Da Vasco a Morandi, le trasformazioni di Dario Ballantini emozionano il pubblico di Effetto Venezia

Serata conclusiva con il bòtto in piazza del Luogo Pio

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Dario Ballantini è Vasco. Foto: C. Foschi
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Pubblicato ore 02:57

  • di Gianluca Donati 

LIVORNO – Nella serata finale di Effetto Venezia, Dario Ballantini – già protagonista per la sua bellissima mostra pittorica al Museo della Città – ha divertito, intrattenuto ed emozionato il pubblico anche nelle sue celebri vesti di showman.

Lo spettacolo si è svolto in Piazza di Luogo Pio, sul palcoscenico del mitico “cubo”. Lo show è stato preceduto dalla proiezione di un video musicale di Vinicio Capossela dal titolo “Modì”; una proiezione girata all’interno dei locali del Museo della Città e che alternava inquadrature del cantautore con inquadrature dei dipinti della ormai nota mostra di Modigliani che si è svolta di recente a Livorno.

Marianna Valloggia e Dario Ballantini (Vasco). Foto: C. Foschi

Al termine sono saliti sul palco i quattro musicisti e la cantante che hanno accompagnato Ballantini per tutta la serata: Francesco Benotti alla chitarra, Matteo Balani al basso, Richard Arduini alla batteria, Alessandro Carlà alla tastiera, e appunto la cantante Marianna Valloggia, ed è quest’ultima che parlando al microfono ha introdotto sul palco Ballantini nella sua prima imitazione, quella di Gino Paoli che ha intonato “Non ci sarà un altro amore”; il brano però viene completato dalla Valleggia per consentire a Ballantini di andare dietro le quinte e cambiare personaggio.

Ed eccolo che dopo pochi minuti torna come Vasco Rossi, identico all’originale, che canta celebri brani del “Comandante”, quali: “L’uomo più semplice”, “Non l’hai mica capito (ti voglio bene)”, “Delusa”. Poi prende una pausa per scherzare con il pubblico: “Basta sono troppo stanco, perché sono invecchiato”, suscitando l’ilarità dei presenti; ma poi riprende a cantare e quando si odono le note di “Sally”, è un brivido, anche perché Ballantini è talmente bravo che sembra di sentire il vero Vasco, però, per non prendersi troppo sul serio e per omaggiare i presenti, a un passaggio cambia il testo e cita “Effetto Venezia”. Segue “Quanti anni hai” accompagnato – oltre che dai bravissimi musicisti – dal gioco delle luci. Ballantini non imita perfettamente solo la voce, ma anche la gestualità di Vasco. Chiude con “Rewind” ed esce di scena lasciando il palco alla bravissima Valloggia che interpreta il brano di Marina Rei “Primavera” invitando il pubblico a ritmarlo con il battito delle mani e gli spettatori, che nel frattempo sono aumentati lasciando solo poche sedie vuote, non si fanno pregare.

Dario Ballantini è Gianni Morandi. Foto: C. Foschi

Torna Ballantini, nei panni di Gianni Morandi che interpreta “Un mondo d’amore”. Ma al termine della canzone spara la battuta: “Quando sono arrivato pensavo fossimo a Venezia, non capivo”, e il pubblico ride. L’imitatore e artista livornese scherza con i musicisti, prendendo bonariamente in giro il vero Morandi. Poi riprende a cantare: “Scende la pioggia”, e va in mezzo al pubblico, intermezza la canzone con battute divertenti, i presenti sono sempre più partecipi e divertiti; il talento di Ballantini è contemporaneamente musicale e comico. Esegue altri due classici “Fatti mandare dalla mamma” e “Andavo a 100 all’ora”. Anche Morandi saluta i presenti ed è ancora la volta della cantante che intrattiene il pubblico con un altro brano.

Altra formidabile trasformazione di Ballantini: identico a Umberto Tozzi che canta “Stella stai”, con tanto di chitarra (per immedesimarsi meglio nel personaggio), e poi altre perle tra le quali “Ti amo” (cantata in coro da tutto il pubblico) e “Gloria”.

Dario Ballantini è Zucchero. Foto: C. Foschi

È poi la volta di Zucchero, esilarante e carico, che scalda il pubblico con brani come “Con le mani” e “Per colpa di chi”, “Senza una donna”, “Diamante”. Uscito di scena Sugar Fornaciari, Marianna Valloggia esibisce tutto il suo talento in una straordinaria interpretazione di “The Best” di Tina Turner che manda letteralmente in delirio il pubblico che scandisce il tempo con le mani.

L’ultima incarnazione di Ballantini non poteva che essere la sua maschera più celebre, ovvero, quella dello stilista Valentino, tutto vestito di bianco e con le sue movenze rigide. Scende dal mitico “cubo” del palco di Piazza Luogo Pio facendosi aiutare da un fotografo con cui inscena un simpatico dialogo, va tra la gente, saluta l’amico Solange (Paolo Bucinelli) che è seduto tra i primi posti della platea all’aperto, e diverte il pubblico con una raffica di battute. Un’ultimo brano eseguito dalla band consente a Ballantini di liberarsi del trucco e presentarsi sul palco come se stesso per i ringraziamenti e i saluti finali, salutato da un’ovazione. Alla fine resta la domanda: Dario Ballantini è più talentuoso come pittore o come showman? Arduo rispondere.

Galleria fotografica di Cecilia Foschi.

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