Energia e rock puro sul palco di Effetto Venezia con Motta

Tra il pubblico la fidanzata Carolina Crecentini, Virzì e Micaela Ramazzotti

Francesco Motta ieri sera a Effetto Venezia
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Rock puro ed energia da vendere. Ieri sera Francesco Motta era una biglia impazzita sul palco di piazza del Luogo Pio. Non si è fermato un attimo e ha saputo trasmettere al pubblico una forza travolgente.

Secondo concerto sul palco centrale di Effetto Venezia, primo live che ha visto come protagonista un solo cantante e la sua band, dopo la sfilza di artisti della prima serata.

Un’ottima acustica ha reso il concerto del polistrumentista nato a Pisa da genitori livornesi, ancora più intenso, le luci hanno fatto da cornice a un artista che sul palco riesce a donare tutto se stesso con una umiltà davvero da lodare.

Tra il pubblico anche persone speciali

L’attrice e fidanzata di Motta Carolina Crescentini. Foto Fulciniti

Una serata che ha visto alternare bravi di puro rock a ballate più riflessive come “Mio padre era un comunista” che Motta dedica alla sorella Alice presente in prima fila insieme alla mamma, al papà e alla fidanzata, l’attrice Carolina Crescentini incantata dal carisma di Motta.

Pisa o Livorno?

Il cantante ha ringraziato più volte il pubblico per aver riempito la piazza del Luogo Pio. Un pubblico che ha sostenuto, ballato e cantato insieme a lui, e che si è scatenato soprattutto quando Motta ha presentato il brano dedicato a Livorno “Vivere o morire“. “Dicono sempre della rivalità tra Pisa e Livorno – ha detto – alla fine dei conti Pisa in un pezzo non l’ho mai nominata (e il pubblico ha esultato, n.d.r.). Questa è una canzone a cui sono molto affezionato – ha proseguito – ed è partita dalla Fortezza Vecchia dove ho visto persone vestite in modo assurdo, ma tutte bellissime. Mi manca Livorno e stasera mi sento spaventosamente a casa e vi ringrazio”.

Brani intensi

Tra gli altri brani proposti ieri sera, non poteva mancare quello che lo ha portato al Festival di Sanremo e che gli ha permesso di vincere il Premio come miglior duetto insieme a Nada Malanima, parliamo di “Dov’è l’Italia” inno alla fratellanza e alla solidarietà di chi fugge sui barconi verso le nostre terre. “Il ritornello di questa canzone sarà sempre per loro” dice al microfono. E va avanti con “Bestie” cover del gruppo Criminal Jokers con cui ha iniziato la sua carriera e che ringrazia.

Poi Motta scherza sui suoi capelli e sull’amore per la musica: “Spero di cantare queste canzoni anche quando sarò pelato, perché voglio cantare sempre e tornerò tra 50 anni a Livorno e potrete dire io c’ero quando aveva ancora i capelli, grazie a voi non ho paura di invecchiare ma una voglia di farlo”.

Ospiti d’eccezione e dediche

Micaela Ramazzotti e il regista Paolo Virzì. Foto Fulciniti

A metà concerto è arrivato anche il regista Paolo Virzì insieme alla moglie Micaela Ramazzotti, dopo la notizia della separazione, sono tornati insieme.

Motta ha poi dedicato una canzone al padre “Mi parli di te“: “So che ci sono tante persone che stasera sanno la mia storia quindi grazie, ma c’è una persona che sa un po’ più degli altri, non so se te l’ho mai detto babbo, ma ti voglio tanto bene” e sul finale del brano il cantante si è asciugato gli occhi, commosso; visibilmente commosso anche il papà.

Un finale unico

Finale di rock puro, sul palco è salito l’amico Andrea Appino, frontman degli Zen Circus, gruppo che ha visto Motta partecipare più volte come polistrumentista, i due hanno suonato insieme alcune canzoni. Allo scoccare della mezzanotte, gli auguri al chitarrista di Motta Giorgio Maria Condemi, con un “Tanti auguri” in stile rock e infine, la band si è seduta sul palco con gli strumenti ma senza amplificatori regalando ai tanti presenti un happy end davvero insolito.

La galleria delle immagini

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*