I capolavori mai visti di Charles Doudelet alla Pinacoteca Servolini

Uno dei più prestigiosi maestri del Simbolismo belga

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COLLESALVETTI – La Pinacoteca Carlo Servolini (via Umberto I, 63) ospita fino al 12 marzo 2020 una mostra tra le più eccezionali nell’ambito del panorama espositivo del territorio, si tratta di “L’incanto di Medusa: Charles Doudelet“, il più geniale interprete di Maeterlinck tra il Belgio e la Toscana.

Maurice Maeterlinck, amico di Doudelet, è stato un commediografo, un poeta e un saggista belga, premio Nobel per la letteratura nel 1911.

La mostra è promossa dal Comune di Collesalvetti, ideata e curata da Francesca Cagianelli, in collaborazione con Fondazione Livorno. Orario: tutti i giovedì dalle 15.50 alle 18.30.

Presieduta da un Comitato Scientifico composto da Giuseppe Argentieri, Maurice Culot, Francesca Cagianelli, Dario Matteoni, William Pesson, la mostra, la prima in assoluto realizzata in Italia, è intitolata a uno dei più prestigiosi maestri del Simbolismo belga e si presenta a tutti gli effetti di calibro internazionale.

La prima monografia

Francesca Cagianelli è autrice della prima monografia esistente dell’artista, dal titolo “Charles Doudelet, pittore, incisore e critico d’arte. Dal Leonardo” a “L’Eroica”, pubblicata nel 2009 con il Patrocinio dei Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, è anche antesignana della riscoperta e valorizzazione della straordinaria personalità di Doudelet in Italia, avendo reso noti per la prima volta alcuni esemplari del ciclo di litografie realizzate all’alba degli anni Venti.

Il percorso

A troneggiare nella mostra l’inedito e monumentale pannello decorativo (uno dei quattro capolavori pittorici di Doudelet conservati in Italia), Idillio Troubadour (1908-1912), con ogni probabilità proveniente da Villa Medusa, regale, quanto misteriosa residenza antignanese del maestro belga (Livorno, via Fraschetti, n. 13, ora 15).

A fianco di tale straordinario episodio decorativo, sarà possibile ammirare l’evocativa e poderosa tiratura bronzea della scultura di Doudelet, “Ritratto maschile”, rarissima testimonianza del cimento plastico dell’artista belga formatosi nell’atelier di Constantin Meunier, opera esposta anch’essa, come del resto tutte le altre presenti in mostra, in anteprima assoluta alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, il cui esemplare in gesso è conservato presso Fondazione Livorno (dono Famiglia Argentieri). Ed è proprio la raffinata ed enigmatica carta intestata ideata dal maestro di Gand per la dimora labronica, raffigurante un’algida creatura degli abissi, avvolta da scintillanti conchiglie e fluttuanti meduse, che è divenuta idea guida di una mostra che punta a ricongiungere la carriera franco-belga di Doudelet con gli assai meno sondati destini italiani.

La mostra colligiana, concepita in omaggio a uno dei più significativi esponenti del simbolismo internazionale, maestro conclamato della xilografia e della litografia, tanto da essere incoronato da Luigi Servolini tra i più illustri protagonisti del rinnovamento grafico in Europa, punta dunque a restituire a Doudelet l’identità di un personaggio di eccellenza del nostro territorio.

Nell’ambito del percorso espositivo saranno presentate in bacheca le seguenti edizioni illustrate: Maurice Maeterlinck, Dodici canzoni illustrate da Charles Doudelet, traduzione poetica di Emma C. Cagli, Bergamo, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Editore 1909; La Guerre et la Paix, 18 Lithographies et texte par Charles Doudelet, dédié à mon ami et compatriote Maurice Maeterlinck, Imprimérie G. Chiappini, Livourne, II° edizione Imprimérie Lithographique Gino Baldi, Livourne (Italie), septembre 1914 (III° edizione, septembre 1918); Maurice Maeterlinck, Pelleas e Melisenda, versione italiana di Carlo Bandini, xilografie disegnate ed incise da Charles Doudelet, Claudio Argentieri, Edizioni d’Arte, Spoleto 1922; Fioretti di Sancto Francesco, illustrazione originale di Carlo Doudelet, Editore Claudio Argentieri, Stamperia Campitelli, Foligno 1923.
Si tratta di veri capolavori dell’editoria illustrata italiana, ciascuno dei quali costituirà l’occasione per incontri didattici dedicati, durante i quali i visitatori potranno selezionare e fotografare le illustrazioni più apprezzate, come souvenir della mostra.

Parallelamente alla mostra è previsto un calendario di conferenze e percorsi didattici dedicati alle problematiche artistiche e letterarie relative al rapporto tra Italia e Belgio al tempo del Simbolismo e nel segno dell’editoria illustrata.

Informazioni

Telefono: 0586980255.

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