“Dialoghi con Villa Mimbelli” la mostra di Lavorare Camminare tra ricerca dell’Uomo e accoglienza

Inaugurazione venerdì 26 novembre alle ore 17

Il Gruppo di artisti insieme a Cristina Luschi e a Paola Innocenti
Share

Pubblicato ore 15:52

LIVORNO – Pesci, scimmie in legno, finestre con led, i temi di attualità, la voglia di comunicare e l’uomo. È ciò che emerge visitando la mostra “Dialoghi con Villa Mimbelli” che aprirà dopodomani, venerdì 26 novembre, con inaugurazione alle ore 17 ai Granai. Un’esplosione di colori accoglie il visitatore e la voglia di comunicare l’elemento che accomuna le opere degli artisti del Gruppo Lavorare Camminare composto da Manlio Allegri, Fabrizio Giorgi, I Santini Del Prete, Piero Mochi, Paolo Netto e Bruno Sullo, che è venuto a mancare lo scorso anno. Curatore della mostra Ilario Luperini.

Le opere esposte vanno dall’installazione alle tecniche tradizionali, al collage, al plexiglas, all’uso del policarbonato, alla elaborazione digitale. Al centro di tutto c’è l’accoglienza, la frammentazione della vita sociale, la ricerca dell’Uomo, l’inclusione, il rapporto tra passato e presente, la prevalenza dell’essere sull’apparire.

Il Gruppo

“La mostra doveva avvenire nel 2019 ma causa Covid è stata sposata ed è stato un evento buono perché nel 2021 ricorrono dieci anni dalla nascita del Gruppo Lavorare Camminare – ha detto Raimondo Del Prete, presidente del Gruppo e membro del duo i Santini Del Prete – Son tutti artisti che hanno alle spalle la propria carriera e una propria cifra stilistica. L’obiettivo che ha portato alla costituzione del Gruppo, è dimostrare quanto sia possibile passare dall’Io al Noi, cioè sia possibile lavorare insieme con un momento comune di progettazione e gestione”.

Il percorso espositivo

Sono quattro le sale, a spiegare la distribuzione delle opere e i loro significato è il curatore:

“Le prime opere che il visitatore vedrà sono quelle di Fabrizio Giorgi che raccontano antichi segni arcaici e da essi emerge il rapporto tra passato e presente e quale può essere la soluzione per unirli. Segue Piero Mochi che pone l’accento sul tema del pesce su cui molto c’è da dire basti pensare al significato che ha nella cristianità”. Al centro della prima sala troviamo una serie di dipinti che raffigurano i pesci in un’esplosione di colore. Tra le opere in esposizione c’è anche il: “Pesce realizzato con parti di riuso, come i legni. Nelle opere l’artista pone il problema del rapporto tra essere e apparire. Procedendo troviamo Manlio Allegri che lavora molto sul colore e passa dal cubo alla sua frammentazione, cioè la rappresentazione della società che esplode e si frammenta e allora si passa al fu-cubo“.
Nella seconda sala si trovano le opere di Paolo Netto che raccontano l’uomo. Al centro, l’artista: “Realizza un piccola serra con strutture che sembrano imprigionare silhouette di uomini” dice Luperini.
Ancora, nella terza stanza trovano posto le opere dei Santini Del Prete (Raimondo Del Prete e Franco Santini) che: “Con ironia affrontano i problemi di oggi: mascherine, vaccini, Covid e coloro che vengono dal mare“.
Infine, nell’ultima sala le opere di Bruno Sullo: “Che affronta il tema della finestra, qualcosa che si chiude e che si apre, simbolo e volontà di comunicare tra interno ed esterno, idea quindi di accoglienza e ricchezza delle diversità” conclude il curatore.

“Bruno aveva una forte passione per il mondo dell’arte – ha detto Paola Innocenti, moglie dell’artista – negli ultimi trenta anni si era dedicato al tema della finestra. Lui aveva fatto una riflessione sul mondo secondo cui l’esistenza dell’uomo si muove su una logica binaria: bene e male, bianco e nero, una parte contro e l’altra. Pensava che fosse possibile arrivare su una linea di confine per confrontarsi e che avrebbe protetto entrambi i versanti, ha immaginato una serie di varchi per potersi conoscere e la finestra permette di comunicare sperando di arrivare a una situazione di comprensione reciproca”.

Galleria opere

“Questa esposizione – spiega Cristina Luschi, responsabile biblioteche di Livorno – chiude la stagione delle mostre  per il Museo Fattori e Granai che si è caratterizzata per il grande fervore di iniziative. Il bilancio per tutto il settore culturale, delle biblioteche e musei è positivo, nove mostre più gli eventi collaterali, un programma molto intenso per questo 2021 e dimostra quanto la città sia fertile di associazioni, gruppi e fondazioni che fanno cultura. In questi anni di pandemia c’è la dimostrazione che la cultura non è per i cittadini l’ultimo dei pensieri”.

La mostra a ingresso libero, sarà visitabile fino al 24 dicembre con i seguenti orari: giovedì e venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Informazioni: telefono: 0586 – 808001/0586 – 82460.
E-mail: infomuseofattori@comune.livorno.it.
Obbligo di Green Pass.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*