Ciak Vintage. “Rocky”, un cult girato in appena 28 giorni

Vincitore di tre Oscar, miglior film, miglior regia, miglior montaggio

rocky
Rocky sfida Apollo Creed

 di Gianluca Donati

Rocky è un film del 1976 diretto da John G. Avildsen, vincitore di tre Oscar (miglior film, miglior regia, miglior montaggio), ben diretto, ma il merito principale della riuscita del film fu secondo me di Stallone, che oltre a interpretare (bene) la parte del protagonista, scrisse il soggetto e la sceneggiatura.

Per l’originalità della storia, il modo perfetto con il quale è sviluppata, i dialoghi e la caratterizzazione impeccabile dei vari personaggi (soprattutto: Rocky, Adriana, Paulie e Mickey).

rockyQuesta è una delle sceneggiature più riuscite della storia di Hollywood, tanto che fu candidata all’Oscar, come pure Stallone nella sezione miglior attore protagonista, diventando così il terzo uomo nella storia del cinema – dopo Charlie Chaplin e Orson Welles – a ricevere la nomination sia come sceneggiatore che come attore per lo stesso film.

Com’è noto Rocky ha avuto cinque seguiti (troppi), Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Rocky V e Rocky Balboa, e uno spin-off: Creed-Nato per combattere (2015), però, il primo film è nettamente il migliore della saga (e il miglior film della carriera di Sly), e sarebbe stato preferibile non darne seguito; la storia di Rocky è talmente bella e originale che i sequel hanno un po’ sciupato l’idea di partenza.

La forza del film consiste nel fatto che pur perdendo, Rocky vince, perché ha comunque dimostrato al mondo, ma soprattutto a se stesso, il suo valore di sportivo e di uomo.

Il sequel, poi, nel quale il protagonista ottiene la rivincita che lo proclama nuovo campione, seppur bello soprattutto sul piano della spettacolarità, risulta superfluo e non aggiunge molto al messaggio che era già stato trasmesso nel primo episodio, per poi scadere gradualmente e inesorabilmente nel “fumetto d’azione” con i capitoli successivi della saga.

Parallelamente alla battaglia personale di Rocky, assistiamo a quella di Adriana che lotta per liberarsi dalla sua condizione di vita, diventando sempre più autonoma e indipendente dal fratello Paulie.

rocky
Rocky vs Ivan Drago, 4° episodio

Vincendo progressivamente la sua timidezza e introversione, la donna alla fine trova la forza e il coraggio di salire sul ring e gridare l’amore per il suo uomo.

Rocky è uno dei più efficaci manifesti dell’”elogio dei vinti“, della “nobiltà della sconfitta”. I personaggi del film sono (a parte Apollo Creed), tutti dei perdenti: Rocky è un pugile che combatte nel sottoclu e che si trova per caso a disputare il match della sua vita, l’occasione di dimostrare di poter competere con il campione del mondo, che poi è una grande metafora sulle contraddizioni del sogno americano.

Adriana è una donna fragile, assoggettata dal fratello geloso e possessivo. Lo stesso Paulie è un fallito, insoddisfatto del suo lavoro e della sua vita, che vive come un parassita esigendo sempre che gli altri facciano qualcosa per lui.

Mickey un manager esperto, ma “campione mancato”, che cerca di sfruttare l’occasione capitata a Rocky per avere anch’egli la sua ora di gloria.

rockyPersonaggi molto realistici, umani, che si muovono in una Filadelfia fotografata per tutta la durata del film con colori smorti, con dominati sul grigio, come grigia è la tuta con la quale Rocky si allena in palestra e per le strade mattutine e deserte della città.

Il film fu realizzato in appena 28 giorni con un budget di 1,1 milioni di dollari, incassandone 225 risultando un grande successo di pubblico oltre che di critica.

Sly per il personaggio di Rocky e la storia, s’ispirò al vero pugile semisconosciuto Chuck Wepner che passò alla storia per un incontro con Muhammad Alì, nel quale più volte mise in seria difficoltà il campione, mettendolo addirittura al tappeto durante la nona ripresa. Stallone assistette al match che gli ispirò il film.

Rocky è stato il primo film nel quale fu usata la steadicam che consentì di ottenere scene più dinamiche. Molte scene sono entrate nella leggenda, come il primo appuntamento amoroso tra Rocky e la dolce Adriana, o quella nella quale Mickey va a trovare a casa Rocky e cerca di convincerlo ad accettarlo come allenatore, oppure le liti tra Paulie e Adriana o Rocky, e ovviamente le scene degli allenamenti e il match finale.

A contribuire alla fama del film, le bellissime musiche di Bill Conti e, per l’Italia, il doppiaggio diretto da Gigi Proietti che prestò la voce a Stallone.    

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*