Camilleri a Livorno, il racconto di Eleonora Zacchi

Lo scrittore tra i fondatori del Centro Artistico Il Grattacielo

– di Gianluca Donati

LIVORNO – Non tutti lo sanno, ma il papà del Commissario Montalbano aveva un intenso legame con la nostra città, infatti, Andrea Camilleri è stato tra i fondatori del Centro Artistico Il Grattacielo, dove ha lavorato come regista e insegnante.

Venerdì 15 novembre nell’ambito della rassegna “Una giornata particolare”, Villa Maria ha ospitato l’evento “Andrea Camilleri a Livorno 1957-1963 dai documenti dall’Archivio La Salvia”.

Eleonora Zacchi, attrice, regista e drammaturga e direttrice del Centro, ha raccontato il rapporto tra Camilleri e Livorno e la centralità dello scrittore recentemente scomparso, nella nascita de Il Grattacielo. Ecco il suo racconto:

Grandi artisti sono passati da qui tra i quali: Vittorio Gassman, Paolo Grassi, Giuseppe Ungaretti, Franco Molè e Paolo e Lucia Poli, e anche un giovane Roberto Benigni.

Il Centro Artistico Il Grattacielo nacque nel 1957, allora situato in Piazza Attias, e si sposterà nel ‘66 in via del Platano 6, dove è attivo tuttora. L’edificio originale in Piazza Attias, era stato in precedenza proprietà di nobili, che cedettero gli immobili acquistati dai gesuiti, i quali decisero di usare l’attico del palazzo per farne un teatro.

Agli inizi del 1956, Orazio Costa, grande regista teatrale che otto anni prima era stato maestro di regia di un giovanissimo Camilleri, presentò lo scrittore al padre gesuita Egidio Guidubaldi, che aveva un suo progetto teatrale per Livorno. Camilleri trovò però il soffitto dello spazio teatrale troppo basso, e altri aspetti non lo convincevano del tutto, e suggerì di apportare delle modifiche. Passarono mesi senza che Camilleri avesse notizie del progetto, convinto che fosse stato accantonato, finché non ricevette una telefonata che lo invitava nuovamente a Livorno per vedere il teatro che era stato realizzato esattamente come lui aveva suggerito.

Nel frattempo Camilleri e la sua compagna Rosetta Dello Siesto, avevano deciso di sposarsi, ma avevano scoperto che per officiare il rito nuziale era indispensabile cresimarsi. Fu proprio padre Guidubaldi a risolvere il problema facendolo comunicare e cresimare dal vescovo Piccioni; dal matrimonio i due avranno tre figlie e quattro nipoti. Da allora Camilleri pur vivendo a Roma, trovò sempre il tempo per tornare spesso a Livorno dove fu autore e insegnante fino al 1963.

Il Grattacielo, allora, era uno spazio ampio che possedeva un teatro, una sala di proiezione, una galleria d’arte (titolata ad Amedeo Modigliani), un bar e una terrazza panoramica; un vero centro artistico – culturale dalle molteplici attività creative, e qui nel 1957 fu messo in scena “Assassinio nella cattedrale”, prima regia teatrale di Camilleri, uno spettacolo che fu allestito su un palcoscenico strutturato con una pedana composta di 18 sezioni smontabili e che forgiava una scenografia essenziale. Una rappresentazione innovativa davanti ad una platea che contava 1000 posti e che ebbe fino a 33 repliche.

Il ’58, fu l’anno della regia di “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello, autore molto caro a Camilleri e con il quale aveva anche un lontano legame parentale. Presso Il Grattacielo, Camilleri curò corsi di recitazione, di storia del teatro, cinema, scenografia e TV, e da tutta Europa venivano a seguire i suoi seminari, tra i quali allievi, ebbe future celebrità, come la livornese Lydia Biondi, attrice, danzatrice, coreografa e insegnante di recitazione che avrà una carriera di 50 anni tra cinema, teatro e fiction. Camilleri studiò in quegli anni anche il rapporto tra teatro e TV in Europa, e si convinse che il tempo ideale di una di un’opera teatrale televisiva, era di circa di 1 ora e 40 minuti, tempo dopo il quale, a suo giudizio, sarebbe calato l’indice d’ascolto, perciò si pose il problema della riduzione dei tempi del teatro in TV.

Nel ’59 Camilleri iniziò a lavorare anche in RAI per la quale, durante tutti gli anni Sessanta curò come delegato alla produzione, diversi sceneggiati che otterranno successo, come: “Le avventure di Laura Storm”, “Tenente Sheridan”, “La donna di quadri” e “Le inchieste del commissario Maigret”, con protagonista Gino Cervi.

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