“Corea, una questione di geometrie”, un racconto di grande impatto emotivo

Il nuovo monologo di Fabrizio Brandi letto da Enrico Pompeo

Enrico Pompeo
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Pubblicato ore 12:01

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – C’è un che di magico nel teatro di narrazione, forse perché abolita per sempre la quarta parete, attore e pubblico formano un “unicum” empatico in cui chi sta sul palco narra cose e fatti in cui gli spettatori si
riconoscono acquistando una consapevolezza complessiva che è molto simile al processo catartico che è poi uno dei fini a cui il teatro deve tendere: la rappresentazione tramite l’attore-demiurgo coinvolge gli astanti che se ne sentono parte.

È successo ieri, 16 giugno, durante la performance “Corea, una questione di geometrie” di Fabrizio Brandi con la collaborazione di Enrico Pompeo che ne è stato anche il bravo interprete: piazza Saragat era gremita di persone che di Corea, di quella Corea di tanti anni fa ne hanno fatto una bandiera, un’eccellenza di cui sono ancora fieri.

Pensare che Corea, dopo il disastro della guerra, era poco più di un ampio triangolo di terreno fra l’Aurelia e il cimitero dei Lupi, fra paludi, campi e fenicotteri, così almeno vuole la vulgata, fra lo Stanic e via Provinciale Pisana.

Lo spettacolo fa parte degli eventi di “Geometrie esistenziali” che intendono portare valorizzare i quartieri Corea e Shangai e farli conoscere anche a chi non è residente.

Nella narrazione di ieri sera, la storia del quartiere è stata racconta con grande passione, coinvolgendo il pubblico nei ricordi: Corea un quartiere ghetto costruito dopo l’esperienza delle famigerate “baracche”, per ridare dignità a centinaia di sfollati senza casa. In una città che era stata costruita intorno al pentagono del Buontalenti ora arrivava il triangolo di Corea! Un’identità rionale che faceva fatica a decollare un po’ perché fuorimano e difficilmente raggiungibile, un po’ perché il nome COREA evocava luoghi lontani, in guerra, una realtà emarginata che i livornesi facevano fatica a riconoscere.

Un’ora di narrazione di grande impatto emotivo che mostra la grande bravura di Brandi che si è documentato raccogliendo le testimonianze dei residenti per quasi un anno e che Enrico Pompeo ha saputo magistralmente
trasmettere agli spettatori coreani e non, che avevano vissuto quell’esperienza irripetibile, un’esperienza che ha poi segnato la vita di molti.

Nel racconto portato in scena si è parlato anche di don Alfredo Nesi (è stata proprio l’Associazione Nesi/Corea a organizzare questo festival) che alla fine degli anni 50 arriva in questo quartiere. Nesi è un prete scomodo anche alla curia che trasformò il rione nel fulcro propulsore della realtà livornese: studio, scuola, assistenza sociale, lavoro erano le sue partole d’ordine , ma soprattutto scuola come mezzo di informazione e comunicazione perché questo prete, che era stato amico di Don Milani, sapeva che senza un uso appropriato della parola non si va da nessuna parte.

E a Corea cominciarono ad arrivare tutti i livornesi illustri e anche gente da fuori che voleva conoscere il miracolo che Nesi aveva creato: una scuola sperimentale che divenne un modello per tante altre in Italia, il servizio di quartiere, gli incontri, i liberi dibattiti che ne fecero un punto di incontro di genti e culture diverse. Arrivò Ingrao, Nilde Iotti, Gianni Rodari, La Pira, Terracini, Paietta sotto lo sguardo attonito del PCI di allora, perché quel prete aveva fatto il miracolo, proprio lui il prete ruvido il cui motto “ai poveri le cose migliori “ divenne un mantra che ripeteva sempre, anche quando, all’inizio degli anni ‘ 80, decise che il suo compito a Livorno era finito e andò nella parte più povera e disgraziata del Brasile a continuare la sua opera.

Si dice che qualche volta un fenicottero rosa appaia ancora in Corea ammiccando al cielo verso qualcuno che solo per caso non c’è più a che in realtà non ha mai lasciato il suo amato quartiere.

“Geometrie esistenziali” prosegue anche oggi con animazione per bambini e “Yoga della risata”, con la visita agli affreschi della Chiesa di Nostra Signora di Fatima (solo su prenotazione scrivendo ad: associazione@associazionenesi.org) e con due spettacoli teatrali “I racconti dei saggi samurai” con Francesco Cortoni e Alessia Cespuglio e “Like” con Stefano Santomauro. Si terrà anche la presentazione del libro dedicato al cinema di Pier Paolo Pasolini e con il concerto omaggio a Lucio Dalla.

Il programma di oggi (tutti gli eventi sono gratuiti)

Parco Baden Powell
ore 17.30 animazione per bambini e “Yoga della risata”;
ore 18-19 visita agli affreschi della Chiesa di Nostra Signora di Fatima in Corea con il professore A. Marchioni.
ore 18-19 “I racconti dei saggi samurai” spettacolo con Francesco Cortoni e Alessia Cespuglio.

piazza Fratelli Bandiera
ore 17 mostra fotografica di Luana di Dio a cura di Istoreco.
ore 17.30 “Parliamone… incontro in piazza sul gioco d’azzardo” per il progetto Game-L-over;
ore 19-20 “Like” spettacolo con Stefano Santomauro.

via La Pira, 11
ore 17.30-18 Enzo Favero presenta il libro “Lo spazio e il deserto nel cinema di Pasolini” di Paolo Lago;

piazza Saragat

ore 21 “Isole del gesto” performance a cura di Atelier delle Arti, ideazione Chelo Zoppi;
ore 21.30 “Com’è profondo il mare” omaggio a Lucio Dalla con Tommaso Novi, Giulia Pratelli, Luca Guidi e Giorgio Mannucci.

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