La Rappresentante di Lista al Mascagni Festival: “Ciao Livorno, siete uno spettacolo”

Il gruppo formato da Veronica e Dario si è esibito alla Terrazza Mascagni

La rappresentante di lista, Dario e Veronica. Foto. G. Fallani
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Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti
  • foto nell’articolo di Glauco Fallani

LIVORNO – “Non ci capita spesso di far parte di un festival dedicato all’opera e quindi abbiamo aderito molto volentieri. L’unico legame che abbiamo con Pietro Mascagni risale al 1998 quando alle scuole medie, la mia professoressa di italiano decise di non fare una recita classica dedicata all’ambiente ma di puntare su un’opera lirica, “Cavalleria rusticana” e, visto che io ero un secchione, mi fu data la parte di Turiddu”. A parlare è Dario, l’anima di La rappresentante di lista, insieme e Veronica. Lui indossa un completo nero giacca e pantaloni, lei un abito che ricorda quello di una contadina (chiaro il riferimento a Lola di Cavalleria). “Ci hanno detto che prima di salire sul palco di questo Festival potevamo andare alla Fondazione Cerratelli (nota per raccogliere costumi teatrali e cinematografici importanti, n.d.r.) a cercare qualche abito” ha proseguito Dario.

Ieri sera, 2 settembre, La rappresentate di lista ha dato il via alla fase clou del Festival dedicato al compositore livornese, con il loro concerto.

Poi i ragazzi hanno fatto un sondaggio, chiedendo al pubblico chi conoscesse altre opere di Mascagni oltre “Cavalleria Rusticana”, qualche timida voce ha urlato “L’amico Fritz”, un altro “Iris”.

Dopo questo divertente siparietto il duo è tornato sul palco con gli altri musicisti per dare inizio al concerto: tutti vestiti di bianco. Dario indossava un vestitino con gonna bianca, Veronica un abito con un lungo velo bianco che poi getterà via scoprendo un vestitino cortissimo pieno di paillette che brillerà a ogni movimento e che ricorderà molto una delle mise di Raffaella Carrà. Un’ora e mezzo di pura energia, nel bellissimo scenario della Terrazza Mascagni. I due ragazzi, Veronica di Viareggio e Dario di Palermo hanno fatto ballare e cantare tutto il pubblico.

Il loro nome, piuttosto stravagante, nasce quando Veronica trasferitasi a Palermo, per poter votare fuori sede al referendum abrogativo del 2011 sull’energia nucleare, si dovette iscrivere come rappresentante di lista in uno dei partiti coinvolti nella consultazione.

Non c’è che dire, questi ragazzi sono bravi e lo dimostrano: polistrumentisti (Dario suona la chitarra classica ed elettrica, il mandolino, il sassofono), abilissimi a tenere il palco, con testi ricercati e mai scontati. “E se tu fossi qui. Potrei lasciarmi andare, andare, andare, andare, andare, andare” canta Veronica, è il testo di “Religiosamente”.

Siete uno spettacolo da qua – urla la ragazza, voce principale del gruppo – sono molto emozionata”.
“Siete bellissimi – replica Dario – vi amiamo”.
“Ciao Livorno, vi amiamo” risponde Veronica.

Tutto il pubblico si alza in piedi a urla un altro bel pezzo: “Vita”. “Tutta qua la felicità, sembra semplice, sei felice o sei complice”, l’ultima parte di questa strofa è una citazione diretta di una poesia del poeta palermitano Nino Gennaro morto di AIDS nel 1995.

Altri brani si susseguono: “Resistere”. “Perché noi siamo fradici di gioia – dice Veronica – pieni di bellezza. E perda sempre chi ci vuole deboli e mai forti, chi ci vuole forti e mai deboli, vinca sempre la nostra voglia di resistere e di esistere” e mentre canta, Veronica, prende una bandiera rossa e comincia a sventolarla. “No armi! No guerra, no violenza!” ripetono cantando la parte finale della canzone. Poi Dario prende la bandiera, Veronica afferra una bomboletta spray e scrive la parola “Vita” sulla stoffa.

Siamo alle battute finali, c’è tempo per bis e per altre due canzoni. Non può mancare “Amore” che i ragazzi hanno presentato al Festival di Sanremo che svela Dario all’inizio del concerto: vorrebbe presentare. Un vero tripudio di gioia, il pubblico è in delirio, si alza dalle sedie, balla, volge le braccia verso il cielo, urla le canzoni.

Scoccano le 23.30, il gruppo smette di suonare, ringrazia il pubblico che applaude soddisfatto per la bella serata.

Le immagini sono di Glauco Fallani

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