“La Traviata” al Teatro Goldoni, esaltazione dell’eleganza in una Hollywood anni ’30

In replica questo pomeriggio, 23 gennaio, alle ore 16

I saluti finali. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore  11:40

  • di Glauco Fallani

LIVORNO – Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma “La Dame aux camelia” (La signora delle camelie) di A. Dumas, musica di Giuseppe Verdi, “La Traviata” è pur sempre “La Traviata”, un grandissimo spettacolo tra i più amati dal pubblico in tutto il mondo. E a parer mio ogni volta che, a distanza di anni, viene rappresentata nella nostra città vale sempre la pena di andare a vederla.

In particolare nell’edizione di ieri sera, 22 gennaio, perché la nuova ambientazione, in una Hollywood degli anni ’30 del Novecento, ha saputo fornire a quella che, essendo di fatto una storia senza tempo dove lo sfarzo la fa da padrone, un valore aggiunto: l’esaltazione dell’eleganza grazie ad un gusto particolarmente Decò. Questa nuova produzione è stata realizzata in sinergia dal Teatro Sociale di Rovigo, insieme ai Teatri Comunale di Treviso, Goldoni di Livorno, Giglio di Lucca e Comune di Padova.

A dirigere l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta è stato chiamato l’ottimo Francesco Rosa, già assistente del M° Daniel Oren e per anni direttore musicale del San Carlo di Napoli, con una brillante carriera che lo ha portato ad esibirsi in Italia ed all’estero. Il Maestro Giuliano Fracasso ha invece diretto il Coro Lirico Veneto.

La parte visiva è stata interamente realizzata da Ivan Stefanutti, che ha firmato regia, scene, costumi e proiezioni. L’affermato artista friulano, era già noto a Livorno per alcune precedenti produzioni prettamente mascagnane: (L’Amico Fritz 1991 e I Rantzau 1992 edizioni del centenario, Lodoletta 1994). Le coreografie sono state curate da Claudio Ronda per la Compagnia di danza Fabula Saltica.

Dal punto di vista prettamente canoro c’è da dire che il cast era composto da interpreti piuttosto giovani. Grazie, però, ad esperienze importanti anche a livello internazionale, i protagonisti sono riusciti a portare in scena una rappresentazione coerente e ben riuscita. La visione assolutamente aderente al testo recitato ha portato, infatti, a calibrare perfettamente il peso della recitazione, col fraseggio e la musica in un amalgama dal piacevolissimo risultato. I molti applausi del folto pubblico presente hanno sottolineato i passaggi più importanti fino a trasformarsi in una sorta di ovazione durante le chiamate finali.

Replica questo pomeriggio, 23 gennaio, alle ore 16.

Personaggi e interpreti

Violetta Valéry: Claudia Pavone
Alfredo Germont: Raffaele Abete / Gianluca Terranova
Giorgio Germont: Simone Piazzola
Annina Michela: Bregantin
Flora Bervoix: Andreina Drago
Gastone: Emanuele Giannino
Il marchese d’Obigny: Francesco Toso
Il barone Douphol: William Corrò
Il dottor Grenvil: Michele Zanchi
Giuseppe: Roberto Capovilla
Il Commissionario: Giovanni Bertoldi
Un domestico: Giuseppe Nicodemo
Maestro concertatore e direttore d’orchestra: Francesco Rosa
Coreografia: Claudio Ronda
Regia, scene, costumi e proiezioni: Ivan Stefanutti

Le foto sono state scattate da Glauco Fallani

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