Claudio Marmugi e Paolo Migone a Effetto Venezia: doppio show a suon di risate

La manifestazione riparte con altri tre giorni di spettacolo

Claudio Marmugi sul palco di piazza XX Settembre
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Pubblicato ore 02:06

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Due comici, uno livornese puro sangue, l’altro come dice lui stesso “trapiantato a Livorno”, due personaggi molto amati e conosciuti dai cittadini labronici, entrambi hanno portato sul palco risate e leggerezza in questa quarta serata di Effetto Venezia. Stiamo parlando di Claudio Marmugi e Paolo Migone, il primo si è esibito in piazza XX Settembre con il monologo “Tanto per ridere… tanto”, il secondo in piazza del Luogo Pio con “Completamente spettinato”.

A introdurre lo spettacolo di Marmugi sono stati come sempre il trio composto da Eleonora Zacchi, direttore artistico del Grattacielo e nel ruolo di curatrice degli spettacoli, insieme a Luca Salemmi e Riccardo De Francesca che ha raccontato la storia del mercatino americano, un tempo, ubicato proprio in piazza XX Settembre.

Claudio Marmugi

Marmugi si è presentato al pubblico con indosso una tuta bianca, un paio i guanti che si usano per lavare i piatti, un giubbotto catarifrangente, una maschera da sub e un caschetto (riprendendo i personaggi di un video musicale americano), esibendosi subito in un ballo in stile rap. “Ora si va al mare così – ha detto – anche i livornesi, ma poi quando arrivi sugli scogli si tolgono tutto” e così fa Marmugi che si disfà della tuta restando in pantaloncini corti e indossando una maglietta.

Divertente il racconto dei gabbiani notturni che impediscono ai residenti di via Garibaldi, e allo stesso Marmugi, di dormire e dei “tarponconiglio” come definisce il comico l’unione tra il “tarpone” (il topo di grandi dimensioni) e il coniglio, quando rievoca i fasti del Parterre.

Tra i vari sketch merita senz’altro ricordare l’adattamento della canzone “Acqua e sale” cantata da Mina e Celentano che Marmugi ha ripensato con un dialogo tra marito e moglie che discutono sull’andare al mare oppure no. Il pubblico gradisce, applaude e ride di cuore. “Quando arriva un turista a Livorno e ci chiede cosa c’è di bello da vedere – racconta – noi rispondiamo <<Deh a Livorno? Ci sono tante cose da vedere>> poi però ci perdiamo e allora diciamo al turista <<Sei già stato alla Coin?>>”.

Ma lo spettacolo del comico livornese non è solo divertente, il finale è una denuncia nei confronti di chi trovandosi in una posizione di rilievo si fa beffa degli altri, non pensando alla salute dei consumatori o dei cittadini.

Paolo Migone. Foto: C. Foschi

Finito lo spettacolo di Marmugi, alle 22.30 in piazza del Luogo Pio inizia il monologo di Paolo Migone, lui parte dalla coppia, dalle difficoltà, dalle abitudini, dai vizi che si fanno strada in una relazione, ma è quando parla dei livornesi che il pubblico più si sente coinvolto, sebbene lui non sia labronico: “Ma ormai radicato a Livorno“.

Esilarante il racconto del livornese che decide di andare a farsi il tatuaggio o di quello che sugli stabilimenti balneari si trascina dalla doccia al gabbione.

Migone riesce a cogliere le abitudini che rendono il popolo labronico davvero originale. Un’ora di divertimento, tra battute, frasi a volte molto colorite, in perfetto stile Migone, c’è spazio anche per alcuni aneddoti molto divertenti legati ai comportamenti assunti da uomini e donne quando si trovano all’Ikea.

Due serate divertenti il cui  unico obiettivo è stato far ridere il pubblico, regalando un momento di spensieratezza.

  • Claudio Marmugi

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