“Defunto… ma non troppo”: tra risate e spunti di riflessione

Intervista a Marco Chiappini che ha scritto il testo dello spettacolo

defunto
Un momento dello spettacolo
  • di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – Tutto nasce da una vecchia leggenda metropolitana da cui Marco Chiappini ha preso spunto per “Defunto… ma non troppo” l’esilarante commedia che torna in teatro domenica 19 novembre al Cral Eni in viale Ippolito Nievo 38 alle 17.15. Sul palco la Compagnia del Sesto Piano formata da Marco Chiappini, Tiziana Foresti, Stefano Valdiserri, Cristina Silvestri, Cristiana Ricci, Michele Pardini e Alessandro Arimondi. Le musiche sono affidate a Matteo Freschi e la regia a Tiziana Foresti. Abbiamo intervistato Marco Chiappini che ha scritto il testo.

defuntoChe tipo di spettacolo attende il pubblico?
Sicuramente divertente, in cui si ride tanto ma si riflette anche, perché si affrontano temi come il disagio giovanile, il rapporto sempre più stretto che le nuove generazioni hanno con i social, o l’eredità contesa, infatti, lo spettacolo mette in luce quello che può arrivare a fare una famiglia davanti alla possibilità di ricevere una cospicua somma di denaro. Da una parte c’è una famiglia che si trova in una situazione non rosea al momento e quindi necessita del denaro, dall’altra invece ci sono gli approfittatori che pur stando bene cercano di mettere le mani sul patrimonio.

Possiamo quindi leggere anche una critica verso chi non si ferma davanti a niente?
Infatti, nella commedia dico una frase molto significativa e cioè: “Lei non si ferma nemmeno davanti alla morte”, tuttavia viene tutto affrontato con comicità e ironia.

Ci racconti la trama in breve?
Un anziano benestante viene conteso da due famiglie che se lo litigano perché sperano che, al momento della sua dipartita, lasci tutti gli averi a una delle due, ma non sempre le cose vanno come si crede. L’anziano muore e iniziano i preparativi per il funerale in una gioia nascosta, ma non troppo, però l’anziano in realtà è colpito da morte apparente e quindi torna in vita ed è allora che subentra lo sconforto. Poi l’anziano muore di nuovo, sarà la volta buona? Non si sa…

defuntoLo spettacolo è già stato rappresentato, come lo ha accolto il pubblico?
Il giorno dopo il debutto, mi trovavo in un bar, si avvicinarono due persone di mezza età e mi ringraziarono perché avevo fatto passare loro un’ora e mezzo lontano dai problemi e dalle bollette da pagare e questa per me è la soddisazione più grande. Al di là di questo, in molti ci hanno fatto i complimenti per via di un testo che è semplice, ben scritto. Il nostro scopo infatti è questo: portare un teatro semplice che abbia dei valori e delle letture di fondo che facciano riflettere. Un teatro capibile da tutti, mai volgare, adatto a ogni tipo di pubblico e che si rifà a Gilberto Govi, ai film di Totò, una comicità che forse oggi si è un po’ dimenticata ma che la gente ha sempre piacere di vedere.

Da dove nasce “Defunto… ma non troppo?”
Da una leggenda metropolitana che mi raccontava mio babbo, di un signore che muore e la moglie lo porta alla camera mortuaria, lo lascia lì e qualche ora dopo, mentre di trova a casa, la moglie sente bussare, apre la porta e si trova davanti il marito, che era stato colpito da morte apparente. Da qui sono partito e poi ho trovato una chiave di lettura diversa puntando anche su temi che si sentono spesso come quello dei classici parenti serpenti.

Dopo il Cral Eni, lo spettacolo andrà in scena fuori Livorno e raggiungerà persino Torino il 17 e il 18 febbraio, per tornare di nuovo a Livorno il 23 marzo stavolta al Centro Artistico Il Grattacielo. Per conoscere tutte le date della Compagnia clicca qui.

Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro per i soci. Info e prenotazioni: 3298137599 o 3890971605

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*