Giovanni March: una conferenza al Museo di Storia Naturale

Relatore sarà Michele Pierleonii

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Pubblicato ore 15:10

LIVORNO – Una conferenza dedicata a Giovanni March, artista di grande interesse nel panorama non soltanto locale. L’evento, organizzato dall’associazione “Livorno com’era”, si terrà domenica 13 marzo, alle ore 17, nell’auditorium del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (via Roma, 234). Relatore della conferenza sarà Michele Pierleoni.

March contribuì in maniera significativa all’espressione pittorica del Novecento. La conferenza tratterà la figura del pittore e la sua evoluzione artistica, influenzata anche dall’ambiente francese, ma sempre con lo sguardo rivolto all’amata Livorno.

La prenotazione è obbligatoria, entro e non oltre sabato 12 marzo, chiamando i numeri 0586266711 – 0586266734 o scrivendo a: segreterie.museo@provincia.livorno.it.

Si ricorda che è necessario esibire il super greenpass.

L’artista

Giovanni March, nato a Tunisi nel 1894 da genitori livornesi, dopo un soggiorno ad Alessandria d’Egitto si trasferisce a Livorno nel 1906. Incoraggiato alla pittura da Lodovico Tommasi, nel 1921 realizza la sua prima personale nella prestigiosa Galleria Gonnelli di Firenze e da lì prende avvio una carriera che lo vede impegnato in importanti sedi italiane e estere.

Fondamentale il soggiorno francese dal 1928 al 1930, seguito dal trasferimento a Roma, dove frequenta l’amico attore Ettore Petrolini. Nel 1938 si trasferisce a Firenze dove diviene membro dell’Accademia delle Arti e del Disegno, insegnando in qualità di assistente di Guido Peyron.

Apprezzato da artisti di fama internazionale (pensiamo alle diverse critiche scritte da Carlo Carrà), March entra con il suo estro creativo in importanti collezioni private. Il viaggio pittorico del nostro, partendo da un’indubbia fascinazione di stampo pucciniano, evolve velocemente in un proficuo dialogo con quanto si va realizzando all’epoca nella figurazione in Italia. Un percorso teso alla sintesi, per mezzo di un colore sempre mediato dalla lettura mentale del soggetto.

March è artista teso ad una costante ricerca di equilibri costruttivi del quadro, capace di esprimersi nei più svariati soggetti. Di Livorno seppe sicuramente interpretare poeticamente il suo mare, che come scrisse la felice penna di Aldo Santini è elemento «capace, anche, di abbandoni e di silenzi che hanno il respiro dei larghi musicali settecenteschi. Questi abbandoni, e questi silenzi, a Livorno, si chiamano patane. Giovanni March ha impegnato i pennelli migliori, e i colori più ispirati, più teneri, per interpretare le patane della sua cara Livorno».

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