Cimitero ebraico monumentale, viaggio tra le lapidi di importanti famiglie livornesi

Presenti le tombe di sette rabbini e dei nonni di Modigliani

Uno scorcio del cimitero. Foto: Valeria Cappelletti
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Manca poco al Giorno della Memoria e questa mattina, nella data in cui si celebrano i cento anni dalla morte di Amedeo Modigliani, abbiamo deciso di prendere parte alla visita guidata all’interno del Cimitero monumentale ebraico di viale Ippolito Nievo 164. Una giornata molto fredda e il cielo color piombo hanno reso la visita ancora più suggestiva, tra alti cipressi, ci sono circa 4mila sepolture molte delle quali purtroppo vertono in uno stato di totale degrado, eppure in questi luoghi trovano posto le lapidi di personaggi che sono conosciuti anche a livello mondiale come il rabbino Elia Benamozegh.

Nel corso della visita curata da Amaranta Service, Elisa, la guida, ci ha raccontato alcune curiosità molto interessanti, come il fatto che per gli ebrei il cimitero era considerato un luogo impuro al punto che i familiari non visitavano mai i defunti. Inoltre, all’interno, al cancello d’entrata, si trova ancora un lavandino che veniva usato per lavarsi le mani prima di uscire e quindi per togliere l’impurità del luogo. Scopriamo anche che non era permesso apporre foto e neppure fiori, ma abbiamo trovato molti sassi sulle lapidi portate come simbolo del passaggio di vistatori, usanza assai diffusa.

Il cimitero ospita le lapidi di ben sette rabbini tra cui Rav Yehuda Koriat, Elia Benamozegh, Israel Costa e quelle di famiglie molto importanti come gli Attias di cui è presente una cappella, piuttosto malmessa purtroppo; la lapide di Salomon Belforte; quelle della famiglia Rosselli; della zia di Amedeo, Rosina Modigliani, del nonno e della nonna Emanuele Modigliani e Olimpia Della Rocca e Allegra Pesaro Modigliani chiamata da tutti la nonnina Garsin; delle famiglie Costa e Chayes.

Un luogo molto suggestivo che potrebbe attrarre molti turisti ma che avrebbe bisogno di essere sottoposto a un’accurata manutenzione, con l’eliminazione della fitta boscaglia di rovi che circonda buona parte del cimitero e soffoca alcune lapidi.

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