Beatrice, Gemma e le altre donne di Dante: Lella Costa con “Intelletto d’amore” regala un momento culturale di alto livello

Ieri sera, 8 luglio, sul palco della Fortezza Nuova

Lella Costa. Foto: G. Fallani
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Pubblicato ore 12:00

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – Se fossimo stati a scuola, quella di Lella Costa su Dante, ieri sera 8 luglio, in Fortezza Nuova sarebbe stata una “lectio magistralis” di quelle che non si scordano, ma aiutano i giovani a districarsi nei meandri dell’universo dantesco, dove le donne, poche in verità, diventano protagoniste e spiegano il motivo vero per cui Dante le ha citate ed ha cantato di loro.

Nello spettacolo “Intelletto d’amore, Dante e le donne” scritto da Emanuele Vacis, con cui l’attrice milanese continua la collaborazione, quattro protagoniste raccontano l’Alighieri da un punto di vista femminile, ribaltando un’ esegesi quasi sempre affidata ai maschi!

Basti dire che ad accompagnare Dante nel paradiso è una donna: Beatrice in un ruolo quasi sacerdotale, la guida spirituale che precede l’uomo che ne aveva fatto un’icona di vita e lo porta verso la salvezza. Donna salvifica quindi, come Laura, Fiammetta, Dulcinea, Giulietta e le altre che col talento e la ragione erano state esempio e sprone agli uomini che le avevano cantate. Poi c’è Taide, l’etéra ateniese posta nelle Malebolge fra i ruffiani
che denuncia l’ingiustizia che ha subito, accusando apertamente Dante di aver manomessa la realtà, citando anche il grande Terenzio. E naturalmente c’è Francesca che spiegherà agli spettatori il suo “talento” per il cognato Paolo, narrando con semplicità come la passione la travolse, lo stesso potente sentimento che anche oggi rompe gli schemi più scontati: un eterno triangolo che nemmeno all’Inferno viene ripudiato perché, pare che dica Dante, i peccati d’amore sono in fondo i più veniali! E poteva mancare Gemma Donati, l’unica donna non cantata da Dante, sua moglie, compagna di vita, costretta a mandare avanti una famiglia praticamente da sola?

Uno sguardo dalla Fortezza Nuova. Foto. S.D.C.

Lella Costa meravigliosa e padrona della scena, rivolgendosi direttamente al pubblico con garbo e tanta ironia, ci ha regalato un momento culturale di altissimo livello, dove il passato letterario si accosta al presente, ad autori come Elsa Morante, Conrad, Gaber e tanti altri come a dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, che la cultura è l’humus necessario per crescere e far crescere.

Scenografia essenziale, luci diffuse ad accompagnare la rappresentazione davanti a un pubblico attentissimo e numeroso.

Bene ha fatto il Goldoni a regalarci queste perle.

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