito di riportare l’artista al centro”.

Chiamato in causa, l’assessore Lenzi interviene: “Confrontarsi con Modì, significa affrontare il cuore del problema, una ferita ancora aperta, perché quella della famosa “burla” del ’84 in cui furono ritrovate nei fossi di Livorno le false teste, in realtà non fu affatto una burla, ma una vera tragedia. Fu il primo momento in cui i “corpi intermedi” fallirono (critici, indagini scientifiche). È tempo di riportare una parola di verità, e il 7 novembre, al Museo della Città, presenteremo capolavori di due diverse collezioni”.

Maurizio Donati è l’editore del libro e ha voluto ringraziare gli autori: “Un lavoro di un anno e mezzo, un’enormità di materiale esplosivo e può essere un’occasione per valorizzare ulteriormente l’arte e la cultura. Il libro inizia dal funerale di Modigliani, durante il quale era già cominciato lo smercio di opere false dell’artista”.

“Ci siamo trovati in mezzo al caso Modigliani – dichiara Dania Mondini – tutto è cominciato nel 2017, con il sequestro di opere false avvenuto a Genova, e lì è nata l’ispirazione di provare a indagare sul “caso”; un intenso lavoro di ricerca, attraverso articoli dell’epoca; ci siamo calati nel clima parigino per indagare l’aspetto umano e artistico di Modgliani. Quello che è emerso è un’enorme giro d’affari sulle opere dell’artista, che non ha fruttato  minimamente nulla ai familiari; chi ci ha guadagnato sono unicamente i trafficanti d’arte speculando su opere false, in modo illegale. A distanza di 100 anni, abbiamo indagato su una ferita ancora aperta, perché la verità non è stata raccontata”.

“Modigliani ha avuto una doppia cultura familiare: ebraica e laica – s’inserisce Claudio Loiodice – tutte le diverse culture hanno influenzato la sua creatività artistica. Quando era ancora in vita, molti raccomandavano i possessori di opere dell’artista, di non liberarsene perché sarebbero salite di valore dopo la sua morte che prima o dopo sarebbe dovuta avvenire. E li abbiamo scoperto che già durante il funerale avevano cominciato a smerciare le sue opere. Abbiamo così capito che c’era qualcosa di losco”.

Gli autori del libro hanno rilevato che Modigliani è morto a 35 anni, la sua compagna si suicidò quando la figlia era ancora molto piccola, perciò risulta difficilissima l’identificazione dei dipinti di Modì. Per cercare di supplire almeno in parte a questa carenza, Mondini e Loiodice si sono recati a New York, dove sono conservati gli archivi di Modigliani, augurandosi che presto possano essere trasferiti in Italia, o magari proprio a Livorno. Alla presenza della stampa, è stato proiettato un brevissimo video che mostra l’apertura dei contenitori con all’interno importanti documenti che contengono tra le altre cose delle lastre di negativi di foto scattate a delle opere di Modigliani (che ne documentano l’autenticità) e la tavolozza sulla quale Modigliani mescolava i colori. Tutti ritrovamenti che potrebbero essere utili, almeno in parte, all’identificazione delle opere di Modigliani. Da considerare però che alcuni di questi ritrovamenti, sono in mano a privati, e perciò non è scontato che si possa ottenerne la concessione.

Dal libro “L’affare Modigliani”, uscito il 10 ottobre, emergono verità scottanti anche sulla morte della figlia Jeanne Modigliani, archivista del padre. Chi si occupò della vicenda della morte di Jeanne, subito succeduta al ritrovamento delle “false teste”, venne minacciato e intimidito. Il libro è sconvolgente, rivela finalmente fatti che intrecciano l’arte con la cronaca e che adesso tutti possono conoscere.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*