Il Carnevale tra sogno e realtà visto con l’obiettivo di Furio Pozzi

Il fotografo livornese espone oltre 100 foto a Porta a Mare

Furio Pozzi
Il fotografo livornese Furio Pozzi. Foto: Valeria Cappelletti
  • di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – “La fotocamera è molto più di un apparecchio di registrazione, è un mezzo attraverso il quale i messaggi ci raggiungono da un altro mondo” diceva Orson Welles. E le immagini che il fotografo livornese Furio Pozzi ha realizzato per la mostra “L’arte del Carnevale, tra sono e realtà” che verrà inaugurata il 28 gennaio, a Palazzo Orlando (via G.D’Alesio 6, Porta a Mare), raccontano di un mondo che è sospeso tra sogno e realtà (la mostra fa parte di altre iniziative leggi qui l’articolo). Una miscela di luci, colori, ambientazioni che trasportano l’osservatore in una realtà altra, magica, immobile ma al tempo stesso piena di vita: la realtà della laguna veneziana e dell’isola di San Giorgio (situata di fronte a piazza San Marco).

Furio Pozzi
Foto: Furio Pozzi

“I costumi ritratti in queste fotografie sono bellissimi – ha detto Pozzi, che vanta un’esperienza trentennale nel settore – ma questo non basta, serve una certa abilità, quell’abilità che ha il fotografo di riuscire a dosare la luce, di catturare quel raggio di sole che arriva all’improvviso in una giornata nuvolosa, e che colpisce proprio la maschera su cui è puntato l’obiettivo della macchina. Amo il momento del calasole e lavorare di notte, molte delle foto ritraggono le maschere in questo momento”, così il rosso e il rosa del cielo al tramonto si fondono con il rosso dell’ abito; l’azzurro dei tessuti si mescola con il mare e il cielo e il marrone con quello degli edifici sullo sfondo. “Per nessuna delle immagini ho usato Photoshop o altri effetti, tengo a precisarlo, sono contrario a questi usi”.

“Ognuno di noi viene colpito nel corso della sua vita da qualcosa, per me è stato il Carnevale che ha sempre esercitato un fascino particolare. Ancora bambino mi recai a Viareggio e rimasi colpito dai mostri di cartapesta. Vi ritornai varie volte con un approccio e una consaevolezza diversi: il corso, le feste rionali, l’allegria e nacque in me il desiderio di fermare quegli attimi di felicità con la fotografia. Poi mi parlarono del Carnvale di Venezia diverso da quello di Viareggio. Quello toscano è in continuo movimento ed è allegro, quello di Venezia ha un altro fascino che mi colpì da livornese che conosce il quartiere Venezia e la bellezza dei tramonti”.

Furio Pozzi
Foto: Furio Pozzi

Circa 110 immagini di maschere ritratte nella città lagunare sono esposte nella mostra: “Ho passato in rassegna oltre 22mila scatti. Vorrei che il visitatore guardasse queste immagini con attenzione, non come si fa su un cellulare con sguardo sfuggente, che osservasse i particolari degli abiti, le rifiniture e soprattutto lo sguardo che si cela dietro le maschere. Ho cercato di cogliere l’attimo vissuto in ciascuno”.

Accanto alle immagini, una sezione sarà dedicata alla proiezione di diapositive del Carnveale di Viareggio con scatti realizzati sia in digitale che su pellicola: “Il digitale oggi ha raggiunto livelli impensabili, ma quello che riesce a dare un’immagine su pellicola è tutta un’altra cosa”.

Orari: la mostra resterà aperta fino al 18 febbraio tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.30 con ingresso gratuito. Di seguito alcune degli scatti visibili alla mostra.

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