Dall’epidemia di colera agli ex voto del Santuario: ironia e storia livornese sul palco di “Scenari”

Il Festival di teatro di narrazione si avvia alla sua conclusione

Elisabetta Salvatori protagonista sul palco con Fabrizio Brandi e Dimitri Grechi Espinoza. Foto: C. Foschi
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Pubblicato ore 07:00

  • di Gianluca Donati e Valeria Cappelletti

LIVORNO – Penultima serata di “Scenari di Quartiere”, in un doppio spettacolo che si è svolto in due diversi luoghi della nostra città. Mentre nel giardino privato del quartiere Montenero si sono esibiti Fabrizio Brandi ed Elisabetta Salvatori nello spettacolo “Scrupolomanzia”, in quello nel quartiere San Jacopo è stato rappresentato “Facce di libeccio” un monologo di Claudio Monteleone.

Monteleone

Nel giardino le sedie che erano state inizialmente collocate non sono bastate perché sono sopraggiunti altri spettatori che hanno richiesto la disposizione di nuove sedie, sempre nel rispetto del distanziamento sociale anti-covid. Dopo un intervento introduttivo di Marco Leone – direttore artistico di “Scenari di Quartiere” – è salito sul palco Claudio Monteleone con l’abito di scena.

La narrazione si svolgeva a Livorno, nel 1911, durante l’epidemia di colera, il protagonista della storia era “Tisio”. Il tema sullo sfondo era serio, drammatico: la reale pestilenza colerica che colpì nell’11, ma il testo si è avvalso di un tono ironico, labronico, e la recitazione di Monteleone era virata sulla comicità e ha strappato più volte l’ilarità del pubblico.

È stato evidente il collegamento con l’attualità; il parallelismo tra la quarantena dell’inizio Novecento per colera, e quella più recente per Covid-19, invitando così il pubblico a sdrammatizzare e scaricare la tensione accumulata in questi mesi. È stata l’occasione per descrivere uno spaccato della nostra città e della peculiarità dei livornesi, e soprattutto una simpatica raffigurazione di storie e personaggi vivaci, in un canovaccio che non aveva una vera e propria struttura narrativa, e così il protagonista Tisio incrociava personaggi storici di Livorno come il pittore Giovanni Fattori e l’arte dei macchiaioli, oppure satireggiava sulla genialità di Shakespeare e citando il noto dilemma “Essere o non essere”, Monteleone si è agganciato nuovamente all’attualità, ironizzando sulla questione che il dubbio amletico fu il primo referendum della storia. L’unico “compagno” di scena di Monteleone è stato un fiasco, che ha riposato sul palco per tutta la durata dello spettacolo, tranne che in una sola occasione nella quale l’attore vi ha interagito.

Mentre scendeva l’oscurità della sera e l’aria si faceva sempre più fresca, quasi fredda, si percepiva l’umidità e si respirava l’odore dell’erba del giardino, una sensazione particolare che non potrebbe essere possibile in teatro, esemplificando lo spirito stesso di “Scenari di Quartiere”.

  • di Valeria Cappelletti
Brandi. Foto: C. Foschi

Si potrebbe trovare un legame tra lo spettacolo di Claudio Monteleone e “Scrupolomanzia“, quello di Fabrizio Brandi ed Elisabetta Salvatori, andato in scena a Montenero.

C’è da pensare che in una situazione in cui Livorno era preda della peste, i livornesi si siano rivolti, così come spesso accadeva, alla Madonna per chiedere il suo intervento. Ebbene, lo spettacolo dell’inedito duo Brandi-Salvatori parlava proprio dello strano rapporto che i livornesi hanno con la religione e soprattutto con la Madonna. “Il livornese al collo ha la catenina con il ciondolo della Vergine Maria e insieme quello della falce e del martello. Sì, perché il livornese in segreto è devoto alla Madonna” dice Brandi sul palco.

Grechi Espinoza. Foto: C. Foschi

In uno scenario davvero incantevole, tra alberi di ulivi e cipressi, i due attori si sono posti davanti ai leggii e hanno dato inizio alla narrazione, accompagnati dal sax di Dimitri Grechi Espinoza. Elisabetta Salvatori ha iniziato la narrazione raccontando dell’ingresso insieme a Fabrizio Brandi nel Santuario di Montenero, nelle sale degli ex voto, anch’esse in qualche modo narrazioni.

I due hanno raccontato la storia dell’immagine della Madonna che si trova all’interno del Santuario: “È stato un pastore, non sarà mica che la Madonna era in mano ai pisani e allora ha chiesto aiuto al pastorello perché venisse tolta da loro?” dice Brandi. E poi i livornesi comunisti, quelli anticlericali: “Se vuoi far come ti pare vieni a Livorno” scandisce Salvatori.

Tra momenti di ilarità, aneddoti reali e fantasie, lo spettacolo è andato avanti combattendo contro il freddo e l’umido, fino al finale con un ringraziamento di Brandi al pubblico che ha resistito fino all’ultimo.

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