La grande festa musicale di Manu Chao al Caprilli, senza dimenticare il tema del lavoro

Sul palco sono saliti due lavoratori della multinazionale Gkn

Manu Chao. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 10:00

  • di Rosanna Harper
  • le foto nell’articolo sono di Glauco Fallani

LIVORNO – Ultima, attesissima serata di Cortomuso, la decima. Sul palco dell’Ippodromo Caprilli sale Manu Chao. Chitarra alla mano, il cantante franco – spagnolo fa il suo ingresso verso le 22. Con lui, sul palco, i musicisti
Luchy Salvadori alla chitarra e Mauro Mancebo alle percussioni.

Il pubblico presente è tantissimo e variegato: giovani, persone adulte, Manu Chao abbraccia davvero diverse generazioni. L’atmosfera è quella di una grande festa musicale: ci sono bandiere, odori diversi, il prato del Caprilli è pieno di gente. Il pubblico è in piedi, e accompagna la musica e i cori di Manu Chao, ballando, battendo le mani, chiamandolo.

Il cantautore sale sul palco salutando Livorno, “Buonasera Livorno – dice – Canta con me”, e con la sua chitarra inizia il concerto che va avanti per più di due ore. Diversi i pezzi suonati: “La vida Tombola”, ad esempio, brano che il cantante dedica al calciatore Diego Armando Maradona. “Ieri sera – dice Manu Chao – ho sognato Diego. Mi diceva: “Viva il calcio, viva il calcio di quartiere”. Dal pubblico parte un coro in cui viene chiamato, più di una volta, il nome di Maradona.

Il concerto prosegue, Manu Chao chiama il suo pubblico a farsi sentire, lo incita a cantare, a seguire le sue parole. “Canta Livorno, canta, Livorno non ti sento”. Il pubblico risponde, sempre, in maniera calorosa. Lo scambio e la comunicazione è continua e ben ripagata.

Arriva un momento in cui Manu Chao prende una piccola pausa. Sul palco, accanto a lui, salgono due lavoratori della Gkn. Sono loro a prendere la parola: “Chiediamo solidarietà – dicono gli operai – per i 500 operai della Gkn rimasti senza lavoro. Una multinazionale che licenzia e devasta i territori. Dal 9 luglio stiamo occupando lo stabilimento, una azienda che può lavorare, ripartendo meglio di prima”. La musica che si fonde con l’impegno. Questo è Manu Chao, questa è la funzione dell’arte.

L’intervento degli operai

Il concerto riprende, Manu Chao dà vita a pezzi come “Clandestino”, “Me gustas tu”, “Bienvenida a Tijuana”. Il pubblico canta, si lascia andare, segue il cantante che prosegue senza interruzioni. Un concerto che va avanti fino a mezzanotte passata e che si conclude con un saluto che abbraccia tutto il pubblico. Manu Chao e i suoi musicisti ringraziano Livorno, più di una volta. Il cantante lascia il palco, battendosi il microfono al petto, riproducendo il suono dei battiti del cuore. Una bella serata si conclude, il pubblico lascia il prato, continuando a cantare i cori ripetuti durante la serata.

Le immagini sono di Glauco Fallani

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