“Emozioni, forme e colori”: non servono parole, basta l’arte

Inaugurata la mostra con i lavori di fine anno del liceo artistico Colombo

Quadro realizzato con tappi di plastica
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LIVORNO – “Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe” diceva lo scrittore Albert Camus e infatti quello che hanno creato gli studenti del liceo artistico Colombo è un mondo fatto di colori sgargianti che trasmettono emozioni, e di forme, le più svariate. Tutto questo è racchiuso nella mostra chiamata appunto “Emozioni, forme, colori” che è stata inaugurata questa mattina all’interno del Palazzo Orlando e che raccoglie i lavori fatti dai ragazzi di tutte le classi degli indirizzi di grafica e di design del liceo artistico di via San Gaetano.

Una location forse poco conosciuta dai livornesi, ma che ha un grande potenziale ed è perfetta per mostre di arte contemporanea. “È la prima volta che un evento di fine anno scolastico viene fatto fuori dalla nostra scuola, ed è molto emozionante – ha detto Simonetta Castagliola, dirigente scolastico del Colombo-Vespucci – Con questo evento i ragazzi raccontano se stessi e affrontano anche temi toccanti. In questa mostra le parole non servono, basta l’arte”.

Manifesti sul bullismo

“Qui trovano posto tutte le creazioni degli studenti – ha detto la professoressa Paola Danesi – il nostro istituto forma ragazzi in discipline che oggi rappresentano un ambito molto richiesto, è una scuola del fare e loro ci mettono passione”. E così, aggirandosi per le varie sale, è possibile ammirare i lavori della classe 5B log guidata dalla professoressa Paola Danesi che, attraverso l’uso del manifesto, raccontano il tema del bullismo, della corruzione e della tragedia del Moby Prince. “Abbiamo scelto il bullismo – ha detto Lorenzo Bettarini, uno degli studenti – perché è un argomento molto sentito e i giovani devono attivarsi per cercare di fermarlo, ciascun manifesto si caratterizza per il forte impatto. Lo stesso vale per il tema della corruzione e per la tragedia del Moby, per quest’ultimo l’obiettivo era sensibilizzare i ragazzi”.

I lavori delle classi 1° e 2°

Procedendo entriamo nella sala dedicata alle classi 1° e 2°, seguite dalle professoresse Alessandra Papi e Michela Castaldo, con lavori che riguardano varie tecniche di grafica, la pittura in acrilico, lavori con tecniche quali il puntinismo. In un angolo della sala è presente un libro fatto con la stoffa: “Fa parte di un progetto sui mestieri antichi organizzato dalla Fondazione Livorno, al quale hanno partecipato le classi – ha detto la professoressa Claudia Viacava – Partendo da uno studio fatto sulle cenciaiole, che facevano la carta con i pezzi di stoffa, abbiamo realizzato un libro di cencio che racconta il tema del bullismo”. Presenti anche i lavori di Eva Cavina e Giuly Montisci della 3C log. Eva ha realizzato bozzetti di abiti ispirandosi alla cantante Beyoncé; mentre Giuly ha creato con la china disegni ispirandosi alle anime giapponesi.

Non può mancare in tutto questo la fotografia: le pareti del corridoio accolgono le immagini della 3B log che raccontano la storia del viaggio in Thailandia di Ulisse Fabris; la ricerca del particolare e del chiaroscuro negli scatti che raffigurano tra gli altri, il David di Michelangelo e Amore e Psiche di Canova, realizzati da Sara Stefanini e le stanze abbandonante della Villa Mirabella, al Gabbro, nelle foto di Tommaso Garzelli. Su altre pareti invece sono appesi i lavori sul rinoceronte frutto di un concorso a tema indetto dall’agenzia Pomilio Blumm che usa questo animale come logo.

Stanza delle opere fatte con materiale usato

Nella sala più grande, una parte è dedicata alle opere create con materiali usati: una panchina e la riproduzione dell’opera di Picasso “Guernica” fatte con il cartone, un quadro realizzato con tappi di plastica delle bottiglie e un tavolo con i pneumatici. Un’altra ala della stanza è invece dedicata a disegni di anatomia e ai lavori del concorso “È arrivato un bastimento carico di sogni e desideri” indetto dall’Svs che ha visto premiati Arianna Lenci (1° posto) classe 2°C; Benedetta Baroni, Virginia Bartolini, Diana Miccheli e Margherita Ilardi (2° posto) classe 1°C e Filippo De Martino (3° posto) classe 2°C. Infine, due stanze sono state dedicate ai video con il backstage di alcuni lavori svolti dai ragazzi, e alle video installazioni. Al progetto hanno preso parte anche i professori: Rocco Musolino, Umberto Cerri, Daniela Pili e Eloise Takacs. All’inaugurazione era presente anche Marcello Murziani, vicepresidente della Fondazione Livorno.

La mostra è allestita presso il Palazzo Orlando, davanti a piazza Mazzini, accanto al ristorante Porca Vacca, al numero 3 (l’entrata non è di faccia ma dietro l’edificio) e resterà aperta fino al 10 giugno con orario 10-13 e 16-19. Ingresso gratuito.

Valeria Cappelletti

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