“Il filo rosso che lega il genocidio armeno alla shoah”

L'incontro sarà tenuto da Vittorio Robiati Bandaud

LIVORNO-  Questo pomeriggio alle ore 15,30 e poi in replica alle ore 17,30 nell’Auditorium Pamela Ognissanti del Centro Servizi al cittadino Area Nord ex Circoscrizione 1 in via Gobetti 11 si terrà il primo appuntamento del progetto “Il filo rosso che lega il genocidio armeno alla shoah”. L’incontro sarà tenuto da Vittorio Robiati Bandaud (ricercatore, saggista storico, vicepresidente del Tribunale Rabbinico di Milano ed esponente dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Milano) che approfondirà la storia del genocidio armeno.

L’incontro rivolto a docenti di ogni ordine e grado, studenti delle classi terze degli Istituti Secondari di primo grado e agli studenti degli Istituti Superiori, genitori, studiosi e cittadini, si colloca come primo evento del progetto “Il filo rosso che lega il genocidio armeno alla shoah” inserito nel programma Scuola-Città 2017-2018 del CRED Centro Risorse Educative e Didattiche del Comune di Livorno e svolto in collaborazione con l’Associazione Cassiodoro.

Il genocidio armeno avvenne nel periodo del primo conflitto mondiale (1914 -1918) nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, e fu il primo del XX secolo (1915 – 1923). Il governo “dei Giovani Turchi”, preso il potere nel 1908, attuò l’eliminazione dell’etnia armena presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.. Nella memoria degli Armeni, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi del loro popolo dell’Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 assieme a centinaia di migliaia di vite di cristiani assiri, di greci del Ponto e di altre confessioni cristiane orientali minoritarie.

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