“E il poliziotto ordinò che quei nudi osceni venissero tolti”: la storia della mostra di Modì che scandalizzò

La curatrice: "Cosa hanno di scabroso?". Rispose il poliziotto: "I peli"

Alcuni dei dipinti in mostra alla prima personale di Modigliani
  • di Gianluca Donati

LIVORNO – “Il commissariato di polizia era di fronte alla Galleria, la folla davanti alla vetrina cominciò a vociare e il poliziotto fu richiamato da quello schiamazzo, vide i nudi e chiese alla curatrice della mostra di toglierli. Iniziò un litigio tra i due e la curatrice Berthe Weill chiese cosa avessero di scabroso. “Cosa hanno? – rispose il poliziotto – i peli”.

Ieri, giovedì 13 febbraio, quell’evento storico è stato ricordato grazie all’iniziativa “Una mostra che scandalizzò”, un incontro che si è svolto alla Casa della Cultura, al Cisternino di Città (Largo del Cisternino), reso possibile grazie all’Associazione Culturale “Franco Ferrucci” e “Erasmo Libri” con il patrocinio e la compartecipazione del Comune di Livorno. Il pubblico presente ha potuto ammirare di persona delle riproduzioni (25 in tutto) di quei quadri a suo tempo proibiti.

La vicenda risale a un pomeriggio di dicembre del 1917, in quella che allora era la capitale europea della cultura, ossia, Parigi. Esattamente al numero 50 di rue Taitbout, avrebbe dovuto svolgersi la prima mostra personale del giovane Amedeo Modigliani: trentadue dipinti e altrettanti disegni. Purtroppo quella mostra non ci fu mai, perché ancor prima d’aprire le porte della Galleria, l’esposizione fu censurata per volontà di uno zelante commissario di polizia che giudicò le opere di Modì, oscene.

modigliani londra
Amedeo Modigliani, “Nudo sdraiato sul fianco sinistro” 1917 (dettaglio).

Ad aprire l’appuntamento sono stati gli attori Riccardo de Francesca ed Eleonora Zacchi (direttrice del Centro Artistico Il Grattacielo), che hanno deliziato i presenti con la lettura di alcuni brani tratti dalle memorie dell’allora curatrice della mostra Berthe Weill, ricostruendo gli avvenimenti accaduti fuori dalla Galleria che coinvolsero la stessa Weill e il solerte commissario. Attraverso un dialogo tra i due attori calati nei due personaggi, sono stati restituiti al pubblico, i fatti e le atmosfere; l’indignazione del poliziotto da una parte, e la ferma difesa della libertà e forza creativa di Dedo, dall’altra. A richiamare l’attenzione censoria del commissario, furono i due quadri esposti nella vetrina della Galleria, due nudi, capolavori assoluti dell’arte: “Nu couché sur le cote gauche” (Nudo sdraiato sul fianco sinistro), acquistato nel maggio del 2018 a New York per 157,2 milioni di dollari, e “Nu couché” (Nudo rosso o nudo disteso con braccia aperte), aggiudicato nel 2015 per 170,4 milioni.

Interessantissimo un dettaglio che è emerso dalla lettura dei due attori, ovvero, il passaggio nel quale il commissario imputa come elemento scabroso la rappresentazione del pelo pubico nel nudo dipinto, una novità rivoluzionaria nell’arte, e che fu indicato come prova inconfutabile del contenuto, a suo giudizio, osceno, osservazione alla quale la Weill ribatté negando il pregiudizio che si trattasse di pornografia, ed evidenziandone il valore artistico.

Al termine della lettura accolta dal plauso del pubblico, è iniziata la proiezione in diapositiva delle opere, e lo studioso d’arte Umberto Falchini (curatore dell’evento assieme al giornalista Maurizio Mini), ha dettagliatamente spiegato tecnicamente e artisticamente, ognuna delle immagini, raccontando la loro probabile storia, e la possibile identità dei soggetti ritratti da Modigliani. Le stesse opere sono state pubblicate in un catalogo: “Una mostra che scandalizzò. Parigi – Galleria Berthe Weill“ a cura di Falchini e Mini, che potrebbe essere definito “il catalogo mai stampato” della mostra parigina, e quest’opuscolo è stato messo a disposizione in diverse copie, e acquistato dai presenti. Non tutte le opere che furono allora proposte nella mostra del 1917 sono riportate nel catalogo, in quanto nell’allora invito, i nomi di alcuni quadri non hanno consentito un’identificazione certa dell’opera, ad ogni modo, quelli pubblicati nel volume sono molti dei meravigliosi capolavori sicuramente esposti a suo tempo.

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