In onda l’episodio di “Alessandro Borghese 4 ristoranti” girato a Livorno

Domani sera, 4 dicembre, su Sky Uno

Alessandro Borghese con i ristoratori livornesi
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Pubblicato ore 15:17

LIVORNO – Questa estate Livorno è stata protagonista delle riprese del programma di cucina condotto dallo chef originario di San Francisco (USA) Alessandro Borghese4 ristoranti“.

Il programma vede sfidarsi quattro ristoratori proprietari di locali che hanno una caratteristica comune e che valutano a vicenda le proprie attività, sotto la supervisione di Alessandro Borghese. A sfidarsi per Livorno sono stati la “Stuzzicheria di mare in Venezia” di Luca, il “Mediterrianeo” di Camilla, “Dietro l’angolo” di Irene ed “Elaboratorio Culinario” di Andrea. Ebbene, la puntata andrà in onda domani sera, 4 dicembre, in prima serata su Sky Uno e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go.

Nel programma ogni ristoratore invita gli altri tre che, accompagnati da Borghese, commentano e votano con un punteggio da 0 a 10 location, menu, servizio, conto del ristorante che li ospita e la categoria Special, che cambia di puntata in puntata: tutti e quattro gli sfidanti, infatti, dovranno confrontarsi su uno stesso piatto, protagonista di quella puntata, così da rendere la gara tra loro sempre più diretta e intensa, senza esclusione di colpi. A Livorno la categoria special non poteva che essere il cacciucco, la zuppa composta da diverse qualità di pesci con l’aggiunta di pomodoro e pane abbrustolito: più che un piatto, un simbolo dell’identità dei livornesi.

Come da tradizione, anche questo pasto sarà preceduto dalla scrupolosa ispezione dello chef Borghese della cucina del ristorante. Tutto verrà osservato nei minimi dettagli, per un’analisi che proseguirà poi durante il pasto, concentrandosi sul personale di sala, messo alla prova su accoglienza, servizio al tavolo, descrizione del piatto e del vino. Solo alla fine si scoprirà il giudizio di chef Borghese, che con i suoi voti può confermare o ribaltare l’intera classifica.

In palio per il vincitore di puntata, l’ambitissimo titolo di miglior ristorante e un contributo economico da investire nella propria attività.

Questa puntata di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” si è avvalsa della collaborazione Fondazione Lem – Livorno Euro Mediterranea e Comune di Livorno.

I ristoranti

“Stuzzicheria di mare in Venezia” di Luca, titolare e gestore della sala ma soprattutto quintessenza di “livornesità”, verace ed esuberante. Ha sempre la battuta pronta e prova per la sua città un amore tale da non poterla lasciare senza sentirne subito la mancanza. Soprattutto per il quartiere Venezia, dove ha deciso di aprire nel 2019 un ristorante-pescheria ricavato da un fondo affacciato su un caratteristico fosso. La cucina, affidata al socio e chef Alberto, è soprattutto tradizionale: cacciucco, baccalà fritto, acciughe alla povera “ma anche – dice – qualche piatto un po’ più giovane, rivisitato, come gli spaghetti vongole e gorgonzola”. I clienti, poi, possono scegliere dal banco del pesce sia la materia prima che la cottura che desiderano. È sicuro di vincere perché secondo lui “siamo i più belli di tutto il quartiere”. La Stuzzicheria di mare in Venezia è un locale moderno, pensato per richiamare il mare in tutto e per tutto: oltre al banco del pesce, lo stile è sul bianco, l’azzurro e il verde, al soffitto sono appese le reti ereditate dal nonno pescatore, le luci sono ricavate da vecchi pescherecci. Anche l’esterno è molto caratteristico, con delle “terrazze” di legno a discesa sui fossi dalle quali si può ammirare la Fortezza.

“Mediterraneo” di Camilla è uno dei locali più storici della zona, dove lei è “un jolly: mi divido tra la cucina e la sala, sono ovunque”. Camilla non vuole essere solo una leader ma “la prima che lavora e dà una mano dove serve, ascoltando le voci e le opinioni di tutti i dipendenti”. Dopo aver vissuto alle Canarie, dove si è avvicinata al mondo della ristorazione e della mixology, 9 anni fa è tornata a casa e ha rilevato il “Mediterraneo”, “il locale del mio cuore, ci venivo da ragazza sia a cena che per il dopo cena”. “Mediterraneo”, infatti, è un ristorante con lounge bar che unisce la tradizione gastronomica alla voglia di movida tipica del quartiere Venezia. Offre una cucina “semplice ed express” insieme a qualche novità, come le tapas alla livornese. Camilla, presidente dei commercianti del quartiere Venezia, si definisce ambiziosa e perfezionista e non ama troppo il lato esuberante dei suoi concittadini. Nel locale, dopo una prima sala dedicata proprio alla night life tipica del quartiere Venezia, con un lungo bancone e divanetti, la sala adibita alla sola ristorazione ha uno stile curato: tavoli di legno, sedie eleganti bianche ed elementi decorativi non troppo sfarzosi.

“Dietro l’angolo” di Irene: il locale si chiama così perché quando tutti chiedevano a Irene dove si trovasse il suo locale, lei rispondeva proprio così, “è proprio dietro l’angolo”. Titolare e responsabile della sala, Irene si definisce perfezionista, pignola ed estremamente pretenziosa, e non ne lascia passare una a chi lavora con lei: il suo soprannome è “Signorina Rottermeier”. La cucina è il regno di suo marito, lo chef: con loro lavora anche sua suocera, che per lei è come una seconda madre. Propongono una cucina tradizionale, dal cacciucco al baccalà alla livornese, con la caratteristica di avere sempre porzioni abbondanti, da vera osteria. A volte il marito chef si sbizzarrisce dando vita a ricette molto particolari come gli spaghetti con crema di tartufo, cioccolato e salsiccia. Questo ristorante è il sogno realizzato che condivide col marito: “Ce lo siamo sudati e meritiamo la vittoria”, dice. Il “Dietro l’angolo” non si trova sui tipici fossi ma in una parte interna del quartiere Venezia, in una zona più tranquilla: alcuni tavoli hanno altalene al posto delle sedie e ai muri di pietra sono appesi quadri con antichi detti livornesi. La mise-en-place è da osteria con qualche tocco di colore nel dehors.

“Elaboratorio Culinario” di Andrea, titolare e chef, che ha trovato nella cucina la sua vera passione: quando parla dei suoi piatti ad Andrea brillano gli occhi. Dopo aver lavorato come pescatore fino a 41 anni, “esperienza che mi ha reso imbattibile quando si tratta di pesce”, ha deciso di cambiare vita fino ad arrivare all’apertura di questo locale che secondo lui è “molto diverso da quello che si trova generalmente qui, è un locale più gourmet sia visivamente che concettualmente”. Dalla sua cucina a vista Andrea propone piatti rielaborati, come per esempio le triglie alla livornese sotto forma di spaghetti e gli “zinzini”, il cavallo di battaglia, degli assaggini sostanziosi come la porchetta di tonno. Andrea tiene parecchio al suo menù e alle sue idee culinarie, è molto pignolo e rigoroso. Pensa di vincere, si definisce “estremamente competitivo”. Affacciato su un fosso, l’”Elaboratorio Culinario” si trova in una location molto diversa dalle altre: mescola elementi dall’industriale al vintage, passando per gli anni ‘70, ‘80 e ‘90. Alle pareti ci sono numerosi richiami marini e dipinti colorati. La mise-en-place, invece, strizza l’occhio all’oriente.

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