Festival Mascagnano, dibattito al Circolo Il Centro

Un progetto molto ambizioso, ma Livorno può farcela

Un momento dell'incontro
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  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Dopo il grande successo della mostra celebrativa su Amedeo Modigliani che ha superato i 100mila visitatori, Livorno scalda i muscoli per prepararsi a un altro evento, altrettanto ambizioso: un “Festival Mascagnano” dedicato al grande compositore labronico celebre per opere come, “Cavalleria rusticana” (1890), “L’amico Fritz” (1891), “Lodoletta” (1917).

L’assessore alla Cultura Simone Lenzi aveva già annunciato questo progetto mesi fa. Ieri, mercoledì 26 febbraio, l’argomento è stato affrontato al Circolo Il Centro (Via Trieste, 7) durante l’incontro “Progetto Pietro Mascagni”.

Erano presenti il dott. Massimo Bianchi e la professoressa Angela Simini (assente per indisposizione il Maestro Alberto Paloscia, direttore artistico della stagione operistica Teatro Goldoni), oltre al presidente del Circolo Enrico Dello Sbarba.

La professoressa Simini, giornalista, appassionata ed esperta di musica, docente di lettere, ha confermato ai presenti il progetto, non nascondendo le difficoltà di un’idea così temeraria, che per essere realizzata necessita di impegno al fine di superare i diversi ostacoli organizzativi.

“Ho parlato con la consigliera comunale Eleonora Agostinelli – afferma Angela Simini – e tra le altre cose, mi ha confermato che la proposta su un Festival Mascagnano è stata accettata, il progetto ha già le firme e reca la data del 22 gennaio 2020 con titolo ‘Istituzione Festival annuale dedicato a Pietro Mascagni’. Adesso occorre vedere questa mozione che corpo prenderà. Io ho chiesto se c’è la copertura finanziaria e l’assessore Agostinelli mi ha garantito che i soldi ci sono. Non so se sono fondi europei; se sono risorse italiane, finora non le abbiamo viste; già nel 1970 il Festival su Mascagni era stato proposto da Massimo Bianchi, e non se ne fece di nulla. Si tratta di un progetto molto ambizioso – prosegue Simini – perché non significa uscire temporaneamente con una mostra, qui occorre ogni anno ‘produrre qualcosa’; magari alternando l’opera a una produzione sul ‘Mascagni religioso’, o il ‘Mascagni delle serenate’. Vedendo quello che è stato l’exploit della Mostra di Modigliani, bisogna tenere conto di come siamo arrivati a quel successo: la popolazione è stata preparata, magari di fretta, ma ci sono state tante iniziative collaterali sorte anche spontaneamente che hanno focalizzato l’interesse su Modigliani; si potrebbe proporre nuovamente questa formula vincente per Mascagni”.

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