Da “Cavalleria Rusticana” ad “Azzurro” e “Schindler’s list”, Danilo Rea abbraccia tutta la musica

Il pianista ha lasciato il segno al Mascagni Festival

Danilo Rea. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti
  • immagini nell’articolo di Glauco Fallani

LIVORNO – La sua musica ha cullato gli spettatori tutta la sera, mentre il vento soffiava leggero e, alle spalle, il gazebo cambiava colore: rosso, verde, blu, viola. Sul palco solo il piano e le mani leggere di Danilo Rea che hanno danzato sui tasti, mentre il pubblico ascoltava in rigoroso silenzio e si lasciava trasportare dalla melodia.

Aveva avvertito il pubblico fin da subito, poco prima dell’inizio del concerto per la terza serata del Mascagni Festival, che come improvvisatore avrebbe spaziato con voli pindarici a destra e a sinistra, ma forse solo chi lo aveva già ascoltato in altre occasioni poteva capire cosa voleva veramente dire.

Danilo Rea è un musicista eccezionale, di una bravura inimmaginabile e inarrivabile, nel corso della serata di ieri, 4 settembre, ha spaziato senza soluzione di continuità dall'”Intermezzo” di Cavalleria Rusticana a “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André, dalla bellissima e struggente colonna sonora di “Schindler’s list” a “Bocca di rosa” ancora di De André a “Ballando sotto la pioggia“. Quasi due ore di musica no stop, con salti da un brano all’altro con una maestria che ha lasciato tutti sbalorditi.

Ad arricchire il concerto, poi, alle ore 21.50 circa, un imprevisto, sono stati lanciati in cielo i fuochi d’artificio, naturalmente non da parte del Festival, mentre una nave illuminata solca lenta il mare e Rea suonava “Caruso”. Un evento insolito che però non ha fermato il pianista che, una volta terminata l’esecuzione, ci ha scherzato sopra.

I fuochi d’artificio

Tantissimi i brani che Rea ha eseguito: “Besame mucho“, alcuni pezzi da Carmen, la famosa “Libiamo ne’lieti calici” da La Traviata, “Azzurro” di Andriano Celentano, “Tea For Two”, “Tammurriata nera” di Renato Carosone e “Vecchio frack” di Domenico Modugno.

“Pietro Mascagni – ha detto Rea al pubblico – mi ha sempre emozionato moltissimo, forse è il primo grande compositore di quella che è diventata l’opera di oggi, le colonne sonore. Lui ha ispirato tutti quelli che sono venuti dopo”.

Danilo Rea ha regalato al pubblico presente un concerto indimenticabile, di grande intensità e unico nel suo genere.

Le immagini sono di Glauco Fallani

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