Donato lo spadino di Ilio Barontini: “ha insegnato i valori della democrazia e dell’antifascismo”

Si recò in Etiopia per insegnare alle tribù a difendersi dal fascismo

Da sn: Roncaglia, Nocchi, Salvetti e Ritorni. Foto: Va. Cap.
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  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Sulla targa dentro la teca che contiene lo spadino appartenuto a Ilio Barontini c’è scritto: “In memoria di Ilio Barontini per la sua missione in Etiopia dove con il nome di Paulus partecipò alla resistenza contro il fascismo”.

Lo spadino. Foto: Va. Cap.

Questo spadino farà presto parte degli oggetti in esposizione al Museo della Città. Il cimelio è stato donato ieri al sindaco Luca Salvetti da Claudio Ritorni, presidente dell’Associazione Coppa Barontini. “Questo spadino non è solo un cimelio, è un ricordo che consegniamo alla massima carica della città e che verrà posto in un luogo simbolo di Livorno. Ricordare Ilio vuol dire ricordare i valori di democrazia e antifascismo che lui stesso ci ha insegnato”.

“Per me è una grande emozione essere qui – ha continuato il sindaco Luca Salvetti – soprattutto personale perché mio nonno mi raccontava spesso di questo eroe. Voglio usare la parola “resistere” perché lui ha resistito con le sue idee girando il mondo, non solo guardando alla propria città. Questo resistere vale anche per noi per quello che ci accade e per il rischio che abbiamo corso mesi fa, un rischio di chi al nostro grido “viva Barontini” rispose “ah, sì, la gara remiera”.

La Livornina consegnata alla Coppa Barontini nel 2017. Foto: Va. Cap.

Proprio oggi, 22 gennaio, ricorrono i 60 anni dalla morte di Ilio Barontini. Ieri Mauro Nocchi, componente del direttivo della Coppa dedicata al livornese, ha delineato il percorso fatto dal partigiano: “al quale fu chiesto di recarsi in Etiopia – racconta – per cercare di bloccare l’occupazione delle forze fasciste e naziste. Giunto in Etiopia, l’Imperatore gli consegnò lo spadino con cui addestrò le tribù a combattere la dittatura. Rimase in Etiopia 19 mesi e una volta tornato a Parigi, dove si era rifugiato battaglia di Guadalajara, fondò il Gruppo di Assalto di Parigi e fu comandante dei Gruppi di Assalto in Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, partecipò alla liberazione di Bologna decisiva per la cacciata dei tedeschi. Barontini fu l’unico italiano ad aver ricevuto la Bronze Star americana e la Stella Rossa dell’Unione Sovietica, medaglie conferite per atti di eroismo, di merito o di servizio meritevole in zone di combattimento.  Divenne segretario del Partito Comunista e fu tra i padri costituenti. Nonostante una vita così intensa morì durante un sorpasso in automobile assieme ai dirigenti comunisti livornesi Leonardo Leonardi e Otello Frangioni”.

Infine Carla Roncaglia, presidente di Istoreco ha sottolienato l’importanza di questo oggetto perchè è simbolo di una “memoria, fondamentale per l’identità di una comunità”.

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