“Colonna” di Nagasawa e due busti antichi. Al Museo della Città arrivano nuovi “Inciampi”

Inaugurazione domani dalle 18.30, visibili fino al 29 settembre

due nuovi inciampi arricchiscono il museo della città
I soggetti che hanno preso parte al progetto intorno a uno dei busti restaurati
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Il Museo della Città si arricchisce di nuovi “Inciampi” (progetto a cura di Paola Tognon direttrice scientifica dei musei civici livornesi), si tratta della grande scultura in marmo intitolata “Colonna” dell’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa che dialogherà con il “Grande rettile” di Pino Pascali e sarà esposta nell’ex chiesa del Museo; e di due busti antichi appartenenti alla Congregazione olandese-alemanna che si trovavano nel cimitero di via Mastacchi e lo scorso inverno, dopo un temporale, hanno subito grossi danni.

Inaugurazione e dibattito

Il busto del guerriero più giovane

L’inaugurazione delle opere, contrassegnate come Inciampo 16 (“Colonna” di Nagasawa) e 17 (i busti) si terrà domani, 1 giugno, dalle ore 18.30 alle 20.30. Ad arricchite l’evento, l’incontro-dibattito sul dialogo tra la “Colonna” e il “Grande Rettile” e sulla storia e sull’opera di restauro dei due antichi busti in marmo alla presenza di artisti, autori e critici. Le opere rimarranno esposte fino al prossimo 29 settembre.

“Il Museo della Città si sta riempiendo di “inciampi” ed è bellissimo – ha detto Paola Tognon – abbiamo opere che vanno dal Seicento all’età contemporanea. I due busti poi, sono un invito anche ai giovani, agli studenti affinché si interessino alla nostra storia e dunque al nostro futuro”.

“Questo Museo – ha proseguito Francesco Belais, assessore alla cultura – è un catalizzatore di energie culturali che rende viva la città. Poco prima dell’apertura della struttura in molti affermarono che il Museo sarebbe stato una cosa ingessata, invece noi abbiamo lavorato controcorrente creando qualcosa che è in continuo divenire e sono contento di aver smentito queste voci”.

“Colonna”

L’opera “Colonna”

È una tra le più stupefacenti opere di Nagasawa, esposta alla Biennale di Venezia nel 1972, anno della sua realizzazione, e al Louisiana Museum nel 1974, è una grande e possente scultura che poggia a terra e si compone di undici sezioni di marmo per una lunghezza di circa sette metri. “Gli undici pezzi di marmo – ha spiegato Tognon – sono di vari colori, provenienti da luoghi diversi e lontani, distanti tra loro anche centinaia di chilometri. Tra ciascun marmo c’è uno spaio di un centimetro che sta a indicare la storia di ognuno e la sua distanza dagli altri”.

L’artista

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L’allestimento dell’opera

Nagasawa, nasce in Giappone, dopo una laurea in architettura a Tokyo, decide di lasciare il suo paese natale e fare il giro del mondo in bicicletta, arriva a Istanbul, attraversa il Bosforo e sbarca in Italia fino a raggiungere Milano dove la sua bicicletta viene rubata e questo segna il suo destino e l’inizio di una nuova vita. Milano, città che in quegli anni viveva un grande fervore sociale e culturale, diventa sua città di adozione; qui entra in contatto con Enrico Castellani, Luciano Fabro, Mario Nigro, Athos Ongaro e Antonio Trotta, con i quali stringe un lungo sodalizio intellettuale e artistico. La ricerca di Nagasawa, permeata dalla filosofia orientale, affonda però le sue radici e la sua pratica nella cultura di origine e in quella di adozione, culture tra le quali l’artista costruisce ponti e relazioni di senso, con opere dall’alto valore simbolico e poetico in cui si fondono sincreticamente eredità spirituali dell’Oriente e dell’Occidente.

I busti

Si tratta di due soldati in uniforme da parata, uno più anziano e l’altro più giovane, entrambi provenienti dal cimitero della Congregazione olandese-alemanna di via Mastacchi. Le due opere che si trovavano in un cattivo stato di conservazione entrambe senza naso, ricoperte da una patina nera, sono state sottoposte al restauro dal marzo 2019, del laboratorio Ergo Tèchnes di Alessandra Ascenzi.

due nuovi inciampi arricchiscono il museo della città
Alessandra Ascenzi

“I due busti sono stati puliti fino a riportare alla luce dettagli che prima erano nascosti come la presenza di un giglio fiorentino sulla spalla del guerriero più anziano e del dettaglio della testa di un drago. Inoltre abbiamo dovuto realizzare due nuovi basamenti sostituendo quelli vecchi in cemento con nuovi perni in acciaio inox” ha detto Ascenzi.

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Olimpia Vaccari

“Questi busti – ha detto Olimpia Vaccari, vicepresidente del Rotary Club Livorno – facevano parte di un corredo di sepoltura spostato dal vecchio cimitero che sorgeva nell’attuale via Garibaldi a quello di via Mastacchi dove furono trasferiti nel 1924. Non sappiamo dire chi abbia realizzato le due opere, né l’identità dei due guerrieri”.

Grande la gioia da parte di Ennio Weatherford, presidente della Congregazione Olandese Alemanna: “Questo restauro non dà solo alla Congregazione la possibilità di presentari si nuovo a Livorno ma dà alla città qualcosa da proteggere. Abbiamo finalmente un luogo che può accogliere queste opere, oggi la nostra città ha qualcosa di veramente importante. Il Museo della Città si riempie di profumo di storia, la nostra storia, la nostra bellezza.E prorprio oggi abbiamo ricevuto una email dal Ministero della Cultura olandese che ha accettato di partecipare al progeto di recupero del cimitero”.

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