Ciak Vintage. “Kaos” dei fratelli Taviani

Il film si svolge in quattro episodi e un epilogo

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di Diletta Fallani:

Nella storia del Cinema non mancano di certo gli incontri tra questo medium e  la letteratura. È il caso di Paolo e Vittorio Taviani che, con “Kaos”, aprono le porte a Pirandello e tornano in Sicilia dopo più di vent’anni dal loro film d’esordio. Il titolo “Kaos” è tratto da una citazione di Pirandello stesso: Io sono figlio del Caos”.

Il film si svolge in quattro episodi e un epilogo in cui  il filo comune che li collega è un corvo nero che si libra sopra la Sicilia di Pirandello con un campanello appeso al collo.

Primo episodio: “L’altro figlio” racconta l’odio di una madre nei confronti di uno dei suoi figli, il cui preoccupante aspetto sembra essere la reincarnazione vivente dell’uomo che l’ha violentata.

Secondo episodio:Mal di luna” mostra l’amore, l’angoscia e il desiderio di una giovane sposa, Sidora, di fronte alla malattia sconosciuta di suo marito Bata.

Terzo episodio: La giara” presenta un proprietario terriero che fa riparare una costosa giara da un esperto artigiano, ma questi ne rimarrà bloccato all’interno. 

Quarto episodio: “Requiem” descrive la lotta dei contadini contro gli amministratori di Ragusa che non permettono di seppellire il patriarca sui loro altopiani invece che nel lontano cimitero della città.

Epilogo: “Colloquio con la madre” ci mostra Pirandello parlante al fantasma di sua madre su di una storia che avrebbe voluto, ma non ha potuto, scrivere perché gli mancavano le parole.

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