“Jesus Christ Superstar” emoziona il pubblico della Fortezza Nuova

20 anni dopo il gruppo di livornesi torna sul palco

Foto: Cristina Bernini
Share

Pubblicato ore 12:00

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – A volte ritornano. E menomale! In Fortezza Nuova dopo 20 anni, sono tornati a riproporre tutta la magia dell’opera Rock “Jesus Christ Superstar”, le voci di Stefano Brondi, Pietro Contorno, Emiliano Geppetti, Elisa Arcamone e Jara Gieco accompagnati al piano da Carlo Bosco, protagonisti di un concerto per piano e voci che ha scatenato nel pubblico numerosissimo ricordi, emozioni e nuove sensazioni, soprattutto in quel gruppo fantastico di allora, composto da 40 giovani musicisti, tutti presenti in sala, ma idealmente sul palco per condividere quell’esperienza irripetibile che a molti ha segnato la vita.

Il Jesus composto più di 50 anni fa da Webber e Rice da cui è stato tratto un film a dir poco epico per tre generazioni, racconta la storia della passione di Gesù dal punto di vista di Giuda, colui che per pochi denari l’aveva tradito. Uno stravolgimento di ruoli, quindi come quello di Maria Maddalena, di Pilato e dello stesso Giuda che in piena rivoluzione hippy, scandalizzò il mondo facendo tremare anche le salde gambe di santa Romana Chiesa, ma quella storia tanto umana e poco divina commosse e conquistò il mondo del musical.

Emiliano – Pilato, Stefano – Giuda, Pietro- Jesus – Jara e Elisa – Maddalena e Carlo – Caifa e anche al piano, hanno dato vita ad un evento che mostra ancora la modernità di quello spettacolo che cambiò il modo, e non solo il loro, di percepire la musica, dando un’impronta indelebile alla loro preparazione artistica, quando, sotto l’ombrello di Todo Modo, approdarono al capolavoro assoluto dell’opera rock. Pietro ed Emiliano hanno anche raccontato degli aneddoti, delle avventure legate a quella esperienza tanto irripetibile, da essere ripresentata con lo stesso entusiasmo tanti anni dopo.

Sul palco e nella platea della bellissima Fortezza Nuova, c’erano babbi, mamme, professionisti, persone anonime che con commozione e partecipazione rivivevano quello spettacolo che per caso andava in scena senza di loro, ma che in realtà li accomunava in una catarsi collettiva in cui tutti si riconoscevano e si ritrovavano. Infatti, oltre alla accurata preparazione e l’ottima conoscenza dell’opera da parte dei sei artisti, si è creata una magica atmosfera con gli spettatori, creando un “unicum” di esplosioni sonore, un rimbalzo di sensazioni che ha catturato tutto il pubblico attentissimo e plaudente.

Ecco, io credo che a Livorno, città di arti varie, seconda in Italia per spettacoli rappresentati, gruppi, cori, compagnie di ballo, canto, teatro, ecc ecc, ci siano delle eccellenze che bisognerebbe conoscere e far conoscere meglio, perché non è vero che siamo tutti uguali e riconoscerne il qualche modo il merito è politicamente assai corretto.

Al termine nessuno voleva andarsene, poi a malincuore ognuno ha lasciato il proprio orto del Getsemani per immergersi nella quotidianità. Ma qual è la normalità? Tu chiamale se vuoi… emozioni!!!!

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*