I “Tappeti natura” di Piero Gilardi in mostra al Museo della Città

Un percorso espositivo che va dagli anni '60 al 2021

Una delle opere di Piero Gilardi in mostra al Museo della Città
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Pubblicato ore 19:11

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – “L’unicità di Piero Gilardi sta nell’aver dato vita a qualcosa di sconvolgente, le sue opere sono subito riconoscibili in tutto il mondo e per Livorno è un vanto poter ospitare oltre 70 lavori di uno degli artisti italiani più noti a livello internazionale e che ormai da sempre ottiene un grande successo. Proprio in questi giorni a New York si tiene una mostra a lui dedicata”. Sono le parole di Gianni Schiavon, curatore della mostra antologica dedicata a Piero Gilardi dal titolo “Tutto ciò che è, è nella Natura“, riprendendo una frase di Democrito.

Gianni Schiavon e Simone Lenzi

La mostra, visitabile da domani, 28 maggio, fino al 4 settembre, è ospitata nella sezione di arte contemporanea del Museo della Città e presso la chiesa sconsacrata dove si trova anche l’opera di Pino Pascali “Il Grande Rettile”, non a caso, dato che i due artisti si conoscevano.

Al centro della mostra livornese ci sono quelli che Gilardi chiama “Tappeti natura” cioè frammenti di ambienti naturali riprodotti intagliando un materiale innovativo e mai prima utilizzato nell’arte, il poliuretano espanso. Con i “Tappeti natura”, nati dall’estro dell’artista quando questi aveva appena 23 anni, nel 1964, Gilardi conquistò subito un posto importante nel mondo artistico con mostre personali tenute a Torino, Parigi, Milano, New York, Amsterdam.

Tappeto natura. Titolo: Pasteques et mais, 2001

“Tutto ciò che è, è nella Natura” è capace di sorprendere ed è adatta a tutti, anche ai bambini, perché in essa si parla di natura, ci sono le foglie, le cortecce degli alberi, i gabbiani, i frutti, la spiaggia, i sassi nel mare, tutto è realizzato con poliuretano espanso, con forbici e taglierino.

“Più che opere scolpite sono intagliate – prosegue Schiavon – e sono state realizzate dall’artista con l’intento di essere vissute, toccate, in modo che il pubblico interagisse con esse, proprio come facciamo con i nostri tappeti. Ma realizzate con un prodotto industriale”. C’è infatti un doppio significato in queste opere: da una parte la condanna verso l’industrializzazione che provoca un’alterazione degli ambienti naturali; dall’altra il voler mostrare una natura non ancora contaminata dall’uomo.

Tappeto natura. Titolo: Costiera rocciosa 2002 e Maschera e ficus 2019

“Tutto questo nasce quando nel 1965 Gilardi si trova a fare una passeggiata lungo il fiume Sengone a Torino (dove vive, n.d.r.) – spiega Schiavon – e dice di essere rimasto colpito dalle tracce di inquinamento lasciate dall’uomo, decide perciò di ricreare una natura incontaminata usando, per ossimoro, un materiale industriale e altamente inquinante come il poliuretano espanso”.

Ma questa mostra guarda a tutto il percorso dell’artista ottantenne, a partire dalla produzione dei primi anni sessanta fino alle ultime opere realizzate nel 2021. Troviamo il primo “Tappeto natura” che Gilardi aveva chiamato “Prototipo di moquette”; una parte è dedicata agli anni ’70 quando Gilardi si dedica alla politica, ai movimenti di sinistra, a quelli contro la guerra in Vietnam, in Iraq, contro la corruzione politica, realizzando opere che saranno usate durante le varie manifestazioni come manifesti, coreografie ma soprattutto maschere. Un video di circa un’ora nella stanza del Grande Rettile mostra la fase di attivismo politico dal 1976 al 2016 e due sagome in legno e poliuretano espanso: quella raffigurante Agnelli collaudatore e la più famosa Agnelli Morte, “inteso come oppressore mortifero della classe operaia” dice Schiavon. Al piano superiore della chiesa sconsacrata si trovano i manifesti del periodo politico e le maschere raffiguranti i volti dell’allora governatore libico Gheddafi e dell’allora primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

“Agnelli Morte”, 1979-2017

“Questa mostra – ha detto l’assessore alla cultura Simone Lenzi – propone una lettura gioiosa, vitale della natura, una natura giovane, che ha ancora tutto da imparare da se stessa e ha tutto da insegnare a noi. Proprio per la sua vivacità ho pensato che fosse adatta al momento attuale in cui ci troviamo, tra una pandemia e una guerra”.

La rassegna è stata organizzata dal Comune di Livorno in collaborazione con Galleria Giraldi con cui Piero Gilardi ha un rapporto di amicizia da molti anni e che ha messo a disposizione alcune opere, Fondazione Centro Studi Gilardi e Gufram. Progetto a cura di The Musketeers.

Orari della mostra

Dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 20.00; sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 22.00. Lunedì chiuso.

Ingresso

Biglietto intero € 4,00
Biglietto ridotto € 2,00
cumulativo con visita mostra “Vittore Grubicy De Dragon” € 10,00
cumulativo con visita mostra “Vittore Grubicy De Dragon” e Museo Fattori € 12,00
visita guidata € 2,00 a persona
visite fisse tutti i sabato e domenica alle ore 19 (prenotazione consigliata 0586 824551).

Il video con alcune immagini della mostra e l’intervista Gianni Schiavon

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