Horror Movies. “Non aprite quella porta”: puro terrore firmato Tobe Hooper

Con il terrificante personaggio di Leatherface

non aprite quella porta
Un'immagine tratta dal film
  • di Gianluca Donati:

Nel 1974 uscì nelle sale cinematografiche un film che sconvolse il pubblico e che avrebbe segnato una svolta nella storia del cinema thriller-horror; stiamo parlando di “The Texas Chain Saw Massacre” che in Italia sarà conosciuto con il fortunato titolo di “Non aprite quella porta“.

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Leatherface

La pellicola è diretta da Tobe Hooper, un regista statunitense che si rivelerà fondamentale nel genere horror, infatti, si cimenterà in molti altri titoli del genere. “Non aprite quella porta” è un film particolare, essendo un horror indipendente, girato a basso costo, inoltre ebbe il merito di lanciare il terrificante personaggio di Leatherface che è il vero protagonista dell’intera saga cinematografica inaugurata da questa pellicola; un uomo apparentemente sadico e crudele, ma che in realtà uccide solamente perché è un ritardato mentale e nella convinzione di essere minacciato assieme alla sua famiglia. Leatherface è celebre per indossare sul viso sfigurato una maschera fatta di pelle umana e per l’uso di una motosega, che usa come arma per uccidere le sue vittime.

La storia si svolge nello stato del Texas, dove giungono per un week-end a bordo di un furgoncino, un gruppo di cinque studenti del college: Sally, Pamela i loro rispettivi fidanzati Jerry e Kirk, e Franklin, il fratello di Sally, immobilizzato su una carrozzella. Nella zona, le autorità stanno indagando su terrificanti profanazioni di tombe, dove a diversi cadaveri sono stati amputati gli arti e la testa. Il gruppo di ragazzi trova la casa del nonno di Franklin, ma scoprono che è completamente inabitabile. Rimasti senza benzina, i ragazzi raggiungono una casa abitata da una famiglia di macellai che si riveleranno dei pazzi assassini, tra i quali spicca il gigantesco Leatherface. I ragazzi verranno selvaggiamente uccisi e Sally sarà l’unica superstite.

Quando il film uscì in Italia nel ’74, la pellicola si concludeva con una didascalia che spiegava che gli assassini sarebbero stati arrestati e condannati alla sedia elettrica, mentre Sally sarebbe finita ricoverata in una casa di cura. Queste scritte tuttavia erano state inserite in Italia e saranno eliminate nel ridoppiaggio del 1994, anche perché incongruenti con i capitoli successivi della saga: il film, infatti, avrà diversi sequel, e come purtroppo è oramai nella tendenza moderna del cinema americano, non si sono fatti mancare prequel, remake e versione 3D.

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La scena della cena

“Non aprite quella porta” è uno dei film più efferati che io abbia mai visto, capace di suscitare vero terrore: l’entrata in scena di Leatherface che appare all’improvviso alla porta, in penombra e tramortisce con un violento colpo uno dei ragazzi, è da brivido, e magistrale è la delirante scenografia dell’interno della casa, come la stanza da macellaio, o l’indimenticabile scena della cena con Leatherface e la sua famiglia. Il film rientra nel tipico filone del gruppo di amici che intraprende un viaggio e finisce in un luogo isolato e di morte. Probabilmente a questo film s’ispirò anche Sam Raimi quando scrisse e girò “La casa”, con la variante che mentre il film di Hooper è un thriller che narra di assassini seriali, la pellicola di Raimi sarà un horror che racconta di eventi soprannaturali, probabilmente ibridando lo spunto di Hooper con “L’esorcista” di Friedkin.

“Non aprite quella porta” è uno dei film indipendenti di maggior successo della storia del cinema e fu presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 1975. La voce narrante del film, afferma che la storia ripropone fatti reali, in realtà è solo parzialmente ispirato alla storia del serial killer del Wisconsin Ed Gein, il regista perciò ebbe l’idea di dare al film il taglio di un falso documento per terrorizzare maggiormente il pubblico, obiettivo pienamente centrato. L’idea che Leatherface fosse un ritardato mentale e non parlasse non era presente nella sceneggiatura originale, ma fu suggerita dall’attore Gunnar Hansen che interpreta il personaggio e per prepararsi al ruolo, si recò in una scuola per disabili.

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