Dalla copia originale delle Livornine all’antico armadio: riapre il museo ebraico Yeshivà Marini:

Per due domeniche si terranno visite guidate

Giornata europea della cultura ebraica tante iniziative a Livorno
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Pubblicato ore 14:00

LIVORNO – Con il bellissimo pavimento a scacchi in marmo bianco e nero e l’armadio di valore storico e artistico risalente alla fine del XVI secolo, il Museo Ebraico Yeshivà Marini che si trova in via Micali 21, rappresenta un vero tesoro che finalmente torna ad aprirsi ai visitatori dopo il lungo periodo di chiusura dovuto al Covid.

Il primo appuntamento è per domani, mercoledì 19, alle ore 10 nel cortile del museo ebraico di via Micali, con l’incontro con “Gli spazzolatori di libri“, che illustreranno la loro attività di preservazione dell’imponente
patrimonio librario della Comunità e le interessanti scoperte che hanno fatto.

Due le visite guidate previste: una domenica 23 maggio, l’altra domenica 30 maggio, alle ore 10. A tutti i partecipanti sarà donato un dolce assaggio preparato dal personale della Comunità ebraica. Domenica 23, per festeggiare la riapertura, sotto la supervisione di Guido Servi, è stato arricchito l’allestimento del matroneo con l’inserimento di una copia originale delle Livornine.

Obbligatoria la prenotazione al 3208887044.

Massimo 15 persone. Se le prenotazioni superano la capienza, verrà effettuato un secondo turno alle 11.30.
Costo euro 10,00 a persona.

Nei giorni di apertura 23 e 30 maggio sarà presente Vanessa Tedeschi con le sue creazioni.

Il museo

Allestito in un’antica Sinagoga è caratterizzato da un bellissimo pavimento a scacchi in marmo bianco e nero, una panca di legno intarsiato, il museo corre lungo il perimetro a eccezione della parete orientale dove, è collocata una bellissima arca lignea Hechal della fine del XVI secolo proveniente dalla prima Sinagoga di Livorno allestita in un ufficio di via Ferdinanda (attuale via Grande).

Quest’armadio ha un grande valore storico e artistico, perché testimonia il primo insediamento ebraico a Livorno. È in legno rivestito da una lamina in oro, è composto da otto ante decorate a girali fitomorfe, mentre il bordo centrale presenta un decoro a baccellatura ed i montanti sono arricchiti da monete e ghirlande di fiori e frutta. La parte superiore è rifinitala da una cupola centrale e due cupole laterali più piccole sormontate da tre fiaccole.

Nel centro dell’aula sono presenti due grandi vetrine in legno e vetro dove è possibile ammirare oggetti di grande valore, ma, soprattutto di grande bellezza. Tra questi due manine in corallo, testimonianza della florida manifattura della lavorazione del corallo gestita da grandi famiglie di ebrei livornesi, la borsa dei Massari interamente decorata con fili d’oro e d’argento, i rimonim, provenienti da varie arie geografiche, ed i tessuti realizzati da maestranze ebraiche altamente specializzate.

Alle pareti vi sono alcuni contratti di matrimonio tra cui uno del 1705 ed uno neoclassico molto raro. Il matroneo al piano superiore è ornato da una grata in legno cesellato, che si affaccia sul Museo.

Salendo un’altra rampa di scale si arriva al matroneo, delimitato da una balaustra in noce. Il matroneo ospita da pochi anni mostre temporanee, al fine di disvelare ai visitatori il bellissimo patrimonio di arte sinagogale conservato dalla Comunità ebraica di Livorno.

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