Drink, food & rock: quando la musica va a braccetto con il cibo

In tante canzoni pietanze e bevande sono protagoniste

musica e cibo
Share
  • di Stefano Lucarelli:

Il tema del mangiare o del bere è spesso presente in ambito canoro/musicale. In tante canzoni pietanze e bevande sono protagoniste per cui oggi, in questo spazio, andiamo a scrivere di canzoni italiane, più o meno famose, a carattere commestibile e/o potabile.

Marameo perché sei morto – Trio Lescano (1939)

La canzone narrava di un gatto che veniva a mancare – causando dolore ad un nutrito numero di gattine innamorate – nonostante avesse cibo in abbondanza “… pane e vin non ti mancava, l’insalata era nell’orto…”.
Il brano fu censurato dal regime fascista perché riteneva che il “Maramao” protagonista della canzone fosse il gerarca livornese Costanzo Ciano, deceduto in quel periodo.

Rita Pavone

Viva la pappa col pomodoro – Rita Pavone (1964)

Nel 1964 Rita Pavone è protagonista dello sceneggiato televisivo “Il giornalino di Gian Burrasca”, una produzione “monster” tratta dal romanzo per ragazzi di Vamba, per la regia di Lina Wertmüller, con musiche di Nino Rota dirette ed orchestrate da Luis Enriquez Bacalov. La sigla era appunto “Viva la pappa col pomodoro”, un inno a questo gustoso piatto casereccio ma anche, se vogliamo, una canzone di lotta il cui testo, della Wertmuller, ad un certo punto recita: “la storia l’ha insegnato che un popolo affamato fa la rivoluzion”.

‘A pizza – Aurelio Fierro (1966)

Aurelio Fierro, una delle voci napoletane più note, presentò questo brano, in coppia con Giorgio Gaber, al Festival della Canzone Napoletana del 1966. La canzone parlava di un Lui che voleva offrire alla sua Lei cose preziose come brillanti, cene in ristoranti lussuosi etc, ma lei una sola cosa voleva: “’a pizza cu ‘a pummarola ‘ncoppa… ‘a pizza e niente cchiù!…

Spaghetti a Detroit – Fred Buongusto (1967)

Canzone caratterizzata dalla “voce megafonata”, narra le tristi vicende del protagonista che, disperato, perché abbandonato dall’amata “a malapena riesce a mandar giù” “spaghetti, pollo, insalatina ed una tazzina di caffè”. Sorge spontaneo chiedersi cosa e quanto avrebbe mangiato fosse stato sereno!

Dio mio no – Lucio Battisti (1971)

In questa canzone, che fu censurata perché ritenuta troppo spinta dai benpensanti di allora, il protagonista aspetta “tremando d’amore” che arrivi la sua amata. Nell’attesa lui – divorato dal dubbio che lei venga o no – mette il vino in frigo, prepara il sugo e attende che il macellaio gli porti “bistecche e caviale”. Finalmente lei arriva e “mangia di gusto la carne, il caviale ed il resto”. La canzone termina con delle urla che fanno pensare che i due consumino un rapporto sessuale dopo aver consumato la cena.

La Panzanella – Nino Manfredi (1979)

L’attore Nino Manfredi più volte si è cimentato come cantante, ottenendo anche un discreto successo, basti ricordare “Tanto pe’ cantà”! Nel 1979 propose questo brano nel quale celebrava il gustoso piatto povero, tipico dell’estate laziale: la panzanella. “Una canzone senza senso anzi, col doppio senso”, canta Manfredi, dove si racconta di una calda giornata estiva durante la quale il protagonista attende che arrivi la sua Nella: “Se gli altri vanno al mare a Santa Marinella, mbe’, Nella sta qui, le faccio fa’ la Panzanella”.

Rosalina – Fabio Concato (1984)

È una dichiarazione d’amore per una donna con problemi di peso. Rosalina, è una ragazza solare che si gode la vita ed alla quale piace ridere, scherzare… e mangiare. Passa tutto il giorno in bicicletta per cercare di dimagrire, ma quando rientra in casa la sera “ti sento masticare e quando è sera, sera t’ammazzi con i bigné. Ole!”.

La Nutella di tua sorella – Ivan Graziani feat. Renato Zero (1995)

Ivan Graziani ci ha lasciati troppo presto, dopo averci regalato tante bellissime canzoni a testimonianza della sua profonda sensibilità umana ed artistica. Questa canzone però di certo non rientra tra quelle “bellissime” scritte dal chitarrista/cantautore teramano. In essa si esaltano le virtù terapeutiche della famosa crema di nocciole per cui si invita a non drogarsi ma a mangiare la famosa crema di nocciola, la quale va usata anche in caso di stress ed addirittura quale strumento per eventuali giochi erotici al posto della più “utilizzata” panna.

Concludiamo questa scorpacciata musicale con un buon caffè… anzi con il miglior caffè, quello offertoci da…

Don Raffaè – Fabrizio De André (1990)

La canzone, nata dalla collaborazione fra Mauro Pagani (musica), Massimo Bubola e Fabrizio De André (parole) è una denuncia per la critica situazione delle carceri italiane alla fine degli anni ’80. Essa narra di Pasquale Cafiero, un brigadiere del carcere di Poggioreale corrotto da un boss in galera, il don Raffaè che dà il titolo alla canzone, al quale la guardia offre ripetutamente un caffè esaltandone la eccezionale bontà.

Buon appetito!

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*