Effetto “Ganascia”, l’uomo che sfidò un quartiere in festa

Viaggio tra la folla, la musica, l'atmosefera del quartiere Venezia

Foto Fulciniti
  • di Simone Fulciniti

LIVORNO – Effetto Venezia, è una di quelle cose alle quali è piuttosto facile abituarsi. Mi spiego meglio: essendo le serate livornesi notoriamente prive di eventi notabili (credulità popolare che corrisponde assolutamente al falso), la gente trova nella ‘kermesse’ quella valvola di sfogo imperdibile, e (sopratutto) gratuita, che concede la ‘wild card’ per trascorrere alcune ore all’aperto, senza troppi pensieri e (fatto non secondario) al freschino. Partendo da questo presupposto, le date in questione diventano un appuntamento fisso, da non perdere per nulla al mondo. E, a Livorno, non lo si manca.

Le vie sono ‘stivate’, le piazze stracolme, si registra l’esaurito in ogni dove, a prescindere dalla proposte messe in campo. Basta fare due passi nel quartiere illuminato a festa, per rendersene conto. Ed io, ieri sera, ci ho provato. Avevo in testa l’idea di acquistare una ‘collanina’ particolare, di quelle a ‘corda lunga’. Dove cercare se non tra le innumerevoli bancarelle di ‘Effetto’? Dopo aver mostrato il contenuto dei mio zainetto ai varchi d’ingresso, ho cominciato il mio viaggio, guidato fedelmente dall’obiettivo di cui sopra.

Non avevo tenuto conto però, della difficoltà della mia impresa: in brevissimo tempo infatti, sono stato risucchiato da una sorta di ‘corrente del golfo’, o forse sarebbe più opportuno dire ‘del canale’, che mi ha sballottato a destra e sinistra, concedendomi ben poco spazio per concentrarmi sul mio ‘desiderata’. Un fiume di persone, incontrollabile, incontenibile.

Durante il percorso intuisco un fatto, indiscutibile: a Effetto Venezia, si mangia tanto. Basta fare cento metri, che uno supera almeno cinque sei ristoranti, esauriti in ogni ordine di posti. Mentre cammini ti tagliano la strada decine di ‘camerieri’, recano ai tavoli piatti all’occhio prelibati: carne, fritto, pasta, pizza, dolci, insomma quando riesco ad uscire dal primo ingorgo sono ingrassato almeno di un chilo. La mia proposta per il Sindaco Salvetti è quella di cambiare nome all’evento, passando ad un più adeguato ‘Effetto Ganascia’.

Elisa Arcamone, Greta Merli e Domenico Marinelli

Finalmente sono in via Borra, qui si circola sereni, e, non ultimo, si respira meglio. Ma purtroppo (per me) non ci sono bancarelle. C’è in compenso Palazzo Huigens, che ospita un delizioso evento musicale: mi fermo per scattare qualche foto e poi mi butto nuovamente nella mischia. Nel frattempo, nonostante la calca, sono in grado a metter l’occhio sulle ‘collanine’ esposte, ma non riesco a trovare la tipologia che mi interessa. Tutti propongono più o meno lo stesso genere, e , frustrato, mi domando il perché.

Arrivo puntuale al tratto più impervio, quello che immette nella piazza del Logo Pio. Lì c’è un vero e proprio sbarramento, per accedervi occorre qualche buona spallata. Ma alla fine ce la faccio ad infilarmi, giusto il tempo per assistere all’inizio dell’esibizione del cantante Morgan. L’asso della musica, non tradisce le attese: racconta poeticamente un brano di De Andrè, ed invece di girare le pagine del testo sul leggio, le strappa. La genialità alle volte la si coglie in questi piccoli dettagli.

I fuochi

Mi piacerebbe restare, ma ho un compito da svolgere, pur con le speranze ormai ridotte al ‘lumicino’. C’è l’ultimo tratto da percorrere, ci vorrebbe quel miracolo, che puntualmente non si verifica. Cominciano i fuochi, per me è l’ora di andare. Supero la frontiera accompagnato dai botti colorati nel cielo. Tutti gli sguardi son rivolti verso l’alto, io invece, deluso, imbocco via della Madonna, tra altre bancarelle, a testa bassa. Ad un certo punto la mia attenzione viene attratta da un oggetto esposto, non ci posso credere! La ‘collanina’ che cercavo, a corda lunga! L’acquisto di getto, senza riflettere.

La vita non smette mai di sorprendere: tre ore a sospirare nel girone dantesco, e poi l’oggetto del desiderio dimorava in una zona tranquilla, oltre confine. Adesso posso andare a letto, sereno. Arrivo a casa, mi preparo a dormire, mi stendo, risolvo due parole crociate, spengo la luce. I fuochi d’artificio scoppiano ancora nel cielo labronico. Mi pongo una domanda, ma quanto sono durati? Chi lo sa, risponda!

Galleria fotografica di alcuni momenti di Effetto Venezia

 

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