Eva Frapiccini inaugura l’installazione al Museo della Città: uno studio sulla mafia

L'opera dell'artista rimarrà esposta fino al 29 settembre

eva frapiccini presenta la sua installazione al museo della città
L'installazione di Eva Frapiccini al Museo della Città. Foto: G. Donati
  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Si intitola “Il Pensiero che non diventa Azione avvelena l’Anima” l’installazione di Eva Frapiccini, Inciampo01, presentata ieri pomeriggio nel Museo della Città – Luogo Pio Arte Contemporanea. L’opera che inaugura la serie di “inciampi” a cura di Paola Tognon, direttrice dei Musei civici di Livorno rimarrà esposta nella sala dedicata alla Pop Art fino al 29 settembre.

eva frapiccini presenta la sua installazione al museo della città
Da sn: Fasulo, Frapiccini, Tognon, Belais. Foto: Donati

Alla presentazione sono intervenuti oltre a Paola Tognon, l’assessore alla cultura Francesco Belais e Serafino Fasulo, art director della Fondazione Carlo Laviosa promotrice della mostra Letizia Battaglia che si ricollega a questa installazione e che rimarrà ancora visitabile nei Granai di Villa Mimbelli fino a domenica 17 marzo.

L’opera in esposizione si presenta come un archivio interattivo che, per la sua realizzazione, ha visto coinvolti cataloghi storici, biblioteche, scuole, studi sulle mafie, familiari delle vittime di mafia, lungo un periodo storico compreso tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del secolo scorso, dal delitto Moro agli omicidi di Falcone e Borsellino. Per svolgere questo lavoro, l’artista si è recata nei luoghi precisi, dove sono accaduti i fatti, fotografandoli agli stessi orari in cui sono accaduti, per ritrovare le stesse condizioni di luce; un lavoro scrupoloso e di maniacale precisione (in questo il lavoro di Frapiccini si lega a quello di Letizia Battaglia, entrambe infatti hanno fotografato scene legate alla malavita organizzata).

eva frapiccini presenta la sua installazione al museo della città
L’installazione

La caratteristica di questa installazione è che il visitatore può interagire con l’opera, in questo modo si sente maggiormente coinvolto.

Frapiccini opera un preciso lavoro di documentazione attraverso la fotografia mettendola in relazione con le più disparate arti visuali. Altri “inciampi” riguardano altre importanti tematiche come l’integrazione degli immigrati in Olanda, immigrati che non conoscevano neppure la lingua originaria dei loro nonni, ma che hanno superato dei test
per essere considerati olandesi perfetti.

L’inciampo è definito da Frapiccini come ciò che, relazionandosi improvvisamente con noi, ci costringe a
sospendere la quotidianità delle nostre azioni e pensieri.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*