“La macelleria vegana” di Nosiglia racconta Livorno e le sue tante contraddizioni

Oggi pomeriggio replica alle ore 17

Un momento della commedia. Foto: Flavio Buzzini
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Pubblicato ore 12:53

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – Chi conosce bene Maila Nosiglia e il suo percorso artistico-politico-culturale ritrova tutti i suoi temi più cari nella “Macelleria Vegana”, un testo da lei scritto e diretto e messo in scena al Vertigo (via del Pallone, 2) dalla Compagnia “Libere Parole”.

Un ossimoro nel titolo che però la dice lunga sui contrasti di una città, Livorno appunto, che fa dei paradossi e delle contraddizioni il suo stile di vita.

La trama è varia e divertente: una macelleria che si adatta anche a essere vegana per sopravvivere, diventa il centro pulsante di una vicenda inquietante, riguardante la misteriosa scomparsa di due parlamentari i quali erano stati visti aggirarsi nel locale che in qualche modo è diventato il punto di riferimento di molti clienti, soprattutto donne inquiete e insoddisfatte, enigmatici personaggi maschili, alcuni di chiara razza labronica, altri venuti da lontano e così via. Finale poi rigorosamente a sorpresa.

Foto: Flavio Buzzini

In questo variegato ambiente ognuno butta fuori quello che ha dentro, si confessa , si apre, potendo contare sulla benevolenza del macellaio e della moglie, la brava e attenta Patrizia Megale, ma quello che ne vien fuori, al di là del facile ammiccamento a Livorno, sono i grandi problemi non risolti da un’amministrazione occhiuta e distratta, rappresentata anche da un’ “assessora” ignorante che non conosce la storia della sua città.

C’è poi una fauna multicolore: un’insegnante incapace, una rigida poliziotta, un prete sui generis, un simpatico extracomunitario e il macellaio stesso, ludopata di professione che rubacchia i soldi quando la moglie volge altrove lo sguardo.

È una Livorno lontana dagli stereotipi del teatro vernacolare che usa un linguaggio più moderno, una città meno popolare, ma più borghese e massificata, i cui valori sono sani e autentici, ma soprattutto una Livorno che prende coscienza che chi la amministra non è in grado di capire e risolvere i gravi problemi, una città dove l’anarchia, il comunismo che l’avevano nutrita, scivolano inesorabilmente verso un socialismo annacquato, una incomprensione che è poi lo specchio del nostro paese.

Foto: Flavio Buzzini

In scena tanti attori, molti alle prime armi, che Maila Nosiglia segue e dirige nel suo laboratorio teatrale, forte della sua esperienza artistica che l’ha vista per anni protagonista come attrice e regista. Il teatro fa bene si sa e se anche tutto non è perfetto, il “buttar fuori quello che si ha dentro” è un’ottima cura contro il mal di vivere che tutti noi sentiamo, soprattutto in questo periodo.

Applausi per tutti da parte del pubblico attento che pur ridendo, rielabora e pensa. A proposito di Ada e Gino : la coppia protagonista mi ha ricordato con tenerezza dei miei lontani parenti, appunto Ada e Gino macellai storici del Borgo di anteguerra.

Oggi replica alle ore 17. Informazioni e prenotazioni: 0586210120. Obbligo di Green pass.

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