Compleanno di Modigliani: serata tra arte, musica e proiezioni

L'artista labronico avrebbe compiuto 136 anni

compleanno modigliani
Un momento del dibattito. Foto: Furio Pozzi
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Pubblicato ore 16:00

  • di Gianluca Donati

LIVORNO – “In Modigliani si ritrovano alcune caratteristiche che erano tipiche del suo periodo, un Decò elegante negli anni Venti, un anticlassicismo della piattezza e della linea negli anni Trenta, un espressionismo dolente negli anni Quaranta e Cinquanta. C’è stato sostanzialmente un Modigliani per decennio che è stato così facilmente tradotto”, così Flavio Fergonzi, professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea della Scuola Normale Superiore di Pisa intervenuto durante la serata in Fortezza Vecchia.

Ieri, domenica 12 luglio, Modigliani avrebbe compiuto 136 anni, e Livorno lo ha festeggiato in Fortezza Vecchia con la quinta edizione di “Modigliani – Livorno: talk show tra arte, cultura e musica”, un evento ideato e organizzato dall’Associazione di volontariato Reset, con il patrocinio del Comune di Livorno e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

La mostra di Andrea Dani. Foto: Furio Pozzi

La serata ha accolto anche la mostra di fotografie del progetto Modì/Dani del fotografo e artista Andrea Dani: una serie di celebri ritratti di Modigliani sovrapposti in fotomontaggio dinanzi a delle belle fotografie raffiguranti degli squarci di Livorno.

Ieri sera, in breve tempo un folto pubblico ha preso posto nelle poltroncine nella splendida cornice della Fortezza Vecchia, a fare gli onori di casa il sindaco Luca Salvetti e l’assessore alla cultura Simone Lenzi, oltre ai rappresentanti dell’Autorità portuale. A moderare il giornalista Alessandro Guarducci. Sono intervenuti l’architetto e docente di storia d’arte Corrado La Fauci, l’artista e studioso di storia dell’arte Umberto Falchini, il critico ed esperto d’arte Laura Moreschini, il professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea della Scuola Normale Superiore di Pisa Flavio Fergonzi, e il critico d’arte e collezionista Carlo Pepi.

Qualche difficoltà

Gli interventi sono stati intervallati da deliziosi stacchi musicali del gruppo jazz JBJ Trio. Non tutto però ha funzionato al meglio nella serata. Il telo sullo sfondo sul quale erano proiettate le immagini delle varie opere illustrate e spiegate dagli esperti ospiti, era posto troppo in basso e la scenografia sul palcoscenico vi si sovrapponeva, impedendone la visione a gran parte del pubblico. Il professor Fergonzi poi – impossibilitato per ragioni personali a essere presente – si è collegato online, ma la connessione in più momenti non era dei migliori, rendendo difficile seguire il suo intervento, già di per sé piuttosto complesso. Complice anche un forte vento che ha cominciato a soffiare forte quasi sin dall’inizio della serata, ha costretto mezzo pubblico ad andarsene.

La prima mostra di Modì

Falchini e La Fauci. Foto: Furio Pozzi

Umberto Falchini ha raccontato un evento molto importante della vita di Modigliani: “L’unica mostra personale di Amedeo Modigliani si svolge tra il 3 dicembre al 30 dicembre nel 1917 – ha esordito – nella Galleria Berthe Weill e sarebbe dovuta essere la prima della sua carriera. Ma accadde qualcosa d’incredibile: le opere esposte sappiamo essere 32; la galleria era molto luminosa con delle vetrate, e la gallerista decise di mettere i nudi esposti verso la strada. La galleria viene così aperta al pubblico, la gente affluì e cominciò ad avere un certo effetto. A un certo punto arrivò un poliziotto in borghese inviato dal commissario e disse che i nudi esposti erano visibili dalla strada. La gallerista ribatté che sono solo dei dipinti e che nell’arte non era la prima volta che era ritratto il nudo. Ma il commissario ribatté che i cittadini avevano protestato per quei dipinti esposti pubblicamente e che la mostra andava chiusa perché considerata oscena”.

Tra i dipinti proiettati alle spalle di Falchini “Nudo rosso o nudo disteso con braccia aperte”, che Falchini descrive così: “Questo dipinto di nudo è di una sensibilità formale monumentale e di un’eleganza incredibile; nei nudi Modigliani non è mai pornografico, e questo volto è il ritratto della ragazza con la camicia bianca e la cravatta nera”.

La poetica di Modigliani

“Io voglio parlare dal punto di vista dello storico dell’arte – principia Flavio Fergonzi in collegamento – e spiegare la poetica di Modigliani; poetica è una parola complicata da trattare per la vicenda di quest’artista; alcuni artisti della sua caratura e del suo periodo, decisero di parlare, scrivere, esprimere le loro idee, i loro pensieri, del loro percorso artistico, invece di Modigliani nessuna dichiarazione, solo qualche frammento”.

Ipotesi per una mostra ideale

Il pubblico. Foto: Furio Pozzi

“Qual è a mio avviso la mostra ideale per rappresentare l’artista? – si domanda Laura Moreschini – Io mio occupo di arte, principalmente di arte italiana della fine dell’800 e primi del 900, l’approfondimento di ogni artista è quello di una ricostruzione filologica, il percorso insieme biografico e artistico di cui si cerca notizia nei vari archivi, per rintracciarne il cammino. Al termine di questo lavoro si può, davanti ad una visione completa dell’operato di un artista, affrontare l’organizzare di una mostra: il percorso espositivo che raccolga le informazioni che dalle opere giovanili arrivino fino alla maturità. Nell’intento di preparare una mostra su Modigliani, il mio contatto preferenziale con l’artista è stato immancabilmente segnato dall’incontro con Carlo Pepi. Numerose sono state le mostre dedicate a Modigliani dopo la sua morte, non tutte accorte a non esporre opere non autentiche del grande artista labronico”.

Puccini e Modì

A concludere la serata, Carlo Pepi che ha parlato anche del pittore Mario Puccini di cui quest’anno ricorre il centenario della morte avvenuta il 18 giugno 1920: “Era contemporaneo di Modì; uno dei tanti pittori che convenivano al caffè Bardi, e nella sua combriccola incontrava anche Amedeo Modigliani, che era stato grande ammiratore dell’arte di Fattori. Se si confrontano le opere di Modigliani con quelle di Fattori si osserva che il segno di Fattori diventerà poi quello di Modì che poi elaborerà e svilupperà. Entrambi erano protesi verso l’arte contemporanea, intravedendo l’avvento dell’astratto”.

Immersiva

Dopo l’intervento di Carlo Pepi, Immersiva ha proiettato le immagini dell’evento che si è tenuto a gennaio alle Terme del Corallo.

Sì ringrazia FurioPozzi per le fotografie.

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