“Gino Bartali – Eroe silenzioso” in scena al Nuovo Teatro delle Commedie

Una storia emozionante di uno sportivo che divenne staffetta antifascista

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Pubblicato ore 07:00

LIVORNO – La storia di un eroe silenzioso che ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno, ha solo 24 anni, il suo nome è Gino Bartali. A lui, domani, 5 ottobre, il Nuovo Teatro delle Commedie (via G. M. Terreni 3/5) dedica uno spettacolo dal titolo “Gino Bartali – Eroe silenzioso”, che si inserisce nell’ambito delle iniziative legate alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.

Gino Bartali incarna il ciclismo eroico degli anni ’30 ma la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera. La sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede lo sportivo l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo. Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa. Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso.

Per parlare dell’Italia e degli italiani al tempo del fascismo, della fatica dello sport e del silenzio delle azioni più coraggiose. Per raccontare la vita di un campione sportivo, ma soprattutto di un uomo che ha scelto da che parte stare. Una storia personale, che lui, campione sportivo e personaggio pubblico, non ha mai voluto raccontare. Neppure alla sua famiglia. Uomo cattolico e praticante, terziario carmelitano e devoto alla Madonna, ma anche burbero toscanaccio. Così lo ricordano in tanti.

Solo al termine della sua vita ha affidato, come un testamento morale, la sua storia nascosta. L’ha raccontata al figlio Andrea, perché ne custodisse la memoria e la rendesse visibile. Così, dopo 70 anni, ora il mondo sa che Gino Bartali, ha nascosto una famiglia intera di ebrei perseguitati nella sua cantina, e ha fatto parte di una rete clandestina che ha salvato più di 800 persone. Con la sua scelta silenziosa ha testimoniato come si compiono le opere di misericordia: condividendo, compatendo, rischiando di persona e senza timore.

Una storia che Bartali ha sempre tenuto nascosta, perché “il bene lo si deve fare ma non lo si deve dire, che se lo dici si sciupa”.

Con Federica Molteni, regia Carmen Pellegrinelli, scene e design Michele Eynard, costumi di Vittoria Papaleo, produzione Luna e GNAC Teatro, tratto da La corsa giusta- Antonio Ferrara.

Spettacolo gratuito. Necessaria la prenotazione.

Per prenotazioni: inviare una mail (moburb@comune.livorno.it) o un messaggio su WhatsApp (333 6115037) entro le ore 18 di mercoledì 5 ottobre indicando come oggetto “Bartali – Eroe silenzioso”

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