“Immagini dal carcere”: ricordi, voglia di libertà e solitudine nelle foto in mostra al Palazzo dei Domenicani

Gli scatti, risalenti al 1985, furono fatti da tre fotoamatori

Particolare di una delle fotografie in mostra
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Pubblicato ore 14:00

  • di Gianluca Donati

LIVORNO – A Effetto Venezia, è stata inaugurata il 4 agosto, una mostra fotografica presso il Palazzo dei Domenicani, Scali del Refugio, n. 4, dal titolo “Immagini dal carcere” con in esposizione le fotografie scattate dai fotoamatori Athos Rosini, Aurelio Benocci e Vladimiro Demi e che raccontano i luoghi del carcere, appunto, che si trovava proprio in quel palazzo, adesso sede distaccata dell’Archivio di Stato di Livorno.

La storia del Palazzo

Il palazzo dei Domenicani, o ex Convento di Santa Caterina, si trova in adiacenza alla chiesa omonima al centro del quartiere della Venezia Nuova, prospiciente il Fosso Reale. La sua struttura ospitò i frati della congregazione dei Domenicani. Il palazzo, sorto lungo l’antico canale che delimita l’area della Fortezza Nuova, venne probabilmente progettato per scopi mercantili e comprende tuttora varie cantine poste sotto il livello stradale. Alle sue spalle rimangono i resti dei muraglioni di collegamento tra il Forte San Pietro, la Fortezza, e la Porta San Marco. La Giunta Toscana, in seguito ad un’ordinanza del 1808, concesse ai francesi l’uso dell’immobile come prigione e gendarmeria. All’esterno, lungo gli scali del Refugio, una lapide commemorativa ricorda che nelle celle del Palazzo dei Domenicani furono rinchiusi molti antifascisti, tra i quali l’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, llio Barontini fra i fondatori del Partito Comunista d’Italia nel congresso di Livorno, e Cesare Nassi, che vi trovò la morte.

La mostra

La bellissima mostra fotografica che è possibile ammirare dalle ore 21.00 alle ore 24.00 fino all’8 agosto, è composta di una trentina di scatti in impeccabile bianco e nero, che ci restituiscono il senso di reclusione e solitudine delle carceri. Queste foto sono state possibili quando nel 1985 l’Amministrazione comunale di Livorno autorizzò i tre fotografi sopracitati ad entrare nell’ex Carcere dei Domenicani al fine di documentare fotograficamente l’interno, dopo che la struttura fu trasferita ai margini del quartiere Salviano. I tre amici, Athos Rosini, Aurelio Benocci e Vladimiro Demi, appassionati di fotografia, vollero esplorare un luogo presente sul territorio della città ma scarsamente conosciuto come entità alla maggior parte dei cittadini. Quello che fu trovato, e che ci viene tramandato da questa mostra coincideva con ciò che i tre fotografi avevano immaginato: ambienti spogli e poco illuminati, lunghi corridoi, le celle, la rete di protezione tra un piano e l’altro, le sbarre alle finestre, cancellate con chiavistelli e lucchetti, spioncini alle porte, e tante scritte sui muri, unico possibile sfogo di desiderio di libertà, come “vola mente mia, almeno te che lo puoi fare”.

Gli scatti allora realizzati, non furono molti, a causa della ripetitività degli ambienti e della qualità di luce naturale. I negativi erano stati dimenticati per tutti questi anni. Un anno fa, durante la chiusura forzata dalla pandemia, i tre fotografi hanno pensato di recuperarli, digitalizzando dei negativi, stampando alcune copie, la pubblicazione di un catalogo e il successivo coinvolgimento sia dell’Archivio di Stato, sia della camera Penale di Livorno. La mostra è bellissima e la consigliamo, anche per il suo valore storico di documentazione di un luogo, che, di fatto, non esiste più.

Archivio di Stato di Livorno: Scali del Refugio, 4.
Ingresso ore 21.00-24.00. Accesso a gruppi di 15 persone. Obbligo di mascherina.

Le immagini sono di Gianluca Donati

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