Cala il sipario su Scenari di Quartiere con due favole tra filosofia zen e altruismo

Brandi: "Stiamo già pensando di tornare a gennaio"

Lo spettacolo del Principe Felice. Foto: C. Foschi
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Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti e Gianluca Donati

LIVORNO – Cala il sipario su “Scenari di Quartiere“, il festival della narrazione che ha raggiunto la nona edizione, si è concluso ieri sera con l’ultimo doppio spettacolo: da una parte, in Borgo Cappuccini, “Il principe felice” con Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino, dall’altra Alessia Cespuglio in “I racconti dei saggi samurai” (quartiere Garibaldi).

Foto: C. Foschi

Lo spettacolo in Borgo Cappuccini si è svolto su una terrazza all’ultimo piano di uno stabile in via Cecconi da cui era possibile ammirare un bellissimo panorama reso ancora più suggestivo da un cielo grigio e nero che ha, per fortuna, solo minacciato pioggia.

“Un bilancio positivo – ha detto Fabrizio Brandi, direttore artistico e ideatore del Festival insieme a Marco Leone – nonostante il Covid e il tempo che non è stato molto clemente. La città ama questo progetto e lo ha dimostrato con le prenotazioni che sono andate subito sold out. Stiamo già pensando di tornare a gennaio sempre nella formula dei luoghi di privati”,

A raccontare la bellissima fiaba di Oscar Wilde il duo composto da Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino accompagnati al trombone da Tony Cattano. Una storia che porta con sé un insegnamento molto bello: quello dell’amore incondizionato e senza tornaconti, l’amore verso il prossimo, verso i deboli e gli emarginati.

Silvia Garbuggino. Foto: C. Foschi

La storia narra di un rondinotto, che si è attardato a partire per l’Egitto con i suoi amici, e che quando decide di intraprendere il viaggio incontra lungo la sua strada una statua, quella del Principe Felice, che però, a dispetto dell’aggettivo, non è felice per niente perché sopraffatto dal dolore che ogni giorno vede nelle persone più povere che vivono in città. Chiede quindi al rondinotto aiuto affinché doni a queste persone i rubini, le foglie d’oro e gli zaffiri che lo adornano. L’uccellino che vorrebbe partire, tutte le volte rinvia per aiutare un’ultima volta il principe, ma poi arriva l’inverno e il rondinotto muore spezzando così il cuore del principe che, ormai spoglio di tutte le sue bellezze, viene abbattuto. “Se la statua non è più bella non è più neppure utile” urla il sindaco. A quel punto Dio chiede a un angelo di scendere sulla terra e prendere le due cose più belle di quella città, e sceglie il cuore e il rondinotto, che può tornare a cantare.

A Silvia Garbuggino il compito di interpretare la statua del principe, a Gaetano Ventriglia quello della voce narrante e del rondinotto. Un racconto delicato, toccante, reso ancora più intenso dalla bravura dei due attori e dall’accompagnamento musicale. Non ci poteva essere finale migliore. (di Valeria Cappelletti)

  • Francesco Cortoni e Alessia Cespuglio. Foto: G. Donati
  • di Gianluca Donati

Nel quartiere Garibaldi, presso l’area di posteggio via Terreni nella prossimità del Nuovo Teatro delle Commedie, si è svolta la rappresentazione “I racconti dei saggi Samurai”, testo e regia di Francesco Cortoni e che ha visto recitare l’attrice livornese Alessia Cespuglio e lo stesso Cortoni, uno spettacolo che ha raccontato in modo ironico, l’arte antica del diventare Samurai accompagnando gli spettatori in un viaggio tra poesia e filosofia zen del Giappone.

Alessia Cespuglio. Foto: G. Donati

Per “I racconti dei saggi Samurai”, era previsto che nel caso il tempo si fosse guastato, lo spettacolo si sarebbe dovuto interrompere e spostare all’interno del Nuovo Teatro delle Commedie. Per tutta la durata dello spettacolo, un cupo cielo denso di nubi ha minacciato di rovesciare pioggia sull’intrepido pubblico presente, ma fortunatamente il tempo è stato clemente.

Sul palco era riprodotto in modo essenziale un prato verde sul quale si ergeva un alberino di ciliegio fiorito ricreando l’atmosfera dell’Estremo Oriente. I riflettori proiettavano delle luci verdi e fucsia che riprendevano il cromatismo della scenografia. Poi le luci si sono fatte bianchastre e in quel momento è salito sul palco Marco Leone che ha salutato il pubblico e lo ha ringraziato per il coraggio che ha mostrato sfidando le minacce temporalesche. Le sedie vuote erano tante, ma le condizioni meteorologiche hanno indubbiamente demotivato il possibile pubblico.

Foto: G. Donati

Uscito Leone, è entrata in scena Alessia Cespuglio che indossava un kimono di due colori, e ha recitato un’introduzione sul Sol Levante e sulle arti marziali. Se Cespuglio era brava e simpatica nel suo monologo, Francesco Cortoni ha mostrato un’incredibile capacità poliedrica, nel dividersi tra il palco – dove incarnava di volta in volta le figure di contorno che interagivano con la narrante – e il suo ruolo di regista nella postazione mixer, dove controllava gli effetti luminosi e sonori. Così, con lo scorrere della narrazione, si udivano i rumori del vento o del temporale, o si diffondevano nell’etere musiche orientaleggianti e simpatiche canzoncine giapponesi.

Ma Cortoni non si è limito a questo, indossando un kimono grigio e un cappello giapponese a punta, entrava e usciva dal palco e v’introduceva oggetti, per lo più sagome stilizzate di persone e animali, oppure metteva in scena il volo di un uccello, sparpagliava foglie o neve finta. Lo spettacolo aveva un tono allegro, scanzonato, parodistico che ha divertito il pubblico e lo ha premiato del suo coraggio.

Lo spettacolo replicherà il 10 e 11 ottobre prossimi proprio nei locali del Nuovo Teatro delle Commedie.

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