La carica di energia di Daniel Rivera e dei giovani talenti

"Pianoforte Romantico" incanta il pubblico della Villa del Presidente

daniel rivera
Daniel Rivera ieri sera durante il concerto. Foto: Valeria Cappelletti
  • di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – Giovani talenti crescono anche grazie alla possibilità di suonare insieme ad artisti di fama internazionale e ieri sera il concerto “Pianoforte Romantico” ha regalato dei momenti di altissimo livello artistico. Nuovo appuntamento quello di ieri con il cartellone di concerti firmati Livorno Music Festival, questa volta è stato scelto un luogo di grande eleganza come la Villa del Presidente, con i soffitti affrescati e gli stucchi alle pareti che hanno dato un tocco magico all’intera esecuzione.

Una cornice perfetta per accogliere il grande artista argentino Daniel Rivera che si è esibito al pianoforte insieme ai giovanissimi del Quartetto Hyde e a Pietro Horvarth, classe 1987, insieme hanno eseguito il concerto n.2 in Fa minore per pianoforte e orchestra op.21 di Chopin. Archi e pianoforte all’unisono, una carica di energia mista alla musica, una melodia a tratti delicata a tratti quasi prepotente. Un concerto che alla fine si è concluso con uno scroscio di applausi da parte del pubblico così prolungato che il gruppo di musicisti è tornato sul palco per ben quattro volte per ringraziare del calore ricevuto.

Daniel Rivera è sicuramente un artista indiscusso capace di regalare con il piano melodie uniche, di grande intensità e di carica emotiva, ma i ragazzi che lo hanno accompagnato sono stati perfettamente all’altezza, parliamo di Pietro Horvarth al contrabbasso e del Quartetto Hyde composto da Matilde Urbani e Anna Chiara Hitz ai violini, Anna Avilia alla viola e Duccio Dalpiaz al violoncello.

E non sono stati da meno i ragazzi che hanno aperto la serata: primo tra tutti il giovane Jacopo Mai, grossetano, poco più che ventenne, che al pianoforte ha eseguito un brano di Schumann-Liszt e poi in coppia con Valentina Chirico, soprano, impegnati in tre brani per voce e pianoforte: “Therese”, “Da unten im Tale” e “Sandmännchen” di Brahms. Di seguito Edoardo Mancini insieme a Chiara Carretti al clarinetto per eseguire Schumann e infine, da solo, ancora con Schumann.

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