Distanza, isolamento, muri simbolici o veri: un incontro al Cisternino di Città

Le nuove forme di emarginazione nella società contemporanea

La grande muraglia cinese
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Pubblicato ore 12:00

LIVORNO – Distanza sociale, isolamento sia psicologico che fisico, questo fanno i muri, siano essi veri o simbolici. Venerdì 16 e sabato 17 ottobre il Cisternino di Città ospita il convegno intitolato “I muri crescono. Le nuove forme di emarginazione nella società contemporanea”, con inizio il 16 ottobre dalle ore 9.30 alle 17.

Realizzato a cura di Oami Livorno – associazione di volontariato che si occupa di marginalità e, in particolare, di disabilità e di ogni forma di fragilità – il convegno è stato ideato all’inizio del 2020, quando nessuno si sarebbe mai immaginato lo sconvolgimento degli scenari della nostra vita quotidiana e lo stato d’eccezione che si è posto tra l’individuo e le proprie modalità di legame sociale, modificando alla radice la percezione dell’altro.

“I muri crescono – spiega Pier Giorgio Curti, psicoanalista, responsabile di OAMI Livorno e direttore scientifico del convegno – e cresce la nostra impressione di isolamento. Crescono i muri di plexiglas. Cresce il distanziamento sociale. La divisione tra le persone non è più un nemico da combattere, anzi non basta mai la prudenza, più lontani stiamo dalle altre persone e più viviamo in sicurezza. La distanza non è mai abbastanza”.

Di muri alzati durante la storia ce ne sono molti, prosegue lo psicoanalista: “L’imperatore Quin Shi Huang che nel 215 A.C. inizia la costruzione della Grande Muraglia Cinese, che arriva fino ad oggi; l’imperatore romano Adriano, che intorno al 122 D.C. ha edificato il Vallo con un muro per proteggere l’estremo nord dell’impero dalle invasioni dei britanni. Lo stesso è successo con i presidenti degli Stati Uniti, Bush e Trump e la costruzione del muro di separazione con il Messico. Per non parlare del muro di Gaza e molti altri ancora. I muri proteggono ed emarginano, capaci solo di tutelare i potenti e isolare i deboli che diventano così sempre più deboli”.

Il periodo di svolgimento del convegno è quanto mai pertinente viste le restrizioni portate dal Covid. “Non è poi così scontato ricordare che i muri di mattoni sono solo un’estensione dei nostri muri interni – dice Curti – e così la paura dello straniero acuisce l’esigenza di difesa e l’uomo iper moderno è sempre più assillato dalla pulsione securitaria, concedendo sempre maggiori margini alla propria libertà. Il ricco programma del convegno offre, dunque, un quadro generale dei limiti, dei muri simbolici e fisici, delle prigioni effettive e mentali dentro cui ci costringiamo e della violenza che esercitiamo contro i più deboli per proteggerci dalla paura dell’altro, dello straniero”.

Realizzato in collaborazione con il Rotary Club Livorno Mascagni e con il patrocinio della Regione Toscana, la Provincia e il Comune di Livorno.

Venerdì 16 ottobre

Dopo i saluti delle istituzioni alle ore 10, ad aprire l’incontro sarà un’introduzione di Pier Giorgio Curti (ore 10.30). A seguire (ore 11) il fotografo Francesco Anselmi, con il reportage fotografico realizzato lungo il muro di confine tra Stati Uniti e Messico e – a concludere la sessione mattutina – (ore 12) Darya Majidi, imprenditrice livornese indicata dal quotidiano La Repubblica tra le cento donne che cambieranno il mondo, con il suo intervento dal titolo: “Come abbattere il muro del Gender Gap attraverso le tecnologie”.

Il pomeriggio, moderato dallo psicologo Lorenzo Curti, si apre con una performance teatrale dedicata alla figura di Antigone, con l’attrice Carlotta Bianconi (ore 15). Alle ore 15.30 il filosofo Umberto Curi porterà il pubblico oltre i muri dei penitenziari parlando di una nuova modalità di giustizia. A concludere la prima giornata (ore 16.15), la critica d’arte Antonella Sciarra ci racconterà l’Arte Pubblica e l’orizzonte oltre i muri.

Sabato 17 ottobre

Alle ore 10 si parte con Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale dal 2007, che affronterà il tema delle immigrazioni. A seguire (ore 11.15), in videoconferenza, si parlerà delle nuove forme lavorative legate alla costruzione del futuro della persona con il sociologo Federico Chicchi; la sessione conclusiva (ore 15.30) sarà moderata dalla psichiatra Simonetta Starnini e vedrà protagonisti il filosofo Paolo Ercolani, che tratterà la tematica del muro costruito dalla realtà virtuale e l’architetto Fabio Fornasari, con la sua relazione sui “muri che integrano”.

Per motivi legati all’emergenza Covid il convegno prevede un massimo di 60 posti a prenotazione obbligatoria tramite mail livorno@oami.it oppure chiamando il numero di telefono 0586813861, dalle ore 9 alle 13.

È possibile prenotare anche singole sessioni del convegno.

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