La Pinacoteca Servolini inaugura la mostra “Benvenuto Benvenuti: l’architetto e il paesista”

A Villa Carmignani dal 14 marzo

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Pubblicato ore 14:00

COLLESALVETTI – La Pinacoteca Servolini (via Garibaldi, 74) di Collesalvetti sforna subito una nuova mostra. Dopo il grande successo di quella dedicata a Serafino Macchiati, inaugura il 14 marzo l’esposizione dal titolo “Benvenuto Benvenuti: l’architetto e il paesista: trapunti gemmati di simboli iniziatici tra Liberty, Utopia e panteismo”.

Promossa e organizzata dal Comune di Collesalvetti, ideata e curata da Francesca Cagianelli, con l’obiettivo di approfondire in termini esponenziali l’indagine della stagione divisionista e simbolista nella Livorno primonovecentesca, letteralmente sedotta dalle teorie ideiste di Vittore Grubicy de Dragon e dall’esoterismo del belga Charles Doudelet. Con questa nuova iniziativa l’Amministrazione Comunale di Collesalvetti intende incrementare l’esito eccellente della mostra appena conclusa, visitata da un pubblico nazionale e internazionale, ribadendo le straordinarie potenzialità della nuova prestigiosa sede di Villa Carmignani, già riconosciuta all’unanimità quale prezioso scrigno espositivo.

La mostra di Collesalvetti, prima in assoluto dedicata esclusivamente alla produzione disegnativa e incisoria di Benvenuto Benvenuti, ospiterà rarità di straordinario valore stilistico e documentario, come i due bozzetti ad acquarello raffigurati nelle cartoline inviate nel 1918 a Maria Stella Benvenuti – uno dei quali identificato dallo stesso Benvenuti nei termini di “Un modello da tappeto”, ma da ritenersi vera e propria divagazione in margine al decorativismo klimtiano – così come inedite testimonianze fotografiche destinate a supportare l’ipotesi di un ulteriore ampiamento del catalogo dei finora noti disegni architettonici dell’artista. Presente anche un imponente nucleo di disegni inediti conservati presso Fondazione Livorno – provenienti dalla donazione di Giuseppe Argentieri – selezionati in anteprima per l’occasione espositiva colligiana.

In mostra anche uno dei capolavori intitolati alla raffigurazione del mulino, dal titolo “La ruota del mulino” (1924 ca.) esposta nella monografica del 2001/2002, in bilico tra rappresentazione naturalistica, substrato simbolista e proiezione spettrale, drammatizzata da auree rembrandtiane e caravaggesche, tanto da evocare “l’allegoria d’un’anima disperata, di chi meditando la soppressione di sé, ponga il piede sul rasoio della soglia tra la vita e la morte”; e l’inedito disegno conservato presso Fondazione Livorno ed esposto per la prima volta a Collesalvetti, dal titolo “Varcando la soglia immortale del Mistero e dell’Eternità”, a testimoniare la compiuta parabola di identificazione dell’artista in una sorta di “Guardiano del Soglio”.

La mostra rimarrà fino al 16 maggio 2024 con apertura il giovedì, ore 15.30-18.30. Ingresso libero.
Informazioni: 0586 980251/252 – 392 6025703 – pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it.

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