“Cose che so che sono vere”, spettacolo del Laboratorio Teatro Goldoni

Due generazioni. Due mondi con valori e sogni diversi

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Pubblicato ore 14:00

LIVORNO – Un nuovo doppio appuntamento in Fortezza Vecchia oggi, giovedì 17, e venerdì 18 giugno alle ore 21, con Studio per “Cose che so che sono vere” del Laboratorio Giovani Adulti della Fondazione Teatro Goldoni per Palcobaleno, la programmazione del Teatro Goldoni in Fortezza Vecchia in collaborazione con Menicagli Pianoforti.

Studio per “Cose che so che sono vere” è un’ode alla famiglia ed un omaggio a tutte le madri, i padri, le figlie o i figli, le sorelle o i fratelli, le mogli e i mariti. È un’indagine sulla famiglia e sulla complessità delle relazioni che s’intrecciano al suo interno. È una storia che parla dell’amore che ci lega a quella stretta cerchia di persone così preziose nella nostra vita e di come a volte se ne possa dare troppo ed altre non se ne riesca a dare abbastanza e su quanto non sia facile conoscere la giusta via di mezzo.

È la storia di una coppia di genitori (Bob e Fran) e del viaggio compiuto dai loro quattro figli (Mark, Pip, Ben e Rosie) per crescere, trovare la propria identità e compiere quelle scelte che li condurranno a diventare adulti. Non è facile essere genitori: crescere dei bambini ed imparare ad essere una buona squadra. È difficile capire quando quelli che erano bambini sono diventati donne e uomini che hanno il diritto di essere lasciati andare, di essere liberi, di sbagliare, di imparare. Di scegliere. Spesso il futuro che i genitori sognano per i propri figli non è quello che i figli sognano per se stessi; proprio come le scelte compiute dalle madri e dai padri nel corso di tutta una vita sono spesso vecchie e incomprensibili per i giovani. Due generazioni. Due mondi con valori, aspettative e sogni diversi e lontani, che solo l’amore è capace di tenere insieme. Le persone non sono perfette. Anche le persone che ami. Specialmente le persone che ami. Amare un figlio, una madre, un padre, un fratello, una sorella, un uomo, una donna, per quello che sono, per quello che sono capaci di dare e per la fragilità che risiede in ognuno di loro, ed in ognuno di noi.

Studio per “Cose che so che sono vere”, ispirato dalla famiglia raccontata dall’autore australiano Andrew Bowell, è uno spettacolo che percorre il tempo di un anno, attraversando le quattro stagioni. Quattro, come i figli della famiglia Price. È uno spettacolo che ci ricorda che amare è un atto di coraggio: il coraggio di essere vulnerabili. Di legarsi a qualcuno che un giorno potrebbe non esserci più. Amare significa anche accettare il rischio di perdere. Ma ne vale la pena, perché riceviamo in cambio il dono più grande di tutti: aver condiviso una parte della nostra vita. Esserci nutriti l’uno dell’altro ed essere persone migliori grazie a quello che l’altro ci ha permesso di diventare. Niente rimane immutabile per sempre ma qualsiasi cosa accada dobbiamo ricordare che non è finita. Che la vita va avanti. Che altri cari hanno bisogno di noi e sono lì per noi. La nostra famiglia.

Mise en espace: Annalisa Cima e Mauro Pasqualini fotografie e grafica Matteo Morsellino e Francesco Poggiali con le allieve e gli allievi del Laboratorio Giovani Adulti della Bottega d’Arte – Teatro Goldoni: Chiara Bersotti,
Virginia Di Lazzaro, Valentina Donzella, Margherita Ferrini, Marta Serraglini, Nicola Filippi, Riccardo Massucco, Matteo Morsellino, Alessio Staccioli, Matteo Trematerra, Ilaria Moriconi, Chiara Vaiani, Giacomo Favilli, André
Fournier, Mattia Lombardi, Matteo Marrucci, Leonardo Cavalieri, Rinaldo Merelli, Francesco Poggiali, Rebecca Lucchesi, Ambra Passetti, Marta Rizzo, Francesca Vigneri

BIGLIETTI Posto Unico non numerato: Scuole e Laboratori € 5, Scuole danza, Cori e Compagnie locali € 7 La
biglietteria sarà aperta dal 3 giugno da martedì a sabato ore 10/13 e i giorni di rappresentazione nel luogo di
spettacolo 2 ore prima dell’inizio. Biglietti in vendita On line su goldoniteatro.it Info 0586204237 – Biglietteria
0586204290.

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