Eleonora Zacchi racconta “Il martirio di Monsignor Romero”

Lo spettacolo debutta al Teatro 4 Mori il 15 novembre ore 21

Eleonora Zacchi ci racconta il martirio di Monsignor Romero al Teatro 4 Mori
Un momento dello spettacolo
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  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Debutta domani, giovedì 15 novembre, al Teatro 4 Mori (ore 21) “Il martirio di Monsignor Romero” elaborazione e adattamento di Eleonora Zacchi, attrice e direttore artistico del Centro Artistico Il Grattacielo. Lo spettacolo fa parte del Festival della Generatività.

La regia è affidata a Maurizio Scaparro; costumi di Giuliana Corsi e musiche originali sudamericane composte da Eduardo Contizanetti.

Eleonora Zacchi ci racconta il martirio di Monsignor Romero al Teatro 4 Mori
Il cast al Teatro Belli di Roma nel 2016. Foto: Pietro Nissi

Lo spettacolo, liberamente tratto dall’opera teatrale di Samuel Rovinski “Il martirio del pastore”, narra gli ultimi tre anni di vita di Monsignor Oscar Arnulfo Romero y Galdamez arcivescovo salvadoregno, assassinato nel 1980 mentre celebrava la messa nell’ospedale della Divina Provvidenza di San Salvador.

Lo scorso 14 ottobre Papa Francesco lo ha proclamato Santo e il giorno prima, lo spettacolo è stato rappresentato a Roma nella Chiesa di Sant’Ignazio. Abbiamo intervistato Eleonora Zacchi che ci ha parlato di questa rappresentazione.

Come è nata l’idea di uno spettacolo su Monsignor Romero?

Anni fa Antonio Salines vide “Il martirio del pastore” di Samuel Rovinski e mi chiese se ero interessata a farne un adattamento. C’è stata quindi una prima versione intitolata “Il martirio del pastore” presentata al Festival di San Miniato nel 2016. Abbiamo preso in considerazione la figura di Romero perché permette di affrontare temi legati all’attualità. Romero ha difeso i deboli, chiedeva il rispetto dei diritti umani e questo tema ci piaceva, ci ha appassionato.

Su cosa si concentra lo spettacolo?

Eleonora Zacchi ci racconta il martirio di Monsignor Romero al Teatro 4 Mori
La locandina

La storia racconta gli ultimi tre anni di vita di Romero. Tutto parte dal fatto che alla fine degli anni ’70 il Salvador era stato distribuito tra 15 famiglie che detenevano il potere economico e che si affiancavano a quello militare. Il potere economico era schiacciante e poteva mettere a tacere tutta la popolazione con poco sforzo. Una popolazione che viveva in uno stato di soggezione e di oppressione in particolare per il diritto al lavoro e al salario.

I potenti decisero di nominare arcivescovo Romero considerandolo una persona che non avrebbe mai dato fastidio al loro potere, e infatti all’inizio Romero svolse il suo ruolo di religioso finché, grazie anche a Padre Rutilio Grande, un gesuita suo amico (anche lui ucciso dal regime nel 1977, n. d. r.) si rende conto della grave situazione in cui vive il popolo senza dignità personale e lavorativa.

Inizia ad aiutare queste persone, a manifestare in maniera pubblica la solidarietà verso le vittime della violenza politica e a denunciare la situazione durante la messa, nelle omelie che venivano trasmesse all’estero, attraverso la radio diocesana, in modo da far conoscere, fuori dai confini nazionali, lo stato di oppressione del popolo. Questi sono i motivi per i quali è stato ucciso.

Quali sono i temi al centro della rappresentazione?

È una storia di estrema attualità e che vale benissimo anche per i nostri giorni. Affronta tematiche complesse perché è una storia di oppressi e di oppressori, ma i messaggi che intende trasmettere sono trasversali e universali e possono raggiungere sia chi crede sia chi non crede.

Eleonora Zacchi ci racconta il martirio di Monsignor Romero al Teatro 4 Mori
Prove al Teatro Belli. Foto: Pietro Nissi

Si parla di oligarchia attraverso il personaggio interpretato da Edoardo Siravo, di potere militare con Fabrizio Bordignon; c’è poi quella parte della Chiesa che osteggiò Romero perché lo riteneva un marxista e quella che invece lo aiutò. Sul palco la parte buona è rappresentata dai personaggi di Riccardo De Francesca e Gabriella Casali, dalla suora interpretata da me e da Padre Grande Gianni De Feo. E naturalmente non possiamo dimenticare Antonio Salines nel ruolo di Romero.

Come è stata l’esperienza nella Chiesa di Sant’Ignazio a Roma?

Molto bella e suggestiva. Siamo stati contattati dal vicario di Roma proprio in occasione della santificazione di Romero del 14 ottobre. Abbiamo anche scoperto che Romero si recò nella chiesa di Sant’Ignazio, una cattedrale bellissima e luogo ideale per lo spettacolo visto che le sue denunce Romero le faceva proprio durante le omelie in chiesa.

È stato difficile scrivere un testo simile?

Ho dovuto approfondire molto l’argomento, studiare le parole dell’arcivescovo, però mi ha appassionato e arricchito.

Biglietti e info

Biglietti: 10 euro intero, 8 euro ridotto, gratis per i minori di 12 anni. Disponibili presso la Fondazione Caritas Livorno Onlus (via delle Cateratte, 15) dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle ore 17.30.
Info: 3487851716 – 0586884693 – info@livornogenerativa.it.
Il Teatro 4 Mori si trova in via P. Tacca, 16

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